Emily Dickinson

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Emily Dickinson

Emily Dickinson (1830 − 1886), poetessa statunitense.

Lettere[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Cara Abiah
    Mi sono seduta adesso per scriverti una lunga, lunga lettera. I miei apparati di scrittura sono disposti davanti a me, e tutto è pronto. Non ho fiori davanti a me come ne avevi tu per ispirarti. Ma sai che posso immaginarmi ispirata da loro e che forse lo sarò davvero. Non puoi immaginare quanto mi ha fatto piacere ricevere la tua lettera. Era così densa – e tutto era interessante per me perché proveniva da te. Presumo che tu non abbia dubitato della mia gratitudine per averla ricevuta, a causa del lungo ritardo nel rispondere perché sai che non ho tempo per fare niente. (ad Abiah Root, 3 agosto 1845, 7[fonte 1])
  • Accorgendomi che le parole non erano di nessun giovamento, sono ricorsa alle lacrime. (ad Abiah Root, 16 maggio 1848, 23[fonte 2])
  • Tanta dolcezza e calma, e Te, Oh Susie, cosa posso volere di più, per rendere completo il mio cielo? (a Susan Gilbert, tardo aprile 1852, 88[fonte 3])
  • [Sui cani] [...] Sono migliori degli Umani – perché sanno – ma non parlano [...]. (a T. W. Higginson, 25 aprile 1862, 261[fonte 4])
  • Una Lettera mi è sempre parsa come l'immortalità, perché è la mente da sola, senza compagno corporeo. (a T. W. Higginson, giugno 1869, 330[fonte 5])
  • Se leggo un libro che mi gela tutto il corpo tanto che nessun fuoco potrebbe mai scaldarmi so che quella è poesia. Se avverto concretamente come se il culmine della testa mi fosse strappato via, so che quella è poesia. Sono questi i soli modi che conosco. Non ce ne sono altri. (citato in un resoconto che Higginson fece alla moglie della sua prima visita ad Amherst, in una lettera scritta subito dopo, 342a[fonte 6])
  • Con gli anni non si diventa vecchi, ma ogni giorno più nuovi. (a ms. Louise Norcross, tardo 1872, 379[fonte 7])
  • Sapete che il mio gatto ideale ha sempre un enorme topo in bocca, che sta lì lì per sparire – sebbene lo sparire abbia in sé un fascino particolare. È vero che l'ignoto è il bisogno maggiore dell'intelletto, anche se, per questo, nessuno pensa di ringraziare Dio. (a no ms. Louise and Frances Norcross, agosto 1876, 471[fonte 8])
  • Con il rammarico che la Gioia sia passata, per farla dapprima felice, diffidente del suo Doppio in un Mondo che va di fretta. (a T. W. Higginson, settembre 1877, 516[fonte 9])
  • Si dice che Dio sia in ogni luogo, eppure pensiamo sempre a Lui come a una sorta di eremita. (a Mrs. J. G. Holland, primavera 1878, 551[fonte 10])
  • Morire prima di aver paura di morire può essere un dono. (a Mrs. Henry Hills, 1879?, 596[fonte 11])
  • Che qualcuno per il quale si prova Modestia, la provi lui stesso con dolcezza e chieda quanto è suo con tale grazia, è un'adorabile rimprovero. (a Otis P. Lord, 3 dicembre 1882, 790[fonte 12])
  • La nebbia della memoria sta salendo. (a ms. Louise and Frances Norcross, agosto 1884, 907[fonte 13])

Poesie

Citazioni ordinate in base alla numerazione di Thomas H. Johnson (J) del 1955. Viene riportata anche la numerazione di R. W. Franklin (F) del 1998. Per approfondire vedi qui.


