Mario Spezi

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Mario Spezi (1945 – 2016), giornalista e scrittore italiano.

Citazioni di Mario Spezi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Sui delitti del Mostro di Firenze] La mia opinione è che esiste un solo movente, che è quello maniacale, nel senso che i delitti sono commessi da un maniaco, i delitti sono commessi non solo con la stessa pistola e con lo stesso coltello ma con le stesse modalità, mi riferisco ai tagli sulle vittime […]. L'assassino è quindi sempre lo stesso, fa un'operazione che non dovrebbe fare, gli fa perdere tempo, rischia di sporcarsi e non ha apparentemente alcun senso ma la fa sempre. I tecnici dell'FBI dicono che questo è il vero scopo del delitto, inconscio, il vero movente. Cioè l'assassino ogni volta prende e trascina il corpo della ragazza a distanza di alcuni metri da dove l'ha uccisa. Questa è la firma del delitto. Riprendersi una donna a un altro uomo, riprendersi una donna che gli è stata tolta con la forza. Non si capirebbe altrimenti perché debbano aggredire una coppia e non una donna sola. Questo assassino ha bisogno della presenza di un rivale.[1]
  • La mia conclusione è che ci possono essere dei giudici che dire bizzarri è poco, ci possono essere degli investigatori strani, ma io poi a tutte queste stranezze credo poco. Io sono sempre più convinto che, non la storia del mostro [di Firenze] ma la mostruosa storia delle indagini è sempre stata una storia di acquisizione, gestione e abuso di potere.[2]
  • Il Mostro di Firenze è una storia di potere. In un misto di cialtroneria e volontà precisa, io non tollero di aver visto distorcere fatti evidenti, di aver letto interpretazioni e non fatti reali, sopralluoghi ritrascritti ad hoc nei quali, improvvisamente, ad esempio mentre il pentito Lotti dimenticava le cose, il registratore guarda caso si rompeva e riprendeva a funzionare quando l'uomo ricordava... E ancora, sulle vittime seviziate erano scempi fatti con forza e precisione ma non con un taglio da bisturi. Certe persone prima di andare a testimoniare imparavano la lezione. Ecco, questi sono alcuni esempi. Poi le coincidenze: i magistrati che brancolano nel buio seguendo la pista dei sardi, il rischio di un flop tremendo, una lettera anonima e un processo costruito su Pacciani e complici, che si chiude con le condanne (tra l'altro, l'assurdo assoluto di Lotti che "confessò" quattro duplici omicidi. E gli altri tre, perfettamente identici?).[3]

Citazioni di Mario Spezi[modifica]

  • Il suo primo libro sull'inchiesta dei delitti del mostro, Dolci colline di sangue, fu uno dei motivi dell'arresto per il suo contenuto, che raccontava delle verità attentamente controllate, ma il tema era ostico, intrecciato; alcuni magistrati lo definirono frutto di una inchiesta abborracciata che non stava né in cielo né in terra. Ognuno aveva e continua ad avere le sue conclusioni. (Umberto Cecchi)

Note[modifica]

  1. Dall'intervista rilasciata alla trasmissione Blu notte - Misteri italiani, febbraio 2003, disponibile su YouTube.
  2. Dall'intervento disponibile su YouTube, 2010.
  3. Dall'intervista di Katiuscia Vaselli, "Troverò pace quando troveranno il mostro". L'ultima intervista di Mario Spezi, sienanews.it, 2 febbraio 2017.

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