Melanie Klein

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Targa presso l'Istituto Psicoanalitico di Berlino che ricorda gli anni di permanenza della Klein

Melanie Klein (1882 – 1960), psicoanalista austriaca-britannica.

Citazioni di Melanie Klein[modifica]

  • È stato dimostrato ripetutamente che l'andare in bicicletta simboleggia la masturbazione e il coito. Hanno in generale un significato simbolico: le palle, il pallone, la bicicletta eccetera. Svariate sono le fantasie libidiche connesse con i vari sport in conseguenza di equazioni simboliche.[1]

Invidia e gratitudine[modifica]

Incipit[modifica]

In questo libro mi propongo di esporre qualche nuova idea sulla vita emotiva precoce del bambino e di presentare alcune mie conclusioni relative all'età adulta ed alla salute psichica.

Citazioni[modifica]

  • In tutti i miei lavori ho sottolineato l'importanza fondamentale della prima relazione oggettuale del bambino – il rapporto con il seno materno e con la madre – e sono giunta alla conclusione che se questo oggetto primario, il quale viene introiettato, mette nell'Io radici abbastanza salde, viene posta una base solida per uno sviluppo soddisfacente. (p. 13)
  • L'esperienza mi ha insegnato che il primo oggetto di invidia è il seno che nutre, in quanto il bambino sente che il seno possiede tutto quello che egli desidera, ha una quantità illimitata li latte e di amore ma che lo tiene per suo godimento. Questa sensazione aumenta il risentimento e l'odio del bambino, e di conseguenza disturba la sua relazione con la madre. (p. 21)
  • Il sentimento di gratitudine è una delle espressioni più evidenti della capacità di amare. La gratitudine è un fattore essenziale per stabilire il rapporto con l'oggetto buono e per poter apprezzare la bontà degli altri e la propria. (p. 29)
  • Freud non pensava che l'Io potesse esser già presente alla nascita ed aveva attribuito all'organismo delle funzioni che, secondo me, possono esser esplicate solo dall'Io. (p. 35)
  • Una delle conseguenze dell'invidia eccessiva sembra essere il precoce instaurarsi del senso di colpa. Quando l'Io non è ancora in grado di sopportare la colpa, essa viene sentita come una persecuzione e l'oggetto che la provoca diventa un persecutore. (p. 43)
  • Ci vollero tuttavia degli anni perché il paziente potesse rivivere pienamente l'invidia verso il seno e verso la sua capacità creativa e il desiderio di danneggiarlo, che erano stati completamente scissi. All'inizio della sua analisi egli fece un sogno che descrisse come «ridicolo»: stava fumando la pipa, che era riempita con fogli strappati da uno dei miei libri. Egli era molto sorpreso perché «uno non fuma carta stampata». Io interpretai che questo era un aspetto del sogno di secondaria importanza; il significato principale era dato dal fatto che egli aveva stracciato il mio lavoro e lo stava distruggendo. (p. 79)
  • L'esaltare ad un alto grado l'oggetto e i suoi doni costituisce un tentativo rivolto a diminuire l'invidia. (p. 84)
  • Una modalità di difesa frequente è quella di stimolare l'invidia negli altri con il proprio successo, con la ricchezza e la fortuna, rovesciando così la situazione di chi sperimenta l'invidia. (p. 88)
  • La presa di coscienza raggiunta nel processo di integrazione permette al paziente, nel corso dell'analisi, di riconoscere l'esistenza di parti potenzialmente pericolose del Sé. Ma quando l'amore può coesistere con l'odio che è stato scisso e con l'invidia, questi sentimenti diventano sopportabili e diminuiscono, in quanto mitigati dall'amore. Diminuiscono pure i vari contenuti ansiosi menzionati più sopra, come il pericolo di essere sopraffatti da una parte del Sé scissa e distruttiva. (p. 115)

Bibliografia[modifica]

  • Melanie Klein, Invidia e gratitudine, traduzione di Laura Zeller Tolentino, G. Martinelli editore, Firenze, 1985 (terza ristampa).

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Note[modifica]

  1. Citato in Focus n. 88, p. 106.