  • Estate per te, fa' ch'io sia | quando i giorni d'Estate si saranno involati! (J31 – F7[fonte 14], vv. 1-2)
  • Il successo è considerato più dolce | da coloro a cui mai arrise. (J67 – F112[fonte 15], vv. 1-2)
  • Per ogni estatico istante | dobbiamo pagare un'angoscia | in pungente e tremante rapporto | con l'estasi – || per ogni ora d'amore | aguzze elemosine d'Anni – | amari spiccioli contesi – | e Scrigni colmi di lacrime! (J125 –F109[fonte 16], vv. 1-8)
  • Portatemi il tramonto in una coppa, | calcolate le caraffe del mattino | e ditemi quant'è la Rugiada, | ditemi fin dove si spinge il mattino, | ditemi a che ora va a dormire il tessitore | che filò le vastità d'azzurro! || Scrivetemi quante note ci sono | nell'estasi del nuovo Pettirosso | fra gli attoniti rami, | quanti viaggi fa la Tartaruga, | quante coppe consuma l'Ape, | la Dissoluta di Rugiade! (J128 – F140[fonte 16], vv. 1-12)
Portami il tramonto in una tazza | conta le anfore del mattino | le gocce di rugiada. | Dimmi fin dove arriva il mattino – | quando dorme colui che tesse | d'azzurro gli spazi. || Scrivimi quante sono le note | nell'estasi del nuovo pettirosso | tra i rami stupefatti – quanti passetti | fa la tartaruga – | Quante coppe di rugiada beve | l'ape viziosa. (1992)
  • L'Allodola non si vergogna | di costruire sul terreno | la sua modesta casa. (J143 – F86[fonte 16], vv. 13-15)
Manoscritto di Wild nights, wild nights (Notti selvagge - Notti selvagge!)
  • Notti selvagge - Notti selvagge! | Fossi io con te | notti selvagge sarebbero | la nostra voluttà! (J249 – F269[fonte 17], vv. 1-4)
  • La "speranza" è la pennuta creatura – | che si posa nell'anima – | e canta melodie senza parole – | e non smette mai – proprio mai – || e dolcissima – nella Brezza – è udita – | e violenta dev'essere la tempesta – | che possa confondere l'Uccellino | che così tanti riscaldò – || l'ho udita nella landa più gelida – | e sul Mare più remoto – | eppure, mai, alla Fine, | ha chiesto un briciolo – di me.[1][2] (J254 – F314[fonte 18], vv. 1-12)
  • E se dicessi che non aspetterò! | E se mi lanciassi oltre la carnale Barriera – | e traversandola scappassi – verso te! (J277 – F305[fonte 18], vv. 1-3)
E se dicessi "Non aspetterò?". | Se rompessi il cancello della carne – | e riuscissi a fuggire – fino da te! (1997)
  • Io non sono Nessuno! Chi sei tu? | Sei – Nessuno – anche tu? | Allora siamo in due! | Non dirlo! spargerebbero la voce – lo sai! | Com'è squallido – essere – Qualcuno! | Com'è ordinario – come una Rana – | dire il proprio nome – per tutto giugno – | a un Pantano ammirato![3] (J288 – F260[fonte 18], vv. 1-8)
Io sono nessuno. Tu chi sei? | Nessuno pure tu? | Allora siamo in due, ma non dirlo – | potrebbero cacciarci, lo sai! || Che fastidio essere qualcuno! | Che volgarità – come una rana – | che dice il suo nome – tutto giugno | a un pantano che sta ad ammirarla! (1992)
  • Se il Coraggio, ti è negato – | va oltre il Coraggio – | può appoggiarsi alla Tomba, | se ha paura di deviare.[4] (J292 – F329[fonte 18], vv. 1-4)
  • I Condannati – considerano l'Alba | con un Piacere diverso – | perché – quando la prossima splenderà di nuovo | dubitano di esserne testimoni. (J294 – F298[fonte 18], vv. 1-4)
