Scuderia Ferrari

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Sostenitori della Ferrari sugli spalti di Monza (2004)

Citazioni sulla Scuderia Ferrari.

Citazioni[modifica]

  • Anche per la Ferrari i successi sono sempre stati strettamente legati alle capacità dei piloti. Ho potuto seguire i campionati dalla metà degli anni '60 in poi e ricordo John Surtees, campione mondiale nel motociclismo, iridato nel 1964 con la Ferrari Formula 1, un vero fuoriclasse che abbandonando Maranello ha relegato la Scuderia a non vince più per dieci anni, fino a quando Enzo Ferrari ha avuto l'intuizione di ingaggiare un giovane talentuoso: Niki Lauda. Così il Cavallino Rampante è ritornato al successo, fino a quando anche l'austriaco abbandona e sull'onda di Lauda arriva un altro solo mondiale con Jody Scheckter nel 1979 e poi nulla più, fino all'arrivo di Michael Schumacher. Questa a ben guardare è la storia dei Mondiali della Ferrari, una storia con tanti anni di assenza di successi. (Claudio Lombardi)
  • Capii la differenza del correre per Ferrari o per qualsiasi altra scuderia: con gli altri team sei il pilota di una squadra, quando corri per Ferrari sei il pilota di un intero Paese. È una sensazione fantastica. (Jody Scheckter)
  • Da noi [in Italia] c'è il fenomeno grandissimo e bellissimo della passione Ferrari, che è stupendo, ma ha anche dei risvolti negativi di un tifo che vede solamente in una direzione. Questa penso sia una cosa che appartiene al calcio, non all'automobilismo. (Gabriele Tarquini)
  • Da quando misi piede a Maranello capii realmente come è formata una scuderia di Formula 1. (Carlos Reutemann)
  • Essere alla Ferrari significa far parte di una squadra con un livello superiore di intensità. La F1 è dura, ma la Ferrari lo è ancora di più, perché qualsiasi pilota soffre l'ambiente difficile, perché la Rossa è una religione in Italia [...]: il pilota è sempre un bersaglio, se la squadra commette un errore, il capro espiatorio è sempre il pilota, perché la macchina non è mai il problema. (Mark Webber)
  • Ferrari è nata per lottare e per vincere. Continuerà sempre a fare il possibile per vincere. (Enrique Scalabroni)
  • Giù le mani dalla Ferrari: di me dite quello che volete. (Enzo Ferrari)
  • Guidare per la Ferrari è come stare in un altro mondo, Non avete idea del livello che si raggiunge. Non sei più solo uno sportivo, ma diventi come una rockstar. È incredibile il potere che ti dà l'associazione con il nome Ferrari. Anche adesso, quando vengo in Italia, ancora mangio e bevo gratis in parecchi posti. (Eddie Irvine)
  • Il fatto è che prima di un mondiale, oppure durante le prove delle prime gare di una stagione, tutto dipende dalla propria capacità di bluffare. Ecco, la Ferrari è capace in questo, bluffare. (Ron Dennis)
  • In Ferrari è diverso perché i tifosi sono veramente appassionati e pazzi per la F1 e la squadra. Si tratta di qualcosa che non ho mai vissuto prima. Ho visto gente impazzire per me in Spagna, ma qui puoi vedere che i tifosi sono pazzi per qualcosa di più grande di te. È come se tu avessi il compito di rendere orgoglioso tutto il marchio, tutto il paese. Non te stesso o il pubblico. Hai il compito di portare il Cavallino in alto. È come giocare per una squadra nazionale: stai rappresentando l'Italia quando guidi per la Ferrari. (Carlos Sainz Jr.)
  • In Italia manca la cultura del motorsport, qui per essere qualcuno devi correre e vincere con la Ferrari in F.1 o non sei nessuno. [...] Un peccato ma è la dura realtà. (Rinaldo Capello)
  • L'ambiguità appartiene alla Ferrari come il motore a dodici cilindri. (Niki Lauda)
  • L'Italia è l'unico Paese dove si tifa Ferrari a prescindere da chi la guidi. Altrove contano i piloti. (Stefano Domenicali)
  • La F1 è la Ferrari; la Ferrari è la F1. (Bernie Ecclestone)
  • La Ferrari è cresciuta grazie al genio e alla caparbietà di un imprenditore. Poi, da sola, non ce la faceva a crescere, perché la seconda fase, quella della crescita e del consolidamento, è diversa da quella della creazione di azienda. È un po' quello che succede nel Nord Est. Crescere è soprattutto una questione di mentalità e di organizzazione. (Luca Cordero di Montezemolo)
  • La Ferrari è il centro del mondo, nel bene e nel male. (Fabrizio Barbazza)
  • La Ferrari è una ossessione. Fine delle trasmissioni. (Leo Turrini)
  • La Ferrari paga un prezzo alto per il fatto di essere a Maranello, in Italia anziché in Inghilterra. Vede, in Inghilterra c'è un triangolo magico intorno a Londra, è il triangolo d'oro della F.1, delle corse, della meccanica. Lì non ci sono soltanto scuderie, c'è tutto. Ci sono idee, invenzioni, intuizioni che circolano. Tutti coloro che lavorano in F.1 si incontrano al bar, al ristorante, e anche se non parlano, se non fanno le spie, e non lo fanno, però chiunque ne capisca è in grado di annusare qualcosa, di capire in che direzione si sta muovendo una squadra anziché un'altra. Insomma, si annusa sempre quello che c'è nell'aria. A Maranello no: non annusi niente, perché la Ferrari è sola. E se fosse a Milano sarebbe la stessa cosa. La vera isola è l'Italia non l'Inghilterra. (Eddie Irvine)
  • [«[...] una F1 senza Ferrari potrebbe esistere?»] No, è un binomio inseparabile. (Stefano Domenicali)
  • Noi non perdoniamo niente a nessuno, quindi fate bene a non perdonare niente anche alla Ferrari. (Enzo Ferrari)
  • Non tutti gli italiani tifano per la Nazionale, mentre tutti gli italiani e il cinquanta per cento dei non italiani tifano Ferrari. (Gianni Agnelli)
  • Per storia e per tradizione, il Cavallino è "obbligato" a vincere, qualunque sia lo spessore della concorrenza: non esiste complesso di inferiorità in pista, per la Signora della Velocità. (Leo Turrini)
  • [«Perché la Ferrari apre le porte ai piloti stranieri e le tiene chiuse agli italiani?»] Perché gli italiani sono tendenzialmente esterofili e non hanno una grande considerazione dei loro meriti, delle loro risorse. Io ho vissuto in prima persona questo modo di pensare e di agire, nel 1992, quando alla Ferrari il mio compagno era Jean Alesi [...]. Jean non era un personaggio facile. Eppure la squadra preferiva confrontarsi con lui e non con chi parlava la stessa lingua. Se c'era qualcosa da decidere, una modifica da adottare, decideva lui. (Ivan Capelli)
  • Quando ero alla Ferrari, non era un lavoro, era una missione che ti assorbiva completamente. Uscivi dall'ufficio, andavi al bar a prendere un caffè e il barista ti chiedeva: allora, questa Ferrari, vinciamo o no? Andavi al ristorante e trovavi il tifoso o il cameriere che chiedevano: vinciamo la prossima gara? E via di questo passo. Aprivi il giornale la mattina e c'era un articolo tutti i giorni sulla Ferrari. (Andrea Stella)
  • Quando sei un pilota di F1, ci sono due cose che si desiderano sempre: una è diventare campione del Mondo e l'altra è guidare per la Ferrari. (Robert Kubica)
  • Rispetto agli altri team di F1 la casa di Maranello sembrava la Nasa, con quella pista pazzesca controllata centimetro per centimetro dalla Tv a circuito chiuso che consentiva a Enzo Ferrari (grazie a 10 telecamere fisse) di osservare, registrare e rivedere mille volte il comportamento di pilota e macchina in ogni metro della pista rimanendo comodamente seduto in poltrona. (Niki Lauda)
  • Se alla Ferrari approdi nel momento sbagliato e sei italiano hai ottime probabilità di bruciarti la carriera. (Ivan Capelli)
  • Sono un appassionato delle corse, in vita mia non ho fatto altro, e la sfida che ho raccolto è la più affascinante del paddock, guidare la Scuderia Ferrari. L'entusiasmo e la passione sono ovunque, è incredibile! A volte l'eccesso di entusiasmo che sta intorno alla squadra è un po' difficile da gestire, perché bisogna tenere le persone con i piedi per terra, calme in modo che riescano a lavorare bene. La squadra ha uno spirito latino e questo amplifica tutte le emozioni. (Frédéric Vasseur)
  • Stare alla Ferrari era una specie di inferno dove sembrava di picchiare la testa contro un muro di mattoni, ma non importava perché era il più bel muro del mondo. (Phil Hill)
  • [A proposito delle prestazioni della Ferrari nella stagione 2020] Vedere la Ferrari al quinto posto nel Campionato costruttori è solo doloroso. (Martin Brundle)

