Lilian Jackson Braun

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Lilian Jackson Braun (1913 – 2011), scrittrice statunitense.

Citazioni di Lilian Jackson Braun[modifica]

  • Se non a tutti gli appassionati del giallo possono piacere i gatti, sembrerebbe che a tutti i gattofili piaccia il giallo.[1]

Il gatto che leggeva alla rovescia[modifica]

  • I gatti hanno molte doti che sono negate agli esseri umani, eppure noi tendiamo a valutarli con criteri umani. Per capire un gatto bisogna rendersi conto che esso ha delle sue proprie qualità, un suo proprio punto di vista, persino una sua moralità. Il fatto che il gatto non possa parlare non fa di lui un animale inferiore. I gatti disprezzano la parola. Perché dovrebbero parlare quando possono comunicare senza parole? Tra loro se la cavano benissimo e con pazienza cercano di far conoscere i propri pensieri agli esseri umani. Ma per capire un gatto bisogna essere rilassati e ricettivi.[2]
  • [...] quando hanno a che fare con gli umani i gatti ricorrono alla pantomima. Kao K'o-Kung usa un codice che non è difficile da apprendere. [...] Ha anche un suo modo di far marameo.
    – Questa devo proprio vederla.
    – È semplicissimo. Quando un gatto, che è il ritratto della grazia e della bellezza, si rovescia di colpo assumendo una posizione orribile, contorce il muso e si gratta l'orecchio, le sta dicendo di andare all'inferno![2]
  • La mancanza di un'antenna nell'anatomia umana [...] è, secondo me, un'enorme svista, un errore cosmico. Pensi a che livello di comunicazione e di possibilità di previsione sarebbe arrivato l'uomo se avesse avuto una semplice attrezzatura di antenne o di baffi da felino![2]
  • Io ho una strana sensazione riguardo ai miei baffi. Non l'ho mai detto a nessuno, ma da quando me li sono fatti crescere, ho cominciato ad avere la strana idea di essere... di essere più... più consapevole.[2]

Incipit di alcune opere[modifica]

Il gatto che amava il formaggio[modifica]

Nella Contea di Moose, seicento chilometri a nord di ogni dove, l'autunno, in quell'anno pieno di sorprese, fu particolarmente piacevole. Non solo la maggior parte dei turisti estivi se ne era andata, ma alcuni gruppi di cittadini impegnati in opere di volontariato e numerosi entusiasti dell'arte culinaria erano in fermento in vista di un evento entusiasmante che avevano chiamato La Grande Fiera della Gastronomia. Da ultimo, ad aggiungere pepe alla stagione, all'albergo di Pickax City si era registrata una donna misteriosa. Non bella, non esattamente giovane, molto riservata, vestita sempre di nero.

Il gatto che conosceva il Cardinale[modifica]

Settembre prometteva di essere un mese tranquillo nella contea di Moose, quel paradiso delle vacanze estive, quattrocento miglia a nord di qualsiasi altro luogo. Dopo il Labor Day i turisti ritornavano nel caos delle città Giù in Basso; s'era esaurita la nefasta presenza dei simulidi; i ragazzi riprendevano malvolentieri la scuola e la vita quotidiana riassumeva il suo ritmo normale e sonnolento. Tuttavia quell'anno la tranquillità fu di breve durata perché, di lì a una settimana, l'intera comunità fu scossa dalla notizia dell'Incidente del Granaio, come riportava nei titoli il quotidiano locale.

Note[modifica]

  1. Da Il gatto che mangiava i mobili, Il Giallo Mondadori n. 2301, 1993, p. 134.
  2. a b c d Citato in Alessandro Paronuzzi (a cura di), 101 gatti d'autore. Grandi autori, da Benni a Sepúlveda, dalla Morante a García Márquez, da Eco a Twain hanno descritto un gatto, Franco Muzzio Editore, Padova, 1997, pp. 104-105. ISBN 88-7021-844-9

Bibliografia[modifica]

  • Lilian Jackson Braun, Il gatto che amava il formaggio, traduzione di Lidia Lax, Mondadori, 1997
  • Lilian Jackson Braun, Il gatto che conosceva il Cardinale, traduzione di Lidia Lax, Mondadori, 1993.

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Opere[modifica]