  • Dopo una grande pena, un sentimento formale subentra – | i Nervi siedono cerimoniosi, come Tombe – | il Cuore irrigidito si chiede "fu proprio Lui, che soffrì," | e "Ieri, o Secoli fa?" || i Piedi, meccanicamente, vanno tutt'intorno – | un Legnoso percorso | di Terra, o Aria, o Altro – | incuranti del divenire, | un appagamento di Quarzo, come una pietra – || questa è l'Ora Plumbea – | ricordata, se si sopravvive, | come un Assiderato, rammenta la Neve – | prima – il Freddo – poi lo Stupore – poi il lasciarsi andare. (J341 – F372[fonte 19], vv. 1-13)
Dopo un grande dolore viene un senso solenne, | i nervi stan composti, come tombe. | Il Cuore irrigidito chiede se proprio lui | soffrì tanto? Fu ieri o qualche secolo fa? || I piedi vanno attorno come automi | per un'arida via | di terra o d'aria o di qualsiasi cosa, | indifferenti ormai; | una pace di quarzo come un sasso. || Questa è l'ora di piombo, e chi le sopravvive | la ricorda come gli assiderati rammentano la neve; | prima il freddo, poi lo stupore, infine | l'inerzia. (1997)
  • Conosco vite, che potrei perdere | senza Sofferenza – | di altre - un istante di assenza – | sarebbe un'Eternità. (J372 – F574[fonte 20], vv. 1-4)
  • Si può essere più soli | Senza la Solitudine. (J405 – F535[fonte 21], vv. 1-2)
Sarei forse più sola | senza la mia solitudine. (1992)
  • Molta Follia è il più divino Senno – | a un Occhio perspicace – | molto Senno – la più assoluta Follia – | è la Maggioranza | in questo, come in Tutto, a prevalere – | approva – e sei sano – | obietta – sei subito pericoloso – | e trattato con Catene.[5] (J435 – F620[fonte 21], vv. 1-3)
Molta follia è suprema saggezza | per un occhio che capisce – | Molta saggezza, la più pura follia. (1992)
  • Sentii una Mosca ronzare – mentre morivo – il Silenzio nella Stanza | era come il Silenzio nell'Aria – | tra Folate di Tempesta - (J465 – F591[fonte 22], vv. 1-4)
Ho udito una mosca ronzare, mentre morivo – | la quiete nella stanza era | uguale al silenzio nell'aria – | tra folate di bufera. (1992)
  • Se potessi vederti fra un anno, | avvolgerei i mesi in gomitoli – | e ne metterei ciascuno in un Cassetto diverso, | per paura che i numeri si confondano – || se soltanto Secoli, tardassero, | li conterei sulla Mano, | sottraendo, fino a far cadere le dita | nella Terra di Van Diemen. || Se certa, quando questa vita fosse conclusa – | che la tua e la mia, rimanessero – | la getterei da parte, come una Buccia, | e prenderei l'Eternità. (J511 – F356[fonte 23], vv. 5-16)
  • Il Cuore chiede il Piacere – dapprima – | e poi – l'Esenzione dalla Pena – | e poi – quei piccoli Lenimenti | che attenuano la sofferenza – || e poi – addormentarsi – | e poi – se questa fosse | la volontà del suo Inquisitore | il privilegio di morire. (J536 – F588[fonte 23], vv. 1-8)
Il cuore prima chiede gioia, | poi assenza di dolore, | poi gli scialbi anodini | che attenuano il soffrire, || poi chiede il sonno, e infine | se a tanto consentisse | il suo tremendo Giudice, | libertà di morire. (1997, p. 199[6])
  • Che ho sempre amato | ti porto la Prova | perché finché amai | non vissi mai – Abbastanza. (J549 – F652[fonte 23], vv. 1-4)
Ho sempre amato | e te ne do la prova: | prima di amare, | io non ho mai vissuto pienamente. (2010, p. 70)
  • Non avevo più fame – così scoprii | che la Fame – è la condizione | di persone Fuori dalle Finestre – | l'entrare – la rimuove (J579 – F439[fonte 24], vv. 17-20)
