Vai al contenuto

Martin Rees

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Martin Rees (2019)

Martin John Rees, barone Rees di Ludlow (1942), astronomo e cosmologo inglese.

Prima dell'inizio[modifica]

Incipit[modifica]

Il nostro universo è sbocciato da un evento iniziale, il Big Bang, la "Palla di Fuoco". Si è espanso e raffreddato; migliaia di milioni di anni dopo le stelle e le galassie hanno intessuto le complicate figure che vediamo intorno a noi; e almeno intorno a una stella, almeno su un pianeta, gli atomi si sono disposti in modo da formare creature abbastanza complesse da essere capaci di meditare sulla loro evoluzione.
I cinici usavano dire – non del tutto a torto – che in cosmologia ci sono solo due fatti: il nostro universo si espande; e il cielo è scuro, di notte. Ma non è più così. I telescopi, al suolo e nello spazio, hanno esaminato galassie così lontane che la loro luce ci arriva da un'epoca in cui l'universo aveva appena un decimo dell'età che ha ora. I calcolatori possono simulare il modo con cui le galassie sono emerse dai loro amorfi inizi. Altre tecniche ci hanno rivelato “relitti” di ere della storia cosmica persino più antiche.
Possiamo risalire nell'evoluzione dell'universo fino al suo primo secondo di vita.

Citazioni[modifica]

  • Per colossali che siano, le stelle e le galassie si collocano piuttosto in basso sulla scala della complessità. È per questo che non è presunzione smodata aspirare a comprenderle. Un rospo ci lancia una sfida scientifica molto più difficile di quella di una stella. (Introduzione, p. 2)
  • II nostro ciclo cosmico potrebbe essere finito, destinato a terminare in un collasso universale, in un Big Crunch, nella Grande Strizzata. Ma ciò non avverrà prima che tutte le stelle si siano spente, prima che tutti gli atomi e persino i buchi neri siano stati riciclati in radiazione. Anche se la vita e l'intelligenza fossero attualmente presenti solo sulla Terra, avrebbero il tempo di diffondersi in tutta la Galassia e oltre. (Introduzione, p. 2)
  • Niels Bohr, che fu un grande pioniere della fisica del Novecento, consigliava ai suoi colleghi di "parlare altrettanto chiaramente di quanto pensate, ma non più di così". Non c'è dubbio che lui seguisse il suo stesso consiglio – in effetti era famoso per borbottare in modo inudibile e incomprensibile. (Introduzione, p. 7)
  • Penrose pensa non solo con maggior chiarezza della maggior parte di noi, ma in un suo modo caratteristico e piuttosto inusuale. La sua capacità di visione geometrica è unica. I fisici matematici si dividono in due tipi. Alcuni di essi, dopo essersi imbattuti nelle equazioni giuste pensano alle equazioni più che al fenomeno fisico che esse rappresentano (Chandrasekhar, per esempio, pensava molto in termini di equazioni). Altri si trovano più a loro agio con rappresentazioni pittoriche o con concezioni geometriche; Penrose si colloca all'estremo "geometrico" di questo spettro, a suo agio nel visualizzare quattro e più dimensioni come la maggior parte di noi nel vederne due sole. (cap. V, p. 123)
  • [...] il libro che [Steven Weinberg] scrisse nel 1977, I primi tre minuti, resta il più chiaro compendio dello stato della cosmologia in quel periodo. (cap. IX, p. 212)
  • La maggior parte dei teorici, specialmente coloro che sono approdati alla cosmologia con una formazione in fisica delle alte energie, considera l'inflazione [cosmica] come un'idea affascinante, che offre una visione – cui è difficile sottrarsi – del perché l'universo abbia le proprietà che lo caratterizzano. Ma alcuni di loro ne sono meno ammaliati, in particolare quelli che preferiscono un approccio più geometrico. Il più famoso di questi è Roger Penrose: per lui l'inflazione è "una moda che i fisici teorici hanno imposto alla cosmologia" e ricorda che "ogni scarrafone è bello a mamma sua". Nonostante tali voci discordanti, e alcune idee innovative che si sono sviluppate lungo linee alternative, la maggior parte delle teorizzazioni sull'universo ultraprimordiale incorpora il concetto di inflazione. (cap. X, pp. 234-235)
  • Weinberg crede nell'esistenza di una "teoria finale" e spera che un giorno potremo scoprirla. Una tale teoria potrebbe fissare in modo univoco le leggi fondamentali che governano il nostro universo: potrebbero venire tutte ricavate da alcune equazioni basilari. (cap. XV, p. 345)

Bibliografia[modifica]

  • Martin Rees, Prima dell'inizio. Il nostro universo e gli altri (Before the Beginning), traduzione di Pier Daniele Napolitani, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1998. ISBN 88-7078-508-4

Altri progetti[modifica]