Maya
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Citazioni sui Maya.
Citazioni
[modifica]- Erano, infatti, il popolo più evoluto (o tra i più evoluti) del Nuovo Mondo precolombiano e gli unici ad aver posseduto la scrittura. Pur presentando alcuni problemi legati al carsismo del terreno e alla variabilità delle precipitazioni, il loro ambiente non può essere annoverato tra i più fragili, secondo la media mondiale. [...] La storia dei maya è di monito, affinché non si creda che soltanto le società piccole, marginali e situate in zone fragili siano esposte al rischio di crollo: anche le civiltà più avanzate e creative possono sparire. (Jared Diamond)
- La prima domanda che ci si pose riguardava l'origine di questo popolo. Apparteneva allo stesso ceppo indiano delle genti del Nord e del Sud dell'America, rimaste sempre allo stato nomade? E in tal caso, come si spiegava l'alto livello della civiltà dei Maya? Era possibile che una civiltà autonoma si fosse sviluppata sul continente americano senza contatti di sorta con la grande corrente culturale del mondo antico?
E qui si innestarono le prime ardite interpretazioni. Respingendo quest'ultima ipotesi, si sostenne che, in una remota antichità, doveva essersi verificata un'immigrazione dall'antico Oriente. Ma lungo quale strada? Forse nell'estremo Nord, nel periodo diluviano, c'era stato un ponte di terra tra i continenti! Ci fu poi chi, incredulo d fronte alla possibilità di un'emigrazione dei popoli abitanti nelle vicinanze dell'Equatore attraverso il circolo polare, volle vedere nei Maya i superstiti della leggendaria Atlantide. Ma nessuna di queste interpretazioni parendo soddisfacente, non mancarono voci per affermare che i Maya appartenevano alla stirpe dei figli d'Israele. (Kurt Wilhelm Marek) - Nello Yucatan, i Maya più antichi – dai quali gli Aztechi avevano derivato l'idea della loro scrittura – avevano scoperto il concetto di zero (ignorato invece dai Greci e dai Romani) e per mezzo della matematica e dell'astronomia, da loro elaborate, avevano inventato un calendario così complesso che potevano pensare a cicli di 144.000 giorni. (Margaret Mead)
- Perché i re e i nobili [maya] non furono capaci di riconoscere e risolvere quei problemi così evidenti che minacciavano la loro società? La loro attenzione era evidentemente concentrata su mire personali e a breve termine [...]. Come quasi tutti i capi nella storia del genere umano, i re e i nobili maya non tennero conto dei problemi a lungo termine, posto che fossero in grado di accorgersene. [...] La passività dei capi dell'isola di Pasqua e dei re maya di fronte alle vere e grandi minacce che incombevano sulle loro società ci fa pensare all'estremo esibizionismo consumistico dei ricchi americani dei giorni nostri. (Jared Diamond)
- Dato che i Maya si dedicarono molto alla scienza della misurazione del tempo, il loro sistema di calcolo era molto ben sviluppato. Il nostro è decimale, mentre il loro era vigesimale: venti, il numero delle dita delle mani e dei piedi, divenne la base del loro sistema. Come simboli numerici la barra (—) aveva il valore di cinque ed il punto (.) il valore di uno e contavano per gruppi di venti, che era rappresentato da una conchiglia (il simbolo dello zero) con un punto sopra. La scoperta indipendente di uno zero astratto dette ai Maya un sistema di numerazione con il quale essi furono in grado di calcolare somme immense. Come sistema, quello dei Maya era di gran lunga migliore di quello dei Greci, degli Egiziani e dell'ingombrante metodo romano. I primi spagnoli rimasero impressionati dalla facilità e dalla rapidità con la quale gli Indiani contavano i semi di cacao, senza misure di capacità o di peso, ma ad uno ad uno e li vendevano in quantità variabile da 400 a 8.000.
- Erano astronomi di non poco valore, che avevano fatto grafici sul corso dei pianeti ed avevano creato un calendario che, dal punto di vista della precisione, era migliore di quello dei Greci e di quello degli Egiziani. Erano costruttori di strade, le più comode vie di comunicazione che avesse mai conosciuto l'America (ad eccezione del Perù) fino al 1800. Erano navigatori di insolito coraggio e commercianti dai vastissimi interessi.