E non avevo fame. Allora capii | che la fame è un istinto | di chi guarda le vetrine dal di fuori. | L'entrare le disperde. (1992)
  • Il Sempre – è composto di Adessi – | non è un tempo diverso – | fatta eccezione per l'Infinità – | e l'Estensione della Casa. (J624 – F690[fonte 25], vv. 1-4)
Il sempre è fatto di attimi; | non è un tempo diverso | se non per l'infinito – | e per la latitudine di casa. (1992)
  • Il Cervello – è più esteso del Cielo. (J632 – F598[fonte 25], v. 1)
Il Cervello | è più ampio del Cielo. (1997)
  • Così Noi dobbiamo incontrarci da lontano – | tu là – io – qui – | con appena una Porta socchiusa | affinché Oceani vi siano – e Preghiera – | e quel Bianco Nutrimento – | Disperazione. (J640 – F706[fonte 25], vv. 45-50)
Così, uniti e divisi – | tu là – io qui – dovremmo rimanere | con la porta socchiusa – come due oceani. Soli con la preghiera, | alimento insipido – disperazione. (1992)
  • Non bisogna essere una camera – per essere Infestati – | non bisogna essere una Casa – | il Cervello – ha Corridoi che vanno al di là | di un Luogo Materiale – || assai più sicuro a Mezzanotte – incontrare | un Fantasma Esterno – | che con uno Interiore – confrontare – | quel più freddo – Ospite.[7] (J670 – F407[fonte 26], vv. 1-8)
  • L'anima per se stessa | è un'amica imperiale – | o la più angosciante Spia – | che un Nemico – possa inviare. (J683 – F579[fonte 26], vv. 1-4)
  • L'Incertezza – è più Ostile della Morte – | la Morte – per quanto sia Vasta, | è solo Morte, e non può aumentare – | l'Incertezza – non si conclude – || ma perisce – per vivere di nuovo – | ma solo di nuovo per morire – | Annichilazione – cromata di fresco | con l'Immortalità. (J705 – F775[fonte 27], vv. 1-8)
L'incertezza è l'unione del Nulla con l'Immortalità. (1979)
  • Poiché non potevo fermarmi per la Morte – | lei gentilmente si fermò per me.[8] (J712 – F479[fonte 27], vv. 1-2)
  • Una perfetta – paralizzante Beatitudine – | appagata come la Disperazione. (J756 – F767[fonte 28], vv. 5-6)
Una gioia perfetta, paralizzante | e quieta come la disperazione. (1979)
  • Uno più Uno – fa Uno – | Due – si finisca di usarlo – | va bene per la scuola – | ma per la Scelta interiore – || Vita – soltanto – O Morte – | o l'Eternità – | di più – sarebbe troppo vasto | per la Capacità dell'Anima. (J769 – F497[fonte 28], vv. 1-8)
  • Ho vissuto di Paure – | per Quelli che sanno | lo Stimolo che c'è | nel Pericolo – Un altro impeto | è inerte – e senza vita. (J770 – F498[fonte 28], vv. 1-5)
Ho vissuto di paure. | Per coloro che conoscono l'invito | offerto dal pericolo – ogni altro stimolo | è indifferente – senza vita. (1992)
  • Mi nascondo nel mio fiore | perché portandolo sul petto – | tu – senza saperlo, porterai anche me – | e gli angeli sanno il resto![9] (J903 – F80[fonte 29], vv. 1-4)
  • L'Amore – è anteriore alla Vita – posteriore – alla Morte – | Radice della Creazione, ed | esponente della Terra. (J917 – F980[fonte 29], vv. 1-7)
  • Se potrò bloccare un Cuore dallo spezzarsi | non sarò vissuta invano | se potrò alleviare di una Vita il Soffrire | o smorzare una Pena || o aiutare un languente Pettirosso | di nuovo verso il suo Nido | non sarò vissuta invano. (J919 – F982[fonte 29], vv. 1-7)
Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi | non avrò vissuto invano | se allevierò il dolore di una vita | o guarirò una pena || o aiuterò un pettirosso caduto | a rientrare nel nido | non avrò vissuto invano. (1997)
  • L'Aurora è il tentativo | del Volto Celeste | di simulare, per Noi | l'Inconsapevolezza della Perfezione. (J1002 – F1002[fonte 30], vv. 1-4)
  • Chi non ha visto l'Alba non può dire | che Fisionomia abbia – | chi presume di vedere, presume a danno | dell'Esperienza. (J1018 – F1028[fonte 30], vv. 1-4)
  • Il Suo Becco un Succhiello è | la Sua Testa, Berretto e Collare | sgobba ad ogni Albero | un Verme, il Suo massimo Scopo. (Il picchio, J1034 – F990[fonte 30], vv. 1-4)
  • Non palesare debolezza è | l'Artificio della forza. (J1054 – F1011[fonte 31], vv. 1-2)
Non scoprire la debolezza | è l'artificio della forza. (1992)
  • Non deludere Madre Natura | che l'aspetta in quel Giorno – | essere un Fiore, è profonda | Responsabilità. (J1058 – F1038[fonte 31], vv. 13-16)
  • Il Paradiso fa parte dell'Opzione – | chiunque lo voglia | appartiene all'Eden nonostante | Adamo, e la Cacciata. (J1069 – F1125[fonte 31], vv. 1-4)
Il Paradiso dipende da noi. | Chiunque voglia | vive nell'Eden, | nonostante Adamo e la cacciata. (1979)
  • Tra la forma della Vita e la Vita | la differenza è la stessa | di un Liquore fra le Labbra | e un liquore nella Bottiglia | l'ultimo – eccellente da conservare – | ma per l'estatico bisogno | lo stappato è superiore – | lo so perché ho provato. (J1101 – F1123[fonte 32], vv. 1-8)
  • Non sappiamo mai quanto siamo alti | finché non ci chiedono di alzarci | e allora se siamo conformi al progetto | le nostre stature toccano i cieli – || l'Eroismo che recitiamo | sarebbe una cosa normale | se non curvassimo noi stessi i Cubiti | per paura di essere un Re. (J1176 – F1197[fonte 33], vv. 1-8)
  • Una parola è morta, quando è detta | taluni dicono – | io dico che invece inizia a vivere | quel giorno. (J1212 – F278[fonte 34], vv. 1-4)
  • Non avessi visto il Sole | avrei potuto sopportare l'ombra | ma la Luce un rinnovato Deserto | il mio Deserto ha reso. (J1233 – F1249[fonte 34], vv. 1-4)
  • Il Silenzio è tutto ciò che temiamo. | C'è Riscatto in una Voce – | ma il Silenzio è Infinità. | In sé non ha un volto. (J1251 – F1300[fonte 35], vv. 1-4)
  • Non c'è Vascello che eguagli un Libro | per portarci in Terre lontane | né Corsieri che eguaglino una Pagina | di scalpitante Poesia – | è un Viaggio che anche il più povero può fare | senza paura di Pedaggio – | tanto frugale è il Carro | che porta l'Anima dell'Uomo. (J1263 – F1286[fonte 35], vv. 1-8)
  • Che il Biasimo è caro come la Lode | e la Lode effimera come il Biasimo. (J1320 – F1320[fonte 36], vv. 25-26)
  • Un po' di Follia in Primavera | è salutare persino per un Re, | ma Dio sia con il Clown – | che considera questa formidabile scena – | questo totale Esperimento di Verde – | come se fosse suo![10] (J1333 – F1356[fonte 36])
  • I Sogni sono l'elusiva Dote | che ci fa ricchi per un'Ora – | poi ci gettano poveri | fuori della Purpurea Porta | dentro i nudi Confini | che avevamo prima. (J1376 – F1401[fonte 37], vv. 1-6)
  • Non sapevamo che saremmo stati vivi – | né quando – saremo morti – | l'ignoranza è la nostra Corazza – | indossiamo la Mortalità | con leggerezza come una Veste Scelta | finché siamo chiamati a deporla – | dall'intrusione, Dio è svelato – è lo stesso con la Vita. (J1462 – F1481[fonte 38], vv. 1-8)
