Langhe

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Colline delle Langhe

Citazioni sulle Langhe.

Aldo Grasso[modifica]

  • Un po' sono geloso che tutti abbiano scoperto le Langhe. Io non ho scoperto un bel nulla perché ci sono nato, ma i miei genitori, nel dopoguerra, sono dovuti scappare perché allora era miseria nera. Sui cartelli stradali che cadenzavano i paesi, lungo la sinuosa provinciale che da Montezemolo porta ad Alba, appariva la scritta «zona depressa». C'era povertà, c'era malora, c'era necessità di abbandonare quei posti; prima della guerra, molti erano andati a cercar fortuna in Francia, in America; dopo la guerra, molti avevano venduto quel poco che avevano per andare a trovare un lavoro altrove, specie in Liguria: diventarono panettieri, osti, macellai.
  • Mai avrei pensato che le Langhe diventassero così famose. Ci sono giorni in cui, per andare a casa mia, bisogna rallentare a Barolo perché ci sono così tante macchine che si fa fatica a passare. È arrivata anche l'Unesco a dare la sua benedizione: «Un esempio eccezionale di paesaggio culturale inteso come prodotto nel tempo dell'interazione tra uomo e natura, plasmato dalla continuità di una tradizione antica finalizzata a una produzione vinicola di eccellenza». La prosa è un po' burocratica, ma fa niente.
  • Un tempo (anni 80-90) si diceva che le Langhe fossero state salvate dagli svizzeri, visto che intere comunità di svizzeri tedeschi avevano comprato cascine abbandonate, impiantato vigne, costruito scuola dove spiegavano come sfrondare gli alberi, innestare un ciliegio selvatico, curare l'orto. Adesso sono arrivati gli americani, quelli ricchi, e hanno cominciato a comprare aziende storiche, produttrici di alcuni tra i più quotati cru di Barolo. Ma io sono eternamente grato a chi nel tempo ha salvato il «Tesoro delle Langhe», quel misterioso complesso intreccio di enogastronomia e letteratura (il solo posto in Italia dove il dionisiaco si sposa all'apollineo, secondo la grande lezione del filosofo piemonentese Giorgio Colli). Senza mettere in gioco la complessità, non si spiegherebbero certi personaggi (Luigi Einaudi), certi vini (dal Dogliani al Barolo), certi libri (soprattutto quelli di Beppe Fenoglio), certe imprese (Slow Food).

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