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La cuccagna (film 1962)

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La cuccagna

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Titolo originale

La cuccagna

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1962
Genere commedia
Regia Luciano Salce
Soggetto Alberto Bevilacqua, Goffredo Parise, Carlo Romano, Luciano Vincenzoni, Luciano Salce
Sceneggiatura Luciano Vincenzoni, Luciano Salce
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
Musiche: Ennio Morricone, Fabrizio De André (la ballata dell'eroe)

La cuccagna, film italiano del 1962 con Luigi Tenco e Donatella Turri, regia di Luciano Salce.

Frasi

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  • La posso accompagnare? Attenta che l'uomo è traditore. (Bambino)
  • Se sei pecora, il lupo ti mangia. Sì, sì. A te, a te. Dico a te, vai avanti. Sei sulle strisce, si fermano. (Giuliano)
  • Ma chi l'ha detto che il lavoro deve essere per forza una maledizione. Ma perché forse si lavora meglio in uno scantinato umido con un tavolino traballante? No, no vengono dei pensieri tristi, pessimisti e poi questo sistema decisamente costa meno. Io lo ripeto sempre a quelli di Milano, quando si lamentano del conto spese. Così costa meno. (Pubblicitario)
  • Era partito per fare la guerra | per dare il suo sangue alla sua terra. | Gli avevano dato le mostrine e le stelle | e il consiglio di vender cara la pelle. | Ma quando gli dissero di andare avanti | troppo lontano si spinsero a cercare la verità. | Ora che è morto la patria si gloria | d'un altro eroe alla memoria.[1] (Giuliano)
  • E va bene. Moriremo insieme. Ci hanno spinto alla disperazione e vedranno. Ma sì, certamente. Moriremo protestando contro la società. Certo, perché tutti sappiano. (Giuliano)
  • Le barche, Tahiti, sono tutte storie. Tutte storie che inventano quelli [I ricchi] per divertirsi. L'albero della cuccagna se lo sono fatto per loro. Per noi di vero per il momento non c'è altro che noi due. Ti basta? (Giuliano)
  • Non accontentarti mai nella vita, se no ti fregano. Chiedi sempre di più. (Giuliano)

Dialoghi

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  • Cognato di Rossella: Se scoppia un'altra guerra chi ci mandiamo?
    Padre di Rossella: Quale guerra. aoh?
    Cognato di Rossella: La guerra ineluttabile.
  • Rossella: Mi occupo d'inchieste di mercato
    Giuliano: Inchieste di mercato... qui non abbiamo neanche i mercato rionali e questi fanno le inchieste di mercato. Che Paese... A noi ci ha rovinato l'America. Inchieste di mercato... Ma le facciano sulla mafia le inchieste.
  • Oscar: Oggi chi non c'ha la grana è proprio un fesso.
    Giuliano: Grazie. A nome di tutti i fessi.
    Oscar: Ma che c'entra, tu sei un idealista.
  • Brigadiere: Senta giovanotto.
    Visonà: Dica, militare.
    Brigadiere: Io non sono militare, sono un brigadiere.
    Visonà: E io non sono un giovanotto. Sono un Signore.
    Brigadiere: Ma se lo ho detto giovanotto, mica è un'offesa.
    Visonà: Ma neanche militare è un'offesa. La Costituzione mica mi obbliga di conoscere i gradi dei poliziotti. E se lei mi chiama giovanotto, io la chiamo agente, militare.
  • Giuliano: Mah... si sa già che con le donne non si riesce mai a fare niente di serio.
    Rossella: Assassino.
    Giuliano: Fifona.

Note

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  1. Da La ballata dell'eroe di Fabrizio De André

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