  • L'Estate è più corta di qualsiasi cosa – | la Vita è più corta dell'Estate – | settant'anni si spendono in fretta | come un singolo Dollaro. (J1506 – F1483[fonte 39], vv. 1-4)
  • Chi non ha trovato il Cielo – quaggiù – | lo mancherà lassù – | perché gli Angeli affittano Casa vicino alla nostra, | ovunque ci spostiamo.[11] (J1544 – F1609[fonte 39], vv. 1-4)
  • Vederla è un Quadro – | ascoltarla è una Musica – | conoscerla un'Intemperanza | innocente come Giugno – | non conoscerla – Afflizione – | Averla come Amica | un calore così vicino come se il Sole | ti brillasse in Mano. (J1568 – F1597[fonte 40], vv. 1-8)
Il vederla è un quadro – | sentirla una canzone – | conoscerla un eccesso | innocente come giugno – | non conoscerla – una pena – | averla per amica | un calore tanto vicino – come se il sole | ti splendesse in mano. (1992)
  • Il Mattino spetta a tutti – | ad alcuni – la Notte – | a un'imperiale esiguità – | la Luce dell'Aurora. (J1577 – F1621[fonte 40], vv. 1-4)
A tutti è dovuto il mattino, | ad alcuni la notte. | A solo pochi eletti | la luce dell'aurora. (1997)
  • La Stregoneria è stata impiccata, nella Storia, | ma la Storia e io | scopriamo tutta la Stregoneria che ci serve | intorno a noi, Ogni Giorno. (J1583 – F1612[fonte 40], vv. 1-4)
La strega fu impiccata, nella storia, | ma la storia e io | troviamo le arti magiche | di cui abbiamo bisogno, giorno dopo giorno. (1992)
  • Non sapendo quando l'Alba verrà, | apro tutte le Porte, | abbia essa Piume, come un Uccello, | o Frangenti, come una Riva. (J1619 – F1647[fonte 41], vv. 1-4)
  • La bellezza mi riempie fino a morirne | Bellezza abbi pietà di me | ma se dovessi spirare oggi | lascia che sia guardando te. (J1654 – F1687[fonte 42], vv. 1-4)
  • C'è una solitudine dello spazio | una solitudine del mare | una solitudine della Morte, ma queste | sono comunità | confrontate con quell'area più profonda | quell'intimità polare | un'anima al cospetto di se stessa. (J1695 – F1696[fonte 42], vv. 1-7)
  • Presi un Sorso di Vita – | vi dirò quanto l'ho pagato – | esattamente un'esistenza – | il prezzo di mercato, dicevano. || Mi pesarono, Granello per Granello – | bilanciarono Fibra con Fibra, | poi mi porsero il valore del mio Essere – | un singolo Grammo di Cielo! (J1725 – F396[fonte 43], vv. 1-8)
  • È l'Immortalità un veleno letale | che gli uomini ne sono così oppressi? (J1728 – F1757[fonte 43], vv. 1-2)
  • Separazione è quanto sappiamo del cielo, | e quanto ci basta dell'inferno. (J1732 – F1773[fonte 43], vv. 7-8)
  • Per fare un prato va benone un trifoglio e un calabrone, | un trifoglio, e un calabrone, | e immaginazione. | L'immaginazione da sola basterà, | se di calabroni penuria ci sarà. (J1755 – F1779[fonte 44], vv. 1-6)
Per fare un prato bastano | un trifoglio, un'ape, | un trifoglio, un'ape | e un sogno. | Può bastare il sogno | se le api sono poche. (1992)
  • Che l'amore sia tutto quel che c'è, | è tutto ciò che sappiamo dell'amore. (J1765 – F1747[fonte 44], vv. 1-2)
  • Un qualcosa di volatile – di indiscreto – | sempre fuori luogo è l'Amore – | la gioiosa piccola Divinità | che non siamo costretti a servire. (J1771 – F1557[fonte 44], vv. 1-4)
  • La vita è morte a cui siamo a lungo diretti, | la morte il cardine della vita. (F502[fonte 45], vv. 1-2)

