Ludmila Smanova

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Ludmila Smanova nota anche come Ludmilla Smanov o Ludmilla Pitoëff (1896 – 1951), attrice russa naturalizzata francese.

Citazioni di Ludmila Samanova[modifica]

  • [A Domrémy] Ho vagabondato in bois Chenu. [...] Sono andata in chiesa, l'hanno completamente restaurata, ma l'acquasantiera è quella d'un tempo e vi si trova ancora la statua di Santa Caterina davanti alla quale [Giovanna d'Arco] s'inginocchiava e pregava. La statua è molto bella e molto piccola. [...] La chiesa è vicinissima alla casa. Sono entrata in giardino e ho volto le spalle al cancello in modo da poter guardare la casa ed avere la chiesa alla mia destra. In quel momento le campane hanno suonato un'ora qualunque, le campane sono antiche ed hanno un suono fesso. Non posso descrivervi il mio turbamento. [...] Tra questi spazi felici, nei campi che costeggiavano la Mosa, mi sento legata a un filo miracoloso e per niente al mondo vorrei fuggirne, perché tanti segreti si schiudono al mio cuore.[1]

Citazioni su Ludmila Smanova[modifica]

  • Nell'intervallo, seduta al tavolo da trucco, guardavamo quella piccola donna pallida, dagli occhi immensi, dagli zigomi lievemente sporgenti, che parlava con voce limpida e pensosa, come una bambina saputella. Dietro quel volto irreale si celava qualcosa di straordinario, di ineguagliabile. Ludmilla, la sua personcina esile, un giorno tra tanti, si vestì di nero, con un alto colletto, come una ragazza in uniforme. Mi guardò, mi disse parole dolci, poi sorrise, sorrise piegando leggermente la testa di lato, com'era sua abitudine, quel capo bellissimo dai corti capelli neri. A volte, la sentivo così lontana, quasi appartenesse a un'altra gente, a un altro mondo, e con quella voce pura di bambina, evocava un universo che ci era ignoto e che non conosceremo mai. (Robert Brasillach)

Note[modifica]

  1. Da una lettera a Robert Brasillach dell'estate del 1931. Citato in Robert Brasillach, Il nostro anteguerra, traduzione di Claudio de Nardi, Ciarrapico Editore, Roma, stampa 1986. pp. 103-104.

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