Michael Cunningham

Michael Cunningham (1952 – vivente), scrittore statunitense.
Citazioni di Michael Cunningham
[modifica]- Matera è come un enorme alveare, apparentemente solido dall’esterno, ma in realtà costituito per lo più da gallerie, cunicoli e grotte, talvolta poste una sull’altra a formare un’unica abitazione [...] ancora vivissima, brulla e scarna, di una bellezza anomala, resiste da millenni e potrebbe resistere per millenni a venire.[1]
- Portami con te. Voglio un amore destinato a fallire. Voglio strade di notte, vento e pioggia e nessuno che mi chieda dove sono. (da Le ore)
Intervista di Sara Scarafia, Repubblica.it, 17 marzo 2026.
- Roth ha scritto libri molto buoni, e probabilmente più di un libro eccezionale [...].
- I libri di Roth, tra gli altri, ci aiutano a credere che, per quanto le cose vadano male, il mondo e i suoi abitanti hanno una lunga storia di sopravvivenza.
- [Sulla seconda presidenza di Donald Trump] Tutti gli americani che conosco sono furiosi e terrorizzati per quello che sta succedendo. L’America, per ora, è una dittatura. Tuttavia, non è affatto quello che vuole la maggior parte degli americani. Migliaia di persone scendono in strada ogni giorno, anche con temperature gelide. Gli Stati Uniti hanno sempre avuto problemi, non hanno sempre agito in modo onorevole né in patria né all’estero, ma questa non è l’America che desiderano tutti, tranne piccoli gruppi di estremisti e un leader mentalmente squilibrato.
- Roth è ancora oggetto di conversazione, mentre non riesco a ricordare l’ultima volta che qualcuno che conosco ha menzionato Saul Bellow.
- Alcuni libri dovrebbero ispirarci a mettere in discussione la nostra vita e i sistemi politici nei quali viviamo. I romanzi sono anche il mezzo più conosciuto per uscire da se stessi e mettersi nella pelle degli altri. Questo, suppongo, è il modo migliore con il quale ci mettono a disagio: ci rendono consapevoli della piena umanità di tutti i tipi di persone alle quali normalmente non penseremmo, dalla cameriera d’albergo al capo di un’azienda.
- Pastorale americana mi ha sconvolto profondamente quando l’ho letto. Mi dispiace molto che i lettori italiani oggi non possano trovarlo. Non voglio giudicare le case editrici: stanno facendo il loro lavoro in un mercato spietato.
- Non tutti i titoli possono rimanere in stampa per sempre, ma non c’è dubbio che gli scrittori significativi debbano essere mantenuti in vita, e Roth è uno degli scrittori americani più significativi del secolo scorso. Dobbiamo ricordare che i romanzi ci dicono chi siamo. Raccontano le esperienze quotidiane di persone che non compaiono nelle biografie o nei libri di storia. Se perdiamo traccia di uno scrittore come Roth, cancelliamo una parte della nostra storia collettiva.
Al limite della notte
[modifica]L'Errore sta venendo per fermarsi un po'.
"Sei arrabbiato per Erry?" chiede Rebecca.
"Certo che no," risponde Peter.
Uno dei vecchi, imperscrutabili cavalli che tirano le carrozze dei turisti è stato investito da un'auto sulla Broadway, il traffico è quindi bloccato fino a Port Authority, Peter e Rebecca sono quindi in ritardo.
"Forse è ora di cominciare a chiamarlo Ethan," dice Rebecca. "Scommetto che ormai siamo gli unici a chiamarlo Erry."
Erry sta per Errore.
Le ore
[modifica]Si affretta, via di casa, ha indosso un cappotto troppo pesante per il clima. È il 1941. È scoppiata una nuova guerra. Ha lasciato un biglietto per Leonard, e un altro per Vanessa. Cammina con determinazione verso il fiume, sicura di quello che farà, ma anche in questo momento è quasi distratta dalla vista delle colline, della chiesa e di un gregge sparso di pecore, incandescente, tinto di una debole traccia di zolfo, che pascola sotto un cielo che si fa più scuro. Si ferma, osserva le pecore e il cielo, poi riprende a camminare. Le voci mormorano alle sue spalle; bombardieri ronzano nel cielo, ma lei cerca gli aeroplani e non riesce a vederli. Supera uno dei lavoranti della fattoria (si chiama John?), un uomo robusto, con la testa piccola, che porta una maglietta del colore delle patate; sta pulendo il fosso che corre lungo il vincheto. Lui la guarda, fa un cenno con il capo, guarda di nuovo in basso, nell'acqua marrone. Mentre lo supera diretta al fiume, pensa a quanto lui sia appagato, a quanto sia fortunato, a pulire il fosso in un vincheto. Lei invece ha fallito. Non è una scrittrice, non veramente: è solo una stravagante dotata. Squarci di cielo brillano nelle pozzanghere lasciate dalla pioggia della notte precedente. Le sue scarpe affondano leggermente nella terra soffice. Ha fallito, e ora le voci sono ritornate, mormorano indistinte proprio dietro il suo campo visivo, dietro di lei, qui, no, ti volti e sono andate via, da qualche altra parte.
Note
[modifica]- ↑ Citato in Michael Cunningham a Matera: «Città eterna, impariamo da lei», corriere.it, 3 luglio 2016.
Bibliografia
[modifica]- Michael Cunningham, Al limite della notte, traduzione di Andrea Silvestri, Bompiani, 2010. ISBN 9788845265358
- Michael Cunninghman, Le ore, traduzione di Ivan Cotroneo, Bompiani, Milano, 2004. ISBN 8845249778
Voci correlate
[modifica]- The Hours – film 2002
Altri progetti
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Opere
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Le ore (1998)