Citazioni su Emily Dickinson[modifica]

  • Che stronza Emily Dickinson, quando cinguettava della "dolce Morte". L'idea che la morte sia dolce è abominevole. La Dickinson non ha mai visto un groviglio di sei o sette automobili sulla Easthore Freeway. (Philip K. Dick)
  • Conosco una sola visione della poesia che sia pienamente soddisfacente: quella di Emily Dickinson quando dice che in presenza di una vera poesia è colta da un tale freddo da avere la sensazione che nessun fuoco potrà scaldarla. (Emil Cioran)
  • Ok. Non mi arrenderò. La solitudine non ha mai ucciso nessuno. Emily Dickinson ha vissuto da sola e ha scritto alcune delle più belle poesie che il mondo abbia mai conosciuto! ...e poi le andò completamente di volta il cervello. (I Simpson)
  • Secondo me vuol dire[12] che le persone straordinarie a volte trovano difficile vivere nella nostra società. Emily Dickinson... Non l'hanno voluta accettare. Proprio perché era una persona straordinaria come sei straordinaria tu. (Dynasty)

Note[modifica]

  1. Poesia citata in maniera ironica da Woody Allen: «Come si sbagliava Emily Dickinson! La speranza non è "la cosa con le piume." La cosa con le piume è mio nipote. Devo portarlo da uno specialista a Zurigo.»
  2. Citato in Criminal Minds, stagione 5, episodio 16: «Emily Dickinson ha scritto: "La speranza è un essere piumato che si posa sull'anima e canta melodie senza parole e non si ferma mai".»
  3. Citato in Law & Order - Unità vittime speciali, stagione 12, episodio 6: «Io sono nessuno. Tu chi sei? Sei un nessuno anche tu?»
  4. Citato in Wild (2014): «Se il coraggio ti è negato, va oltre il coraggio. Emily Dickinson e Cheryl Strayed.»
  5. Citato in Dynatsy, stagione 1, episodio 5: «Per occhio acuto molta follia è il più divino senno | molto senno la più grande follia | ma anche in questo i più prevalgono come nel resto | conformati e sei sano | opponiti e sei pazzo da catena»
  6. Traduzione di M. Guidacci.
  7. Citato in Criminal Minds, stagione 5, episodio 2: «Emily Dickinson ha scritto: "Non è necessario essere una stanza o una casa per essere stregata. Il cervello ha corridoi che vanno oltre gli spazi materiali".»
  8. Citato in I Simpson, stagione 22, episodio 1: «Poiché non potevo fermarmi per la morte, essa benigna si fermò per me.»
  9. Questa versione è presente in un manoscritto del 1859; un'altra versione è presente in un manoscritto del 1864: «Mi nascondo – nel mio fiore, | perché mentre appassirà nel tuo Vaso – | tu – senza saperlo – sentirai per me – | quasi – una malinconia.» Cfr. Tutte le poesie. J901 – 950, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  10. Citato in NCIS: Los Angeles, stagione 5, episodio 22:
    «– "Un po' di follia in primavera è salutare persino per un re!"
    – Deeks cita Dickinson.
    – Deeks non cita Dickinson!
    – No, Deeks è pervaso dalla Dickinson!
    – È quello che intendevo.»
  11. Esiste una seconda versione il cui manoscritto è andato perduto, il testo è conosciuto da una trascrizione di Mabel Todd: «Chi non ha trovato il Cielo quaggiù, | lo mancherà lassù. | La residenza di Dio è accanto alla mia, | l'arredo è amore.» Cfr. Tutte le poesie. J1501 – 1550, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  12. Riferendosi a una poesia di Emily Dickinson.

