Vai al contenuto

Mario Melloni

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Mario Melloni detto Fortebraccio (1902 – 1989), giornalista e politico italiano.

Citazioni di Mario Melloni

[modifica]

Attribuite

[modifica]
Questa è la frase finale del necrologio riportato su l'Unità e non firmato. Il figlio di Giovannino, Alberto Guareschi ha dichiarato in un'intervista rilasciata a il Giornale, l'8 febbraio 2004, che molto probabilmente era stato proprio Melloni a scrivere quell'editoriale («la chiusa è nel suo stile»). Inoltre anche nel sito GiovanniGuareschi.com l'editoriale viene attribuito a Melloni.

Citazioni su Mario Melloni

[modifica]
  • Fortebraccio è l'archetipo dei giornalisti italiani smodati e faziosi, fonti che traboccano e non cisterne che contengono, una sola energia con mille biforcazioni. Non è infatti vero che Fortebraccio non abbia eredi. Come non c'è pittore che usando il giallo non sia, quasi sempre inconsapevolmente, allievo – e spesso cattivo allievo – di Van Gogh, così nel giornalismo italiano non ci son faziosi che non siano allievi, discendenti, figli o nipoti di Fortebraccio. E voglio dire che sono fortebracciani, sia pure falliti, anche i molti faziosi senza talento. E nel giornalismo italiano c'è – temo – più faziosità che talento. (Francesco Merlo)
  • Gli umili mentono per necessità, i potenti per scaltrezza e per arroganza, i menestrelli e i propagandisti per mestiere e per abitudine. Il corsivista dell'Unità, Fortebraccio, scrive un pezzo acido sul presidente del Consiglio, Giovanni Spadolini, che in visita a Milano ha fatto la cosa più normale di questo mondo, è andato a pranzo al Savini con alcuni imprenditori. E Fortebraccio: «Un pranzo al Savini costa dalle quaranta alle cinquantamila lire, senza contare i vini. Mai che lor signori vadano a una mensa operaia». Lui, nella vita Mario Melloni, ci va? No, e le vacanze le passa a Capri, con i vecchi amici della buona borghesia milanese. Ma Fortebraccio sa che la menzogna italiana più è impudica, esagerata, retorica e più sembra normale. (Giorgio Bocca)
  • Ieri Fortebraccio, dalle colonne dell'«Unità», ha invocato per noi, previa qualche iniezione, il ricovero immediato, e a titolo definitivo, in manicomio. La cosa non ci stupisce: sappiamo benissimo che di manicomi e di iniezioni nessuno s'intende più dei comunisti: chi c'è passato giura che ci hanno fatto una mano da maestri. Ci stupisce però che Fortebraccio lo abbia implicitamente – e un po' anzitempo – riconosciuto. Forse gli è scappata. Alla sua età, succede. (Indro Montanelli)
  • Non mi risulta che Mario Melloni, in arte Fortebraccio, abbia mai scritto una critica acre o volgare. Per lui il comunismo era un modo per realizzare il cristianesimo. Da una parte i ricchi che lui chiamava «Lor signori», dall'altra parte i poveri, con una particolare predilezione per i metalmeccanici. (Enzo Biagi)
  • Qui | riposa | Mario Melloni | inquieto | transfugo | di sé stesso | momentaneamente | scomparso | a sinistra | in cerca | di una croce | su cui | inchiodarsi. (Indro Montanelli)

Note

[modifica]
  1. ↑ Citato in Enzo Biagi, Dizionario del Novecento, Rai Eri - Rizzoli, Roma - Milano, 2001, p. 123. ISBN 88-17-86780-2.
  2. ↑ Da È morto Guareschi, l'Unità, 23 luglio 1968, p. 2.

Altri progetti

[modifica]