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Letteratura francese

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Citazioni sulla letteratura francese.

  • Che cos'è dunque, di che materia è fatto un romanzo?
    Seguiamo, per esempio, la letteratura francese dalla fine del Settecento, in cui Rousseau e Voltaire inaugurarono la guerra al vecchio regime; dal principio dell'Ottocento in cui Balzac ricostruiva grandiosamente la storia della società francese; dal momento dei suoi grandi capovolgimenti, in cui Musset scriveva «Les confessions d'un enfant du siècle» e Victor Hugo «Les Misérables»; fino a Flaubert che faceva nel «L'éducation sentimentale» la critica sentimentale, e in «Bouvard et Pécuchet» la critica culturale della sua generazione; a Zola che con gli aspri «Rougon-Maquart» riempiva d'echi l'universo, a Anatole France, che in ogni libro rifaceva la storia di quel grandioso e tempestoso processo Dreyfus, in cui si erano gloriosamente impegnati tutti gli intellettuali; a Barrès che scriveva «Les Déracinés», quadro sociale e politico della Francia dopo il 70. Da tutti i punti di vista, incrociati come le striscie luminose di riflettori vaganti nella notte, questi romanzieri illuminano, criticano, attaccano, difendono, in un grande e fruttuoso tumulto, la vita sociale, politica, sentimentale, filosofica della Francia: vivono, crescono con il paese; partecipano, uomini come gli altri, alle sue lotte politiche, mettono la penna al servizio delle grandi idee morali e sociali, che si rinnovano nel corso della sua storia. Non tralasciano, per questo, l'esame psicologico, lo studio dei drammi privati e delle passioni individuali, ma li immergono nella grande tragedia del tempo. Anche un romanziere rigorosamente psicologico, come Maupassant, ha scritto i suoi capolavori, quand'era in balia di una passione nazionale; l'odio dei prussiani, passione concreta, sanguinante, che nessuno potrà coronare d'alloro, perché non si pasce di ritmi. (Leo Ferrero)
  • Ho detto più volte che la letteratura francese è precisamente letteratura moderna, ed è quanto dire che non è letteratura. Perché considerando bene vedremo che i tempi moderni hanno filosofia, dottrina, scienze d'ogni sorta, ma non hanno propriamente letteratura, e se l'hanno, non è moderna, ma di carattere antico, ed è quasi un innesto dell'antico sul moderno. L'immaginazione, ch'è la base della letteratura strettamente considerata, sì poetica come prosaica, non è propria, anzi impropria de' tempi moderni; e se anche oggi si trova in qualche individuo, non è moderna, perché non solamente non deriva dalla natura de' tempi, ma questa l'è sommamente contraria, anzi nemica e micidiale. E vedete infatti che la letteratura francese, nata e formata in tempi moderni, è la meno immaginosa, non solo delle antiche, ma anche di tutte le moderne letterature. E per questo appunto è letteratura pienamente moderna, cioè falsissima, perché il predominio odierno della ragione, quanto giova alle scienze e a tutte le cognizioni del vero e dell'utile (così detto), tanto nuoce alla letteratura e a tutte le arti del bello e del grande, il cui fondamento, la cui sorgente e nutrice è la sola natura, bisognosa bensì di un mezzano aiuto della ragione, ma sommamente schiva del suo predominio, che l'uccide, come pur troppo vediamo nei nostri costumi e in tutta la nostra vita d'oggidì. (Giacomo Leopardi)
  • La letteratura che da due secoli ha dato e dà forme più logiche, più spigliate, più facili al pensiero moderno è senza dubbio la francese, e per la letteratura di Francia son passate e sonosi mescolate le diverse correnti del genio moderno. (Giosuè Carducci)

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