Fonti[modifica]

  1. In Le lettere 1-10, Emilydickinson.it, traduzione di G. Ierolli.
  2. In Le lettere 21-30, EmilyDickinson.it, traduzione di G. Ierolli.
  3. In Le lettere 81-90, EmilyDickinson.it, traduzione di G. Ierolli.
  4. In Le lettere 261-280, EmilyDickinson.it, traduzione di G. Ierolli.
  5. In Le lettere 301-330, EmilyDickinson.it, traduzione di G. Ierolli.
  6. In Le lettere 331-360, EmilyDickinson.it, traduzione di G. Ierolli.
  7. In Le lettere 361-390, EmilyDickinson.it, traduzione di G. Ierolli.
  8. In Le lettere 451-480, EmilyDickinson.it, traduzione di G. Ierolli.
  9. In Le lettere 511-540, EmilyDickinson.it, traduzione di G. Ierolli.
  10. In Le lettere 541-570, EmilyDickinson.it, traduzione di G. Ierolli.
  11. In Le lettere 571-600, EmilyDickinson.it, traduzione di G. Ierolli.
  12. In Le lettere 781-810, EmilyDickinson.it, traduzione di G. Ierolli.
  13. In Le lettere 901-930, EmilyDickinson.it, traduzione di G. Ierolli.
  14. In Tutte le poesie. J1 – 50, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  15. In Tutte le poesie. J51 – 100, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  16. a b c In Tutte le poesie. J101 – 150, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  17. In Tutte le poesie. J201 – 250, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  18. a b c d e In Tutte le poesie. J251 – 300, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  19. In Tutte le poesie. J301 – 350, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  20. In Tutte le poesie. J351 – 400, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  21. a b In Tutte le poesie. J401 – 450, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  22. In Tutte le poesie. J451 – 500, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  23. a b c In Tutte le poesie. J501 – 550, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  24. In Tutte le poesie. J551 – 600, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  25. a b c In Tutte le poesie. J601 – 650, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  26. a b In Tutte le poesie. J651 – 700, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  27. a b In Tutte le poesie. J701 – 750, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  28. a b c In Tutte le poesie. J751 – 800, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  29. a b c In Tutte le poesie. J901 – 950, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  30. a b c In Tutte le poesie. J1001 – 1050, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  31. a b c In Tutte le poesie. J1051 – 1100, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  32. In Tutte le poesie. J1101 – 1150, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  33. In Tutte le poesie. J1151 – 1200, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  34. a b In Tutte le poesie. J1201 – 1250, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  35. a b In Tutte le poesie. J1251 – 1300, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  36. a b In Tutte le poesie. J1301 – 1350, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  37. In Tutte le poesie. J1351 – 1400, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  38. In Tutte le poesie. J1451 – 1500, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  39. a b In Tutte le poesie. J1501 – 1550, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  40. a b c In Tutte le poesie. J1551 – 1600, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  41. In Tutte le poesie. J1601 – 1650, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  42. a b In Tutte le poesie. J1651 – 1700, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  43. a b c In Tutte le poesie. J1701 – 1750, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  44. a b c In Tutte le poesie. J1751 – 1775, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.
  45. In Tutte le poesie. F501 – 500, EmilyDickinson, traduzione di G. Ierolli.

Bibliografia[modifica]

  • Emily Dickinson, Poesie, traduzione di Margherita Guidacci, BUR, 1979. ISBN 88-17-12231-9
  • Emily Dickinson, Poesie, a cura di Gabriella Sobrino, Newton, 1992.
  • Emily Dickinson, Poesie, traduzione e presentazione di Alessandro Quattrone, Giunti, 2010. ISBN 88-440-3877-3
  • Emily Dickinson, Tutte le poesie, a cura di Marisa Bulgheroni; traduzioni di Massimo Bacigalupo, Nadia Campana, Margherita Guidacci, Silvio Raffo; revisione complessiva delle traduzioni a cura di Massimo Bacigalupo; con un saggio introduttivo di Marisa Bulgheroni, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997. ISBN 88-04-35669-3

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