Leigh Brackett

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Leigh Brackett (1915 – 1978), scrittrice e sceneggiatrice statunitense.

Gli ultimi giorni di Shandakor[modifica]

Incipit[modifica]

Entrò solo nella taverna, avvolto in un mantello rosso scuro, col cappuccio abbassato sulla testa. Si fermò un attimo sulla soglia, e una delle snelle donne da preda che vivono in quei posti gli si avvicinò, nel tintinnio argentino delle campanelle chee erano quasi il suo unico indumento.
La vidi sorridergli. Poi, all'improvviso, il sorriso si raggelò, e accadde qualcosa agli occhi della donna. Non guardavano più l'uomo col mantello; guardavano attraverso lui. Fu stranissimo. Fu come se lui fosse diventato invisibile.

Citazioni[modifica]

  • Sapete anche voi che il bisogno può spingere a cose insensate, cose che non si vorrebbero fare? (p. 214)

Explicit[modifica]

All'università occupo la cattedra che bramavo, e il mio nome è scritto nel registro degli scopritori. Sono eminente, sono rispettabile. Io, che ho ucciso la gloria di un razza.
Perché non ho seguito Duani nel Luogo del Sonno? Avrei potuto strisciare! Mi sarei potuto trascinare su quelle pietre. E giuro su Dio che vorrei averlo fatto. Vorrei essere morto con Shandakor!

[Leigh Brackett, Gli ultimi giorni di Shandakor (The Last Days of Shandakor, 1952), traduzione di Vittorio Curtoni, in Urania 1402, Mondadori]

Incipit di alcune opere[modifica]

Alfa del Centauro[modifica]

Non c'erano più uomini nello spazio. Le astronavi scure percorrevano le strade tra i mondi, silenziose e senza luci, senza bisogno di una mente umana che le guidasse. Le navi R, che portavano carico e passeggeri, mantenevano l'ordine e la legge, difendevano la Pax Terrae fino ai limiti del Sistema Solare e difendevano il confine che non doveva essere mai varcato.

Mi spiace, ma devi morire[modifica]

LOS ANGELES, 21 APRILE – La morte di Henry Channing, ventiquattro anni, agente assegnato alla Divisione di Surfside e fratello di Paul Channing, un tempo stimato detective e figura centrale nel caso di tortura ad opera della banda Padway, è stata definita un suicidio in seguito alle indagini delle autorità locali. Il corpo tumefatto del giovane Channing è stato ritrovato tre giorni fa sulla battigia sotto al Sunset Pier, nel distretto della costa. In un primo momento si è pensato che Channing fosse caduto o che qualcuno potesse averlo spinto giù dal molo, dove è stato rinvenuto il suo berretto, ma non vi sono tracce di violenza e l'altezza del parapetto porta ad escludere l'ipotesi di un incidente. Il Sunset Pier faceva parte della sua ronda abituale.

Bibliografia[modifica]

  • Leigh Brackett, Gli ultimi giorni di Shandakor (The Last Days of Shandakor, 1952), traduzione di Vittorio Curtoni, in Urania 1402, Mondadori, 2000.
  • Leigh Brackett, Alfa del Centauro, traduzione di Roberta Rambelli, Libra Editrice, 1978.
  • Leigh Brackett, Mi spiace, ma devi morire, traduzione di Annalisa Carena, in "American Pulp. I grandi maestri della crime story", a cura di Ed Gorman, Bill Pronzini e Martin H. Greenberg, Mondadori, 2001. ISBN 8804490624

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]