Manlio Morgagni

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Manlio Morgagni (1879 – 1943), giornalista italiano.

Citazioni di Manlio Morgagni[modifica]

  • [Nell'ultima lettera, poco prima di suicidarsi]
    Mio Duce!
    L'esasperante dolore di italiano e di fascista mi ha vinto!
    Non è un atto di viltà quello che compio: non ho più energia non ho più vita.
    Da più di trent'anni tu, Duce, hai avuta tutta la mia fedeltà. La mia vita era tua. Ti ho servito un tempo, come amico, ho proseguito a farlo, con funzione di gregario sempre con devozione assoluta.
    Ti domando perdono se sparisco. Muoio col tuo nome sulle labbra e coll'invocazione per la salvezza dell'Italia.[1]

Citazioni su Manlio Morgagni[modifica]

  • [Il 25 luglio 1943] Cinque minuti dopo che la radio ha parlato[2] il senatore Morgagni presidente dell'Agenzia Stefani si uccide con un colpo di pistola, e lascia sulla scrivania un biglietto in cui è scritto: "Il duce ha dato le dimissioni. La mia vita è finita. Viva Mussolini". L'unico forse che ha fatto oggi i conti con la facile fortuna della sua vita, il solo fedele fino alla morte dei tanti che questa fedeltà si contentavano di cantare con voce di tuono nelle radunate ("Duce, duce, chi non saprà morir? Duce, duce, il giuramento chi mai rinnegherà?"). (Paolo Monelli)
  • [Dopo l'annuncio delle "dimissioni" di Mussolini] Non ci furono drammi, tranne uno: quello del presidente dell'agenzia di stampa Stefani, Manlio Morgagni, che si tirò un colpo di rivoltella alla tempia, dopo aver vergato queste parole: «La mia vita è finita, Viva Mussolini». Ma i capi del Partito e della Milizia che nelle loro parole d'odine tonitruanti avevano promesso di combattere e morire per il Duce, si rassegnarono subito a vivere senza il Duce. (Indro Montanelli e Mario Cervi)

Note[modifica]

  1. Citato in Gaetano Afeltra, I 45 giorni che sconvolsero l'Italia, Rizzoli, Milano 1993, p. 22. ISBN 88-17-84265-6
  2. Alle 22.45 la radio diffuse la notizia delle "dimissioni" di Mussolini e della sua sostituzione, quale capo del governo, con Pietro Badoglio.

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