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Maria Fida Moro

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Maria Fida Moro (1946 – 2024), politica e giornalista italiana.

Citazioni di Maria Fida Moro[modifica]

Citazioni in ordine temporale.

  • Se papà tornasse vivo lo ucciderebbero ancora.[1]
  • So che mio padre è in salvo per sempre nella perfetta letizia dell'eternità e nessuna bruttura può ferirlo. Ma preferirei mille volte che non fosse proclamato Santo, tanto lo è, se questo deve essere il prezzo. Una viscida guerra fatta falsamente in nome della verità.[2]
  • Santità, La prego dal profondo del cuore di interrompere il processo di beatificazione di mio padre Aldo Moro, sempre che non sia invece possibile riportarlo nei binari giuridici delle norme ecclesiastiche. Perché è contro la verità e la dignità della persona che tale processo sia stato trasformato, da estranei alla vicenda, in una specie di guerra tra bande per appropriarsi della beatificazione stessa strumentalizzandola a proprio favore.[3]
  • A me risulta che il postulatore legittimo sia Nicola Giampaolo al quale ho consegnato due denunce, che sono state protocollate ed inserite nella documentazione della causa nonché inoltrate per via gerarchica a chi di dovere. Ma non ho avuto alcuna risposta e sono passati anni. Nell'ambito dello stesso processo ci sono delle infiltrazioni anomale e ributtanti da parte di persone alle quali non interessa altro che il proprio tornaconto e per questo motivo intendono fare propria e gestire la beatificazione per ambizione di potere. Poi è spuntato un ulteriore postulatore non si sa a quale titolo.
    Vorrei proprio che la Chiesa facesse chiarezza nella forma e nel merito.[3]
  • Dal 9 maggio di 41 anni fa è cominciato il "business" della morte e lo sciacallaggio continuativo per sfruttare il suo nome a fini indebiti.[4]
  • Prendo atto senza commentare che lo Stato italiano ha dato ad un ex brigatista il reddito di cittadinanza, ma che la legge in favore delle vittime del terrorismo a tutt'oggi rimane inapplicata per Aldo Moro.[5]
  • Tutta la storia che avete raccontato parte da Yalta. Non solo quella di tutte le stragi in Italia, ma anche di tutte quelle internazionali; non c'è un caso Moro o Ustica o Portella della Ginestra. C'è un disegno di un governo del mondo che vuole ridurci in schiavitù, anche dal punto di vista cerebrale. Per questo motivo è quasi impossibile controllare e arrivare a documenti... Quando si è in democrazia si è corresponsabili di quello che succede e se non ce ne facciamo carico la democrazia va a carte e quarantotto. La democrazia è una forma di governo molto difficile da gestire perché dipende tutto dal popolo. Per questo è sovrano; proprio perché è responsabile della democrazia che c'è nel Paese.[6]

Note[modifica]

Voci correlate[modifica]

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