Tibet

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L'altopiano del Tibet, in primo piano, con l'Himalaya sullo sfondo

Citazioni sul Tibet.

Citazioni[modifica]

  • Da quando è stato invaso dalla Cina, negli anni Cinquanta, il Tibet subisce una delle più brutali persecuzioni religiose del secolo. Dei 7000 monaci che 40 anni fa ospitava il monastero di Drepung, oggi ne rimangono appena 500. (Jeffrey Fleishman)
  • Nel Tibet, ove si dice non esistano limiti ai segreti del passato e del futuro. (Luciano Gianfranceschi)
  • Per potervi spiegare quello che faremo adesso devo prima darvi qualche informazione su un paese chiamato Tibet, un paese permeato di spiritualità. Per secoli il sovrano del Tibet ha preso il nome di Dalai Lama, nel '50 la Cina comunista invase il Tibet, eppur lasciando il Dalai Lama al suo posto, assunse il controllo dell'intera regione. Nel '59 in seguito a una rivolta contro i cinesi, il Dalai Lama è stato costretto a fuggire in India e da quel giorno vive lì in esilio. In conseguenza di un sogno che ho fatto tre anni fa ho cominciato a interessarmi della sorte del popolo tibetano e ho sentito il desiderio di aiutarlo. (I segreti di Twin Peaks)

Lobsang Rampa[modifica]

  • I tibetani ritengono che non sia affatto prudente dormire con la luce del giorno, in quanto i demoni del giorno possono impadronirsi dei dormienti. [...] Nessuno si sottrae alla regola, ed anche i moribondi devono rimanere desti il più a lungo possibile, affinché possano riconoscere la giusta via da seguire attraverso i territori di confine fino all'altro mondo.
  • Il 108 è un numero sacro nel Tibet e le dame che avevano chiome così abbondanti da poterle suddividere in tal numero di trecce erano considerate fortunatissime.
  • Il Tibet era un paese teocratico. Non desideravamo affatto il "progresso" delle altre parti del mondo; volevamo soltanto poter meditare in pace e trascendere le limitazioni della carne. I nostri savi si erano resi conto da tempo del fatto che l'Occidente bramava le ricchezze del Tibet e sapevano che la venuta degli stranieri significava la fine della serenità. L'attuale invasione comunista del Tibet ha dimostrato quanto avessero ragione.
  • Le guerre nel Tibet possono essere paragonate a una partita a scacchi. Se il re viene eliminato, la partita è vinta.
  • Nel Tibet, gli animali non vengono coccolati né resi schiavi; sono creature che devono servire a un utile scopo, creature aventi i loro diritti, proprio come gli esseri umani.
  • Nel Tibet tutto viene deciso dall'astrologia, dall'acquisto di un yak alle carriere dei singoli individui.
  • Nel Tibet vengono dati a ciascuno due nomi, e il primo è quello del giorno della settimana in cui si è nati. Io ero venuto al mondo un martedì e pertanto Martedì era il mio primo nome.
  • Noi tibetani siamo fermamente convinti che l'intero destino degli individui sia scritto sul palmo della mano.

Voci correlate[modifica]

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