L'asso nella manica

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L'asso nella manica

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Titolo originale

Ace in the Hole

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1951
Genere drammatico
Regia Billy Wilder
Soggetto Walter Newman, Lesser Samuels, Billy Wilder
Sceneggiatura Billy Wilder
Produttore Billy Wilder
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note

Fotografia: Charles Lang
Montaggio: Arthur Schmidt

Musiche: Hugo Friedhofer

L'asso nella manica, film statunitense del 1951 con Kirk Douglas, regia di Billy Wilder.

Frasi[modifica]

  • Io conosco vita morte e miracoli del giornale, so scriverlo, correggerlo, impaginarlo, stamparlo e venderlo. [...] Avrà notizie grosse e piccole e, se notizie non ci sono, so lavorare di fantasia. (Charles)
  • Ho mentito a uomini con la cintura e a uomini con le bretelle, ma non sarò mai così stupido da mentire a un uomo che porta cintura e bretelle. (Charles)
  • Vuoi che ti dica cosa c'è che non va nel vostro paese, Wendel? Troppo verde, già... Prendi quei quattro alberi striminziti nel centro di New York: quelli, per me, sono una rarità. E dov'è, qui, la tumultuosa sotterranea? Cosa avete, qua attorno, che faccia del chiasso? Dov'è l'inebriante fragore di otto milioni di anime che si odiano e si amano? Dov'è la folla? Le luci abbaglianti? Le donnine profumate che ti sfiorano nei bar...? E, soprattutto, dov'è un ottantesimo piano da cui precipitarsi quando si è in questo stato? (Charles)
  • Se stanotte non scoppia la guerra, questo sarà il fatto del giorno. (Charles)
  • Tutti e tre noi siamo laggiù. Leo, voi e anche io. Vogliamo uscirne e ne usciremo. Io, però, ne uscirò con stile, e anche voi, se volete. (Charles)
  • Non ne ero certo, ma ora lo so. Verranno qui e divoreranno tutto, emozioni e polpette! Venderete tutte le vostre polpette! Anche salsicce, bibite e tutte le vostre cianfrusaglie! Ci sarà un mucchio di denaro da registrare alla vostra cassa, domani. (Charles a Lorainne)
  • Signore e signori, qualcosa di formidabile avviene qui. Proprio davanti a questa antica caverana indiana, sta sorgendo una nuova comunità: una vera città di tende, di camion, di rimorchi! Ci sono macchine dell'Ariziona, del Texas, dell'Oklahoma. Altri volontari giungono da tutto lo stato e da quelli limitrofi. I più noti reporters dei più grandi giornali d'America sono qui. Il più eminente di questi giornalisti è ovviamente Charlie Tatum, il coraggioso reporter che per primo si avvicinò a Leo domenica scorsa. Nel corso di questa trasmissione cercheremo di portare al microfono lo stesso Charlie Tatum. (un cronista)
  • [nel finale] Leo Mimosa è morto! È morto un quarto d'ora fa, con la scavatrice a tre metri di distanza, e non possiamo fare più nulla. Nessuno può fare più nulla! È morto, avete sentito? E ora andate a casa, tutti quanti... la festa è finita... (Charles)
  • Leo Mimosa non è morto... è stato assassinato. (Charles)

Dialoghi[modifica]

  • [davanti a un quadro fatto all'uncinetto recante la scritta 'Dite la verità']
    Segretaria: L'ha pensato il direttore, ma io ho fatto il ricamo.
    Charles: Anch'io vorrei pensarla così! Se ci arriverò, mi farete il ricamo.
  • [Charles si è fatto annunciare al direttore promettendogli di fargli risparmiare duecento dollari alla settimana]
    Direttore: Ma... la storia dei duecento dollari alla settimana?
    Charles: Io sono un giornalista che vale duecentocinquanta dollari alla settimana. Per voi lavorerò a cinquanta.
  • Charles: Figlio mio, da quanto tempo frequenti quella... scuola di giornalismo?
    Herbie: Tre anni.
    Charles: Tre anni gettati via... Io non ho fatto nessuna scuola, ma so come dare una notizia, perché, prima di fare i giornali, io li ho venduti agli angoli delle strade. E sai la prima cosa che ho imparato? Le brutte notizie vanno a ruba. Buona nuova, nessuna nuova.
  • Herbie: Quel vecchio era terrorizzato! Hai visto la sua faccia?
    Charles: Sì...
    Herbie: Aveva la faccia di quella gente che aspetta fuori da una miniera dove sono rimasti bloccati centinaia di uomini.
    Charles: Un uomo è peggio di un centinaio, non te l'hanno insegnato? [...] Ma che ti insegnano a quella scuola di giornalismo? Gli annunci economici?
  • Charles: Non credevo che, con tanti guai, avreste avuto voglia di dormire.
    Lorainne: Ho dormito abbastanza, cinque anni. E che altro c'è da fare Escudero?
  • Dottore: È tutto per il momento. Anzi, basterebbe per sette giorni. Ma lo tireremo fuori prima, vero?
    Charles: Oh... certo! Dite, dottore, è un paziente molto robusto, vero?
  • Charles: Tirerò fuori Leo domani mattina, faremo un'altra strada.
    Sceriffo: Che altra strada?
    Charles: Quella che si doveva fare fin dal principio: la più facile.
    Sceriffo: E perché farlo adesso?
    Charles: Te lo dico subito: perché quel ragazzo sta morendo. E questo non fa il mio gioco, perché, quando inventi un grande servizio giornalistico devi dargli un commovente finale. Quando hai colpito il pubblico a morte, devi poi svegliarlo dolcemente, non puoi lasciarlo con un morto sulle braccia.

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