Lhasa

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Lhasa, piazza del Barkhor, 2006

Citazioni su Lhasa, capitale del Tibet.

Heinrich Harrer[modifica]

  • Dovevamo ancora coprire migliaia di chilometri prima di raggiungere la Cina. Ma fino a Lhasa i nostri soldi sarebbero stati sufficienti. Ecco di nuovo il fascinoso nome della «città proibita». E la possibilità di raggiungere l'oggetto dei nostri sogni era ormai a portata di mano. Un irresistbile desiderio si impadronì di noi, e la nuova meta ci parve meritare ogni sacrificio.
  • Già al campo di prigionia avevamo letto tutti i libri su Lhasa che eravamo riusciti a trovare. Non erano molti, e tutti erano stati scritti da inglesi. Apprendemmo che nel 1904 una spedizione punitiva britannica, costituita da un piccolo esercito, aveva raggiunto la capitale, e che negli ultimi vent'anni molti europei l'avevano visitata. Da allora il mondo ha conosciuto solo superficialmente Lhasa, e per gli esploratori nessuna meta è più attraente della casa del Dalai Lama.
  • Il 15 gennaio 1946 partimmo per l'ultima tappa. Dalla regione di Tolung sfociammo nella larga valle del Kyi Chu. Doppiammo un angolo e vedemmo brillare in lontananza i tetti dorati del Potala, la residenza invernale del Dalai Lama, il più famoso monumento di Lhasa.
  • Nel frattempo aveva fatto la sua comparsa la primavera, benché fossimo ancora ai primi di febbraio. Lhasa è situata a sud del Cairo, e ad alta quota i raggi del sole sembrano notevolmente più forti.

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