Michael Thonet

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Michael Tonet

Michael Thonet (1796 – 1871), ebanista austro-ungarico.

Citazioni su Michael Thonet[modifica]

  • Se l'apporto di Thonet fosse stato puramente tecnico, egli si sarebbe limitato ad applicare i suoi procedimenti a modelli storicistici (come fece all'inizio) e non avrebbe per ragioni estetiche, economiche, di produttività industriale, raggiunto quei risultati anche formali che caratterizzano il suo stile. Né regge il paragone con i costruttori ottocenteschi in campo architettonico, anche se per qualche aspetto legittimo, perché tutte le loro ferrigne conformazioni sono datate al secolo passato e oggi superate da tecniche diverse e segnatamente, in fatto di forma, dalla plastica continuità dei manufatti in cemento armato. Viceversa, lo stile di Thonet vive forme ed esigenze produttive del suo tempo, anticipa nuovi orientamenti del gusto, l'Art Nouveau in particolare, e soprattutto risulta ancora attuale. Siamo evidentemente in presenza di un «classico», com'è stato notato da tanti autori; e se l'Ottocento non considerava questi mobili nel novero dell'arte decorativa vuol dire che di essa nutriva un'idea assai ristretta o, meglio ancora, che l'idea stessa di arte decorativa era morta per far posto all'industrial design del secolo XX. (Renato De Fusco)
  • Thonet ha il vantaggio di essere il fabbricante di mobili che ha conseguito il successo maggiore. Ma le sue sedie a cui oggi tributiamo i maggiori elogi, nel secolo XIX non sarebbero state considerate alla stregua di esemplari di arte decorativa. Con ciò non si vuol misconoscere il loro influsso sui teorici del movimento moderno. Nella storia della mobilia occupano un posto importante, analogo a quello occupato in architettura dalle tettoie in ferro e vetro dei magazzini e delle stazioni ferroviarie. (Hugh Honour)

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