Luciano Perelli

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Luciano Perelli (1916 – 1994), latinista e storico italiano.

Citazioni di Luciano Perelli[modifica]

  • L'unico grande prosatore dell'età di Augusto, Tito Livio [...], è l'unico letterato che faccia realmente degli ideali della romanità il centro della sua arte. Egli è mosso a scrivere la storia di Roma dall'amore per le tradizioni e le istituzioni della repubblica; le sue idealità repubblicane non gli impediscono di condividere pienamente il programma augusteo di restaurazione morale e religiosa. È soprattutto a Livio che si deve l'idealizzazione dell'antica storia di Roma e dei suoi personaggi come modelli delle virtù morali e politiche.[1]
  • Nel campo della religione i Romani hanno una tradizione del tutto diversa da quella mitologica dei Greci; il divino è una forza oscura e impersonale che è presente nella natura e negli oggetti e che presiede a tutte le attività umane; la sfera del sacro è tabù, è nettamente distinta da quella[2]del profano, e di fronte alle manifestazioni del divino l'uomo prova un brivido di orrore religioso. La religione è rivolta a scongiurare con riti e formule magiche gli influssi dannosi delle forze divine, a interpretarne il volere attraverso i[3]prodigi. Questa concezione tetra e misteriosa di dèi senza volto e senza figura fa sentire la sua influenza anche su scrittori di età colte e scettiche, mediante il sentimento tipicamente latino dell'horror.[4]

Note[modifica]

  1. Da Il mondo antico, vol. 2: Roma, Lattes, Torino, 1990, p. 239.
  2. Nel testo: quello, refuso.
  3. Nel testo: ai, refuso.
  4. Da Storia della letteratura latina: ad uso delle scuole medie superiori, Paravia, Torino, prima edizione, trentasettesima ristampa, p. 4.

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