Mario de Maria

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Mario de Maria: Vece strazze al ciaro de luna (1918 circa)

Mario de Maria, noto anche con lo pseudonimo di Marius Pictor (1852 – 1924), pittore e architetto italiano.

Citazioni su Mario de Maria[modifica]

  • La sua pittura, sapiente e laboriosa come fattura ed insolita e spesso bizzarra come ispirazione, rivela un mirabile artefice della tavolozza, rivela un'immaginativa esuberante ed alquanto sbrigliata di una forza inventiva tutt'altro che comune, rivela uno spirito che ha in odio la volgarità e ricerca, con ansia febbrile, l'eccentricità e che, talvolta, per la sua passione dell'insolito, scivola nel manierato e nell'artificioso. È una pittura che si può amare o odiare, ma dinanzi alla quale non si può rimanere indifferenti e che, vista una volta, difficilmente si dimentica. (Vittorio Pica)
  • Molto vivaci sono state le discussioni che si sono accese intorno a varie delle opere di Marius pictor, siccome già da parecchi anni egli suole firmare le sue tele, e ciò di leggieri si spiega se si considerano gli spiccati caratteri di personale originalità che esse presentano. Le intelligenze placide e positive, che in arte come in ogni cosa, prediligono l'ingenuità e la naturalezza e che pretendono sia da condannarsi ogni ispirazione estetica non attinta direttamente alla realtà esteriore e consueta, tale quale manifestasi ai sensi di ogni persona, non possono certo nutrire simpatia pei quadri dell'ardimentoso pittore bolognese, che dimostrasi, in compenso, mirabilmente atto ad ammaliare le pupille dei raffinati. (Vittorio Pica)
  • Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di Mario de Maria, meglio conosciuto sotto il nome di Marius Pictor. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di Edgardo Poë. (Pompeo Gherardo Molmenti)

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