Michele De Lucchi

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Michele De Lucchi con la lampada da soffitto Led Net di sua progettazione, 2017.
Prima Sedia, design di Michele de Lucchi per Memphis, 1983.

Michele De Lucchi (1951 – vivente), designer, architetto e accademico italiano.

Citazioni di Michele De Lucchi[modifica]

  • [Su Enzo Mari] Di lui mi rimarrà impresso il rigore, etico e formale. Capace di sacrificare tutto, persino l'umanità. Ma anche la poesia che, assieme alla moglie, lo mitigava.[1]
  • Ho riflettuto che servivano menti capaci di immaginare usando le competenze da altre discipline: la psicologia, l'ingegneria, le neuroscienze, la sociologia. Da integrare poi all'architettura. È un tema, questo, che sarà fondamentale nella progettazione dei luoghi pubblici. Gli uffici dovranno essere pensati per ispirare la creatività, solo così potranno attrarre i giovani talenti migliori. I musei non si progetteranno più guardando alle pareti per i quadri o alle basi per le sculture ma creando ambienti che motivino le persone a trascorrervi del tempo.[1]
  • Il nostro mestiere di architetti sarà favorire relazioni il più trasversali possibile, capaci di aiutarci a tessere il significato futuro della vita.[1]
  • Oggi il cambiamento è veloce e travolgente. Ormai dobbiamo proiettare in avanti la nostra immaginazione pensando a progetti che possano essere attuali anche tra 20 o 30 anni. Perché non nascano già obsoleti.[1]
  • Qui, la memoria di Ettore è solo qualche arredo di Memphis. Allora ero il suo emulo in tutto. Oggi di lui mi è rimasta la felicità del progettare.[1]

Note[modifica]

  1. a b c d e Citato in Silvia Nani, «Apro lo studio ad altre menti», Corriere della Sera, Milano, 24 ottobre 2020.

Voci correlate[modifica]

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