- Il vecchio mito di un popolo amante della pace ed appassionatamente dedicato ad erigere monumenti, a tracciare il corso dei pianeti, occupato a comporre testi in glifografia è stato ormai completamente demolito. Ad ogni piè sospinto lo studioso si trova davanti a sculture che mostrano i signori maya che sono a cavalcioni sulle spalle di schiavi, prigionieri di guerra trascinati per i capelli e le pitture murali di Bonampak[1] sono piene di scene inneggianti alla guerra. Eppure si continua a leggere sempre dei maya come un popolo amante della pace, il che sa tanto di squisito arcaismo.
- Non si chiamavano naturalmente Maya.
Nessuno sa come si chiamassero o come si chiamasse la loro lingua e neanche possiamo dire, oltre ogni possibile grado di certezza, i nomi delle loro città di pietra, ora avviluppate dalla folta vegetazione molto più di quanto non lo fosse stato Laocoonte dalle spire dei serpenti. I Maya sono meno conosciuti di quanto non lo fosse, una volta, l'altra faccia della luna, malgrado il fatto che la loro civiltà sia stata oggetto di studi eccezionalmente intensi.
E questo è un grande inconveniente perché i Maya furono l'unico popolo d'America di alta cultura che sviluppasse una lingua glifografica capace di registrare eventi, anche se, per quanto si sappia, ci ha lasciato poco o niente di sé ad eccezione di alcune date calendriche.
- È noto da molto tempo che i maya, che occupavano la penisola dello Yucatán, assieme a parti del Belize, del Guatemala, del Salvador e dell'Honduras, svilupparono una delle più raffinate fra tutte le culture americane indigene. La società maya, al suo culmine nel Periodo classico (dal 300 circa al 900 d.C.), era altamente stratificata, con un sovrano al vertice di sei o sette classi sociali chiaramente definite. Una cosmologia complessa situava in posti ben precisi gli dei, le forze naturali e gli antenati. Un calendario molto elaborato forniva il sistema di riferimento per eventi rituali e storici. I rituali venivano praticati in centri cerimoniali che formavano il cuore di grandi città. Questa sovrastruttura culturale affondava le sue radici nella coltivazione del granoturco; furono sviluppate tecniche per rendere coltivabili ripide pendici di colline e terreni paludosi.
- Fino a un decennio fa si pensava che la civiltà maya classica avesse avuto origine in modo brusco durante il III secolo d.C. Si riteneva che il periodo precedente, chiamalo Preclassico o Formativo, fosse stato un'epoca di umili società agricole di villaggio. Dopo il 1975 molte scoperte e una valutazione radicalmente nuova di quanto già si conosceva hanno modificato sostanzialmente il quadro accettato della cultura preclassica. Un'agricoltura intensiva, che aveva superato lo stadio del disboscamento per mezzo dell'ascia e del fuoco, si era sviluppata molto tempo prima di quanto si ritenesse. Immensi edifici datati come risalenti al Periodo preclassico implicano già una considerevole organizzazione sociale ed economica. Scavi recenti dimostrano che utensili standardizzati venivano prodotti in officine operanti su vasta scala e commerciati su gradi distanze. Pare addirittura che alcuni elementi della cultura intellettuale classica fossero diffusi già nel Periodo formativo. In conseguenza di queste scoperte, la cultura preclassica non ci appare più nella luce modesta di una semplice anticipazione.
- Qualunque data si scelga per l'inizio formale dell'epoca classica [maya], è sempre più chiaro che molti elementi del «culto delle stele» apparvero nel tardo Preclassico. A Cuello[2] trovammo una stele piana che è alta solo un'ottantina di centimetri, molto meno delle stele pienamente sviluppate del Periodo classico. La piccola stele fu trovata sulla Piattaforma 34, di fronte alla piramide del tardo Preclassico, ma scavi condotti sulla piattaforma dimostrarono che la stele era stata eretta quando ancora sulla piattaforma esisteva un pavimento anteriore. Noi crediamo che il monumento in pietra sia stato eretto fra il 50 e il 100 a.C., ossia ben 200 anni prima dell'inizio del Periodo classico.