Luigi Lombardi Satriani

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Luigi Lombardi Satriani (1936 – vivente), antropologo e politico italiano.

Citazioni di Luigi Lombardi Satriani[modifica]

  • Si potrebbero porre in rapporto travestimento [durante il Carnevale[1]] e paura sociale, verificando l'ipotesi che quanto maggiore è la paura dell'ordine costituito dalle classi dominanti, dei detentori del potere, di tutti gli altri visti come concorrenti, sempre più temibili nella misura in cui i beni sono limitati, quanto più radicale è la condizione di soggezione, tanto più intensa è l'esigenza del travestimento. Se la mia condizione di dominato non mi consente di testimoniare direttamente la realtà, io debbo truccare il mio rapporto con la realtà, lasciare che esso esista ma testimoniarlo come se fosse di un altro. (da Reo Carnevale, Voce della Campania, 7 marzo 1976[2])
  • Il Carnevale, dunque, come tutto il teatro folklorico, proprio perché canalizza la protesta entro alcuni schemi culturali predeterminati, la gestisce, la inserisce in un orizzonte al di là della storia, la risolve conferendole uno sbocco sul piano dell'immaginario.
    E così il teatro popolare assume la realtà, la testimonia, la trasforma. Ma è trasformazione fantastica, non realistica; essa si svolge non sul piano della prassi – che resta rigidamente vincolato dall'ordine (di " questo " ordine sociale) –, ma sul piano della fantasia, dove il ribaltamento dell'ordine, (di " questo " ordine sociale) è possibile, dove la ribellione, la protesta sono tollerate.
    E qui la protesta incontra il suo limite, la sua efficacia si tramuta in inefficacia, la ribellione serve paradossalmente all'integrazione. (da Reo Carnevale, Voce della Campania, 7 marzo 1976[3])
  • [Su Aliminusa] Specialmente nei paesi meridionali è nelle vie e nelle piazze che si dispiegano le interazioni sociali, la dinamica dei rapporti interpersonali, specialmente extrafamiliari. Si pensi, ad esempio, alla lite popolare, alla sciarra siciliana, nella quale attorno alle protagoniste si sviluppa un intero movimento partecipativo coreografico. Anche se occasionata da episodi contingenti, la lite si sviluppa secondo moduli predeterminati e vincolanti; l’interazione che sollecita obbedisce a precise norme culturali che vengono fedelmente eseguite, pur con minime variazioni puntuali; Lillo e Tano Gullo, per esempio, nella loro ricerca su Aliminusa, in Sicilia, hanno messo in luce, fra gli altri tale aspetto.[4]

Note[modifica]

  1. L'analisi dello studioso è focalizzata sul Carnevale com'è vissuto nelle aree rurali del Meridione (paesi, frazioni). In queste aree folkloriche - diversamente dalle città in cui si riduce a semplice occasione, fra le tante, di divertimento – il Carnevale si manifesta in tutto il complesso intreccio dei suoi significati e delle sue implicazioni.
  2. Citato in Ugo Piscopo e Giovanni D'Elia, Aspetti e problemi del Sud, Editrice Ferraro, Napoli, 1977, p. 172.
  3. Citato in Ugo Piscopo e Giovanni D'Elia, Aspetti e problemi del Sud, Editrice Ferraro, Napoli, 1977, pp. 172-173.
  4. Da Nel labirinto. Itinerari metropolitani, p. 111, Meltemi Editore, Roma, 1997. ISBN 88-86479-10-7

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