Fernando Alonso[modifica]

  • Guidare una monoposto del Cavallino Rampante rappresenta un sogno per tutti quelli che fanno questo mestiere.
  • [Ultime parole famose] La Ferrari non mi ha mai cercato, ma io preferisco correre con un'altra squadra e battere le rosse. Ho l'impressione che la Ferrari sia sempre leggermente favorita rispetto alle altre scuderie.
  • Non credo che nessun pilota rifiuterà mai un'offerta della Ferrari.

Mattia Binotto[modifica]

  • Ho sempre detto che in Ferrari non ci si lavora, ma ci si vive.
  • La pressione... beh, se si è la Ferrari ci sarà sempre, è qualcosa che non possiamo cambiare perché fa parte di ciò che questo marchio rappresenta in termini storia, ed è ovvio che ci siano sempre grandi aspettative. Dobbiamo semplicemente convivere con la pressione, perché non scomparirà mai.
  • [«Ci sono stati momenti particolarmente difficili da quando sei al timone della Scuderia Ferrari?»] Ogni singolo giorno.

Charles Leclerc[modifica]

  • [«Si ricorda della prima volta che ha messo piede a Maranello?»] Benissimo, ero con Jules [Bianchi]. Lui non era ancora in F1, io giovanissimo lo aspettavo fuori dal cancello della pista di Fiorano. Lo stavano intervistando, io dovevo restare fuori perché non avevo il pass. Fissavo quel cancello nella speranza che un giorno sarei potuto entrare. Adesso lo attraverso spesso.
  • [Sul correre per la Ferrari] Da piccolo, quando guardavo il Gran Premio [di Monaco], cercavo sempre la macchina rossa non so perché, è sempre stato così. Quando mi guardo che sono in rosso, sono fiero ed è un'emozione speciale.
  • [Sulla prima visita in Ferrari, da bambino] Rimasi seduto nel parcheggio per due ore e intanto cercavo di immaginare come fosse l'interno della sede. Nella mente mi figuravo di ammirare una struttura simile a quella vista in Charlie e la Fabbrica di Cioccolato, capisci? Con gli Umpa Lumpa che scorrazzavano in giro.

Voci correlate[modifica]

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