Lucia Drudi Demby

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Lucia Drudi Demby (1924 – 1995), scrittrice, traduttrice e sceneggiatrice italiana.

In Katherine Mansfield Tutti i racconti[modifica]

  • La Dickinson limava l'occasione fino a chiuderla per sempre nell'incastonatura del silenzio: silenzio e immobilità diventavano le parole del paradiso. (da Prefazione , p. 12.)
  • Chiuso nella sua stanza di sughero, Proust si avvolgeva nella memoria come in un'unica, iridescente, sontuosa foglia d'alveo, nodo d'autoimpiccagione e bergsoniano fluire d'infinità. Dosando il respiro fra incantati, aperti paesaggi di impossibili guarigioni, K.M., con una sperimentazione di tipo più joyciano, espelle la memoria da sé, la proietta in campi lunghi, campi medi e controcampi, la devolve a schegge d'altruità, la oggettiva in figure cui le sue cesoie d'esilio imprimono il taglio rapido dell'esilio, dove a nessuna è concesso spazio o tempo più che all'altra.
    La distanza agisce così come calmiere. Lo spazio si immerge nel tempo, il tempo tridimensionale si autocancella. Tempo e spazio si allineano e si uguagliano su una sola superficie, il nitore di un'intangibile visività. (da Prefazione, pp. 13-14)
  • Rescisse spiegazioni e confessioni, rescisse cause, concause, resipiscenze e condoglianze, nettati spietatamente tutti i contorni col mercurio liquido della pura visività, respinti rinvii, condanne e condoni, K.M. pone un aut-aut assoluto e straziato, tolemaico: la centralità dell'io. Improvvisamente si pensa, più che a Cecov, a Verlaine. Si pensa a Saffo, filtrata attraverso Keats e Shelley. Si pensa alla poesia. (da Prefazione p. 19)
  • Sceglie di essere solo quello che è. Di dire solo quello che conosce (che vede) e quello che ama. Ama il bello, il gentile, il buono. Ama il semplice, il chiaro, l'arreso, il tenero, lo scherzoso, il minuto. Li ama così convulsamente da sapere che non esistono. Per questo, attraverso una tecnica di spossessamento di tipo in apparenza impressionista e in realtà simbolista, li priva di spazio, li sparecchia di fiato, li recide nel momento stesso in cui, con incantevole grazia, li porta sulla soglia dell'apparire. Onestà-verità diventa scopo, norma, canone.
    Canone d'essenzialità. (da Prefazione, pp. 19-20)

Bibliografia[modifica]

  • Katherine Mansfield, Tutti i racconti, prefazione di Lucia Drudi Demby, Euroclub (su licenza della Adelphi Edizioni), Milano, 1979.