Luciano Mazzocchi

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Luciano Mazzocchi (1939 – vivente), presbitero, missionario e scrittore italiano.

Delle onde e del mare[modifica]

Incipit[modifica]

Sull'aereo di una poco nota compagnia di un Paese dell'Asia, una di quelle che non garantiscono alti standard di sicurezza ma in cambio scendono a compromessi con i clienti fino a dimezzare il prezzo ufficiale del biglietto, fianco a fianco viaggiavano due ministri della religione: un monaco buddista e un sacerdote cattolico.

Citazioni[modifica]

  • Il teista sfoga l'insoddisfazione che in radice prova verso l'esistente, sublimando, quasi un gesto di rivalsa, la sua stessa insoddisfazione; e la chiama regno di Dio. Si inchina e venera la sua insoddisfazione sublimata, in un monologo interminabile. (p. 40)
  • Il vostro Dio è una concezione che voi proiettate sullo sfondo della realtà, proprio perché diffidate della realtà stessa e preferite, alla realtà, qualcosa che le sia sopra e oltre, come un uccello che, mentre vola nel cielo, anziché volare con tutto se stesso dentro il cielo con bellezza e agilità, si lasciasse disturbare dall'idea di un oltre il confine del cielo. (p. 41)
  • Il buddismo, dopo tutto, rimane inquinato di narcisismo, perché fin dall'inizio il buddista scioglie l'alterità dell'altro dentro il suo sé e non può più instaurare un vero confronto con l'altro, dato che l'altro non gli è più un vero altro. Nel buddismo non c'è, infatti, un attimo in cui l'altro sia consistente, da trattare con la serietà con cui si tratta ciò che è esistente come se stesso. (p. 50)
  • Il missionario e il monaco lessero e rilessero ciascuno i fogli che l'altro gli aveva consegnato, immediatamente percependo in quelle righe una sofferta carica di sincerità. (p. 59)
  • Quella sera i nostri due, il missionario cattolico e il monaco dello Zen, avevano percepito fisicamente la loro nudità e l'inconsistenza di ogni tentativo per nasconderla con vaniloqui. E, perfino, avevano cominciato a gustare la carica liberatoria della nudità. (p. 76)
  • L'orientale non bestemmia e affronta la disavventura con compostezza. (p. 112)
  • Il silenzio immobile dello zazen fu un'esperienza nuova per padre Marco. Nel bagaglio delle sue pratiche cristiane non ve n'era alcuna uguale. (p. 185)
  • I templi buddisti e scintoisti che costellano il Giappone, nello stile e nella forma, differiscono molto dalle chiese cristiane disseminate nella Pianura Padana. I templi scintoisti, per esempio, privilegiano l'intimo rapporto con l'ambiente circostante, al punto che l'edificio appare più come opera della natura che dell'uomo. (p. 225)
  • Padre Marco sentiva riconoscenza verso la cultura orientale per aver purificato il suo rapporto con Dio. (p. 253)
  • Credo che noi, Chiesa cattolica, non parliamo al cuore degli orientali, e anche di molti occidentali dalla vena orientale, perché non abbiamo conosciuto né accolto l'aspetto divino della natura. Per noi la natura è solamente una cosa creata, una cosa passiva, un oggetto, uno strumento. E senza una dignità originaria e divina. La natura in Oriente è il seno della divinità. Ne è la madre. È quindi il parametro più alto con cui l'orientale si confronta; ed è il pozzo più profondo da cui attinge l'energia di cui ha bisogno. Nel Cattolicesimo occidentale la natura è solo cosa. (p. 347)
  • Ci crediamo detentori non solo dell'annuncio del Vangelo, ma anche dell'orecchio che lo intende. Tale strada sfocia nella comprensione della cattolicità come globalizzazione, attorno al prototipo del cattolicesimo occidentale europeo. Questa strada porta all'asfissia dello Spirito. (p. 348)

Bibliografia[modifica]

  • Luciano Mazzocchi, Delle onde e del mare, Edizioni Paoline, 2006.