Mark Webber

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Mark Webber (2014)

Mark Alan Webber (1976 – vivente), ex pilota automobilistico australiano.

Citazioni di Mark Webber[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [«Ti stavi stufando anche di tutta l'attenzione mediatica che c'è in F.1?»] «Sono in quest'ambiente da parecchi anni, c'è sempre stato qualcosa di cui parlare nella lotta per il mondiale e naturalmente i media ci si buttano sopra. [...] Purtroppo è tutta roba dai giornali, noi piloti siamo solo una parte del gioco. Quando hai venticinque anni ti può andare bene, ma quando sei più vecchio, come me, come Alonso, come Button... Non è che non accetti più il gioco, però cerchi soprattutto di farti furbo, di conservare le tue energie per correre, per lavorare con la squadra, per le trasferte... [...] E mi va bene, sia chiaro, ma arriva un punto in cui devi pensare alle tue energie e trovare un equilibrio.[1]
  • [«Com'è l'atmosfera nel Mondiale FIA WEC rispetto alla Formula 1?»] C'è un'atmosfera molto accogliente nel paddock e i costruttori hanno un grande rispetto l'uno dell'altro. All'interno del team poi tutti lavorano per lo stesso obiettivo, ovvero portare le due vetture più in alto possibile. Completamente diverso rispetto a quanto succede in F1. Le comunicazioni tra le due vetture sono aperte e c'è un grande scambio di informazioni tra piloti e ingegneri. La rivalità all'interno del team conosciuta in F1 è praticamente inesistente. Tutti lavorano verso un'unica direzione.[2]
  • Essere alla Ferrari significa far parte di una squadra con un livello superiore di intensità. La F1 è dura, ma la Ferrari lo è ancora di più, perché qualsiasi pilota soffre l'ambiente difficile, perché la Rossa è una religione in Italia [...]: il pilota è sempre un bersaglio, se la squadra commette un errore, il capro espiatorio è sempre il pilota, perché la macchina non è mai il problema.[3]
  • Siamo onesti, essere pilota in Formula 1 ti permette di avere un lavoro fenomenale e di ottenere una bella somma di denaro. Non mi sembra esattamente un peso. Per quanto mi riguarda non ho mai parlato di sacrifici, quelli che parlano di sacrifici e dicono "ho rinunciato a molto", per me dicono un mucchio di sciocchezze. E io mi chiedo se questi piloti abbiano le giuste ambizioni. Vedo tanti giovani che dall'Australia vengono in Europa per proseguire la loro carriera e dicono "Ah, quanti sacrifici devo fare". Quando stai costruendo la tua carriera, per me non ci sono sacrifici. Anzi, per me è tutto positivo in termini di esposizione, di lavoro con le persone migliori e di ottenere il meglio da se stessi. È un ambiente estremamente competitivo, lavori con alcune delle menti più brillanti del settore e loro ti aiutano a tirare fuori il meglio di te. [...] Capisco che la pressione sia grande, ma ricordo la mia carriera. Il mio primo contratto in F1, addirittura, valeva solamente per due gare. Capite? Parliamo di un periodo di tre settimane. È stato brutale, ma non avevo scelta, potevo decidere solamente se lamentarmi della mia situazione oppure fare del mio meglio. E anche gli ultimi tre anni della mia carriera in F1 li ho affrontati solo con contratti annuali, ma è esattamente questo che mi ha spinto a dare il massimo.[4]

Note[modifica]

  1. Dall'intervista di Alberto Antonini, Webber: la mia verità, autosprint.corrieredellosport.it, 16 luglio 2013.
  2. Dall'intervista WEC – Mark Webber chiama Ferrari e BMW tra le LMP1, minardi.it, 2 febbraio 2016.
  3. Da un'intervista a Marca; citato in Stefano Ollanu, Webber: "Ferrari, colpa sempre ai piloti e mai alla macchina", formulapassion.it, 28 aprile 2021.
  4. Da un'intervista al podcast Performance Hackers; citato in Matteo Novembrini, Webber e i giovani piloti: "Sacrifici? Macché, è un privilegio", autosprint.corrieredellosport.it, 25 gennaio 2023.

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