L'incredibile storia dell'Isola delle Rose

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L'incredibile storia dell'Isola delle Rose

Immagine Isoladellerose02.jpg.
Titolo originale

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 2020
Genere commedia, drammatico, storico
Regia Sydney Sibilia
Sceneggiatura Sydney Sibilia, Francesca Manieri
Produttore Matteo Rovere
Interpreti e personaggi

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose, film del 2020 con Elio Germano, Leonardo Lidi e Fabrizio Bentivoglio, regia di Sydney Sibilia.

Frasi[modifica]

  • Non comanda più nessuno qua. Non c'è più nessuno che ci può dire cosa fare, cosa non fare e compagnia cantando Maurizio, eh. Siamo liberi! (Giorgio)
  • Pietro Bernardini. Ufficialmente saldatore e che viveva da mesi su una barca. È ora il primo aitante sedentario dell'isola. […] Sembra inoltre, che ci sia un altro abitante. È un apolide tedesco che si chiama […] Wolfgang Rudy Neumann. (Oratore del Consiglio d'Europa )
  • Avevamo voglia di costruire un mondo nostro, dove sentirci davvero liberi e l'abbiamo fatto. L'abbiamo costruito. (Giorgio)
  • Noi del maggio francese non sapevamo quasi nulla, se non che loro scendevano in piazza e incendiavano Parigi per un mondo migliore. Noi, quel mondo migliore l'avevamo direttamente costruito. (Giorgio)
  • Oggi, 1° maggio 1968, cinquecento metri fuori dalle acque territoriali, indipendenti da chiunque, si fa la storia! Qui siete davvero liberi! Benvenuti sull'Isola delle Rose! (Wolfgang)
  • Non è che uno scrive e gli togliamo la cittadinanza. E che è, l'abbonamento a Famiglia Cristiana, che lo disdici? (Franco Restivo)
  • Voi parlate tanto di libertà, ma la vostra è una libertà condizionata. Quella assoluta vi spaventa. Non è tanto per quello che ho fatto, ma per quello che potrei fare, che lei mi odia. (Giorgio)
  • L'importante è cambiare il mondo, no? O almeno provarci. (Gabriella)

Dialoghi[modifica]

