Mario Trevi

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Mario Trevi

Mario Trevi pseudonimo di Agostino Capozzi (1941 – vivente), cantante italiano.

  • [Sul proprio album Napoli Turbo Folk] Non piacerà a tutti, deluderà i tradizionalisti, ma piace ai giovani, e questo piace a me, perché il mondo è dei giovani.[1]

Citazioni su Mario Trevi[modifica]

  • [Sulla canzone Indifferentemente] Ad una manifestazione dedicata a Sergio Bruni, ho avuto modo di cantarla con Mario Trevi. Abbiamo fatto "voce e chitarra". Mi sono divertito tanto e sono stato molto felice di averla cantata con lui perché è da lui che l'ho sentita la prima volta. (Enzo Gragnaniello)
  • Con la ventata dei film di Mario Merola, Mario Trevi ed Angela Luce, la Canzone napoletana sta ritornando su. (Franco Franchi)
  • È stata la mia unica esperienza al suo fianco. Interpretavo il ruolo della moglie, quindi ero la protagonista con lui, cui ammazzavano il figlio piccolissimo. Una di quelle storie di camorra e dolore che in quegli anni funzionava. Una rarità, purtroppo. Eppure, credo di essere adatta a ruoli seri, ma non me ne hanno mai affidati. Quello lo ricordo con piacere. Negli Anni Settanta, Mario Trevi aveva raccolto i frutti del suo lavoro, era considerato già un grande interprete della canzone napoletana. Era un cantante famoso, un personaggio doc. Poi, aveva lanciato Indifferentemente, una delle più belle canzoni del nostro repertorio, quindi per me era emozionante lavorare con lui e quel ruolo mi sembrò ancora più importante, anche se i film tratti dalle sceneggiate restavano un po' relegati in ambiti ristretti. Lui, inoltre, fu molto carino con me, che ero giovane e avevo ancora tanto da imparare. Era un'epoca meravigliosa, ricca di vitalità. Per un artista che avesse veramente voglia di fare questo mestiere era davvero stimolante. Mi ero appena trasferita a Roma. Nella capitale c'era tutto: il cinema, la musica, l'arte. S'incontravano i pittori, i poeti. Napoli era pervasa dalla stessa creatività, dalla stessa voglia di fare che si respirava dovunque. La nota dominante di quegli anni era la passione, ricordo anche il produttore del film La pagella, era un tipo particolare. Avevano coraggio, allora, rischiavano in proprio per produrre spettacoli di qualità. Tutti noi venivamo da quell'epoca, che volevamo fare gli attori, i cantanti, i musicisti, avevamo grandi maestri da imitare, ai quali ispirarci e ci avvicinavamo a loro con umiltà e serietà. Volevamo crescere, conoscere, sapere tutto quel che si poteva perché ci tenevamo a realizzare spettacoli di buon livello. Ragioniamo ancora così. Oggi, invece, tranne che per rare eccezioni (penso a Fabio Fazio, a Fiorello, per esempio), il successo immediato, i guadagni, la facile popolarità sembrano diventati gli unici obiettivi. (Marisa Laurito)
  • [Sull'album Napoli Turbo Folk] Renato Carosone l'ha fatto nel dopoguerra, Renzo Arbore l'ha fatto nel dopo terremoto, quando la Canzone napoletana non la sopportava quasi più nessuno, ridotta a retorica, Mario Trevi lo fa oggi quando, tra Gomorra e "munnezza" siamo messi pure bene. Ha chiesto ai giovani una botta di energia. (Federico Vacalebre[2])

Film[modifica]

Note[modifica]

  1. Citato in Mario Trevi alla svolta: cantaNapoli è «turbofolk», Il Mattino, 13 maggio 2011.
  2. Dall'intervista a Cantanapoli, Rai Radio 1, 9 maggio 2011, visibile su YouTube, 03'15.

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