  • Segretario di Jean Baptiste Toma: Che cosa può fare per lei, signor Rosa, il Consiglio d'Europa?
    Giorgio: Salvare la mia isola.
    Segretario di Jean Baptiste Toma: Lei ha comprato un'isola?
    Giorgio: No, l'ho fatta.
    Segretario di Jean Baptiste Toma [parla in francese e si rivolge a Jean Baptiste Toma]: Dice di averla creata. [Poi parla in italiano] E in quanti giorni l'avrebbe creata quest'isola? La prego, non mi dica in sei che sarebbe una coincidenza veramente incredibile.
    Giorgio: No, no. Non in sei giorni, in vari mesi l'ho fatta.
  • Gabriella: È morta nonna Margherita?
    Giorgio: Sì, due mesi fa. Non ha retto la nostra separazione.
    Gabriella: Ci siam lasciati tre anni fa, dai Giorgio.
  • Gabriella: Senta, io sono un avvocato, quindi moderiamo i termini. "Questi due" lo dice a qualcun altro.
    Giorgio: Ah giusto. Qua c'è il mio avvocato. Per cui stiamo tutti un po' calmi.
    Gabriella: No, dai. Non sono il tuo avvocato. Sono un associato di diritto internazionale, scusi eh.
    Giorgio: Ah, vero. Che sfiga. Non ce ne facciamo un cazzo. Diritto internazionale…
  • Ulisse: Perché non ci riesci, Giorgio? Perché non ci provi, almeno?
    Giorgio: A fare cosa?
    Ulisse: A essere normale. Saresti più felice.
  • Maurizio: Te senti… senti 'st'odore di libertà?
    Giorgio: No, Maurizio, io sento soltanto questa puzza di un liquore alle erbe da quattro soldi. Sei già ubriaco e son le otto.
    Maurizio: Secondo te facevo 'sta roba da lucido?
  • Capitano della Capitaneria di porto: Ma perché cercate l'acqua in mezzo al mare?
    Giorgio: Be' per… per fare una Stato indipendente.
  • Wolfgang: Perché cazzo l'avete fatto?
    Maurizio: Per lo stesso motivo per cui un cane si lecca i testicoli.
    Wolfgang: Non ho capito.
    Maurizio: Perché lo può fare.
    Wolfgang: In che senso?
    Maurizio: Un cane si lecca i testicoli, perché può farlo. Noi siamo due ingegneri, volevamo costruire un'isola, potevamo fare, l'abbiamo fatto.
  • Franca: Sono incinta.
    Wolfgang: Io ho un certificato di sterilità che mi è stato rilasciato durante la guerra.
  • Franco Restivo: Forse, Giovanni, a proposito proprio di giovani ci sarebbe una cosa… Vabbè, dai niente. Ce la diciamo la prossima volta. Non ti preoccupare.
    Giovanni Leone: No no, no. Dimmi, Franco.
    Franco Restivo: Ma è una cosa di poco rilievo. Ne parliamo la prossima volta. Non ti preoccupare, è una sciocchezza.
    Giovanni Leone: E a maggior ragione. E dici questa cosa e ce ne andiamo tutti a mangiare.
    Franco Restivo: Ma niente, in pratica che succede? Che c'è questo ragazzo con dei suoi amici, a Rimini, e niente… cinquecento metri fuori dalle acque territoriali, quindi al largo di Rimini, che ha fatto? Ha costruito un'isola e si è dichiarato indipendente.
    Giovanni Leone: Non ho capito, devi ripetere.
  • Giovanni Leone: Scusa, ma tu come l'hai saputo?
    Franco Restivo: Ecco. questo, forse, è l'unico dettaglio che eleva un po' di grado di percezione della gravità di questo piccolo evento perché, in pratica, ce l'ha detto… Si, insomma, ci ha chiamato l'ONU.
    Giovanni Leone: Ci ha chiamato l'ONU?
    Franco Restivo: Io per questo non te lo volevo dire. Giovanni, stiamo montando un caso. Perché stiamo montando un caso, per una ragazzata.
    Giovanni Leone: Scusa, Franco, eh. Ci hanno chiamato le Nazioni Unite e tu dici che è una ragazzata?
  • Giovanni Leone: Ti ricordi il nome del funzionario che t'ha chiamato?
    Franco Restivo: Io non credo che fosse un funzionario, Giovanni.
    Giovanni Leone: Ah, meno male. Allora era un segretario.
    Franco Restivo: Segretario sì, cioè… Non un segretario, ma proprio il Segretario Generale delle Nazioni Unite.
  • Franco Restivo: Io ho subito mandato due dei migliori agenti dei nostri servizi.
    Giovanni Leone: Ah, è dov'è il loro rapporto?
    Franco Restivo: Ehm, non abbiamo più loro notizie da oltre 40 ore. Altre otto e, per legge, dobbiamo avvisare le famiglie a mezzo telegramma.
  • Franco Restivo: Quand'ero ragazzo avevo una sola grande passione: la bicicletta. Riuscivo benissimo a conciliare l'attività politica con qualche discreto piazzamento in competizioni locali di tutto rispetto, ma all'improvviso dovetti smettere. Nel 1947 lasciai per sempre la bici perché, tutti i giorni che Dio mandava in terra, io e altri 551 fessi dovevamo scrivere una serie di frasette numerate che avrebbero costituito le fondamenta di questa Repubblica che stava per nascere. Bisogna pensare a tutto, sai? Calcolare tutte le variabili. Basta sbagliarne una che crolla tutto; e la libertà, per la quale noi abbiamo tanto combattuto, svanisce. A rileggerle oggi, quelle frasette, io credo che abbiamo calcolato bene. E tu, che non sei altro che un insiginificante pezzo di merda, vorresti essere l'eccezione a quel calcolo perfetto?
    Giorgio: Voi parlate tanto di libertà, ma la vostra è una libertà condizionata. Quella assoluta vi spaventa. Non è tanto per quello che ho fatto, ma per quello che potrei fare, che lei mi odia. Io sono fuori dalle acque territoriali, è una questione che non vi riguarda.
    Franco Restivo: Tu fai tanto il gradasso, ma poi scrivi a loro, vai al Consiglio d'Europa... be', sei anarchico fino a un certo punto allora, se hai tutto questo bisogno che qualcuno ti riconosca. Tu hai costruito una piattaforma di 400 metri quadri con quattro disperati e credi che sia uno stato, ma tu non hai la più pallida idea di cosa significhi garantire la libertà a quaranta milioni di persone.
    Giorgio: Io non accetto lezioni da uno che ha fatto sospendere un uomo con 30 anni di carriera alle spalle solo per intimidrimi!
    Franco Restivo: Fatti un favore: vattene da là. Risparmiati questa umiliazione. Sei rimasto solo, non hai speranze.
    Giorgio: Il Consiglio d'Europa ha appena deciso di prendere in incarico la pratica, e da domani mattina iniziano le consultazioni. Per cui fai il pieno di avvocati stronzo, perché questa storia è appena cominciata, e tu non mi puoi fermare.
    Franco Restivo: E va bene, testa di minchia! Tu hai fondato uno stato? Be', pure io. Ma lo sai qual è la differenza tra i nostri due stati? E' che io c'ho un arsenale bellico che te l'atomizza quell'isola di merda! Corri subito a Rimini, perché sennò rischi di perderti i fuochi d'artificio più belli di sempre!
  • Agente Piazza: Priorità assoluta è la pratica degli abitanti dell'isola di mettere nel vino frutta di stagione. Poi si bevono il vino e masticano la frutta.
    Franco Restivo: Agente Piazza, si chiama sangria. In Spagna la fanno da sempre. Agente Piazza, io sono quasi sicuro che lei sta parlando con un ministro della Repubblica italiana da ubriaco.
  • Sottoufficiale della Marina Carrisi: Ammiraglio mi scusi c'è un problema. I civili sull'isola si sono moltiplicati.
    Ammiraglio: Che significa si sono moltiplicati? Non sono mica dei cazzo di streptococchi.

Explicit[modifica]

Il Consiglio d'Europa dichiarò di non potersi esprimere in merito alla contesa tra lo Stato italiano e la Libera Repubblica delle Rosa perché l'isola risultava al di fuori delle acque territoriali europee. Riconoscendola implicitamente come stato indipendente.
Per evitare che accadesse di nuovo l'ONU spostò il confine delle acque nazionali da 6 a 12 miglia. In tutto il mondo.
Ad oggi, la distruzione dell'Isola delle Rose è l'unica guerra d'invasione commessa dalla Repubblica Italiana.
Giorgio e Gabriella rimasero insieme tutta la vita.

Altri progetti[modifica]