Mo Yan

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Medaglia del Premio Nobel
Per la letteratura (2012)
Mo Yan

Mo Yan, che significa "non parlare" (cinese tradizionale: 莫言, pinyin: Mò Yán), pseudonimo di Guan Moye (cinese tradizionale: 管谟业) (1956 – vivente), scrittore e saggista cinese.

Citazioni di Mo Yan[modifica]

  • Si sentiva stremata, l'appiglio sfuggente al presente, l'appiglio al mondo e alla vita, le sarebbe presto scivolato dalle mani. Era questa la morte? Stava forse per morire? Non avrebbe più rivisto il cielo, la terra, il sorgo, suo figlio, e il suo amante che combatteva alla testa dei soldati? Gli spari risuonavano in lontananza oltre la fitta cortina di nebbia. Douguan! Douguan! Figlio mio, aiutami, tienimi stretta, tua madre non vuole morire. Oh, cielo! Cielo... mi hai donato un amante, un figlio, la ricchezza, e questi trenta anni di vita densa come il sorgo rosso. Cielo, me le hai donate queste cose, non puoi riprendertele, perdonami, ma lasciami andare! Cielo, pensi che io sia in colpa? Credi che se avessi diviso il cuscino con un lebbroso, e generato un mostro rognoso e purulento insozzando questo bel mondo sarei stata nel giusto? Cielo, cos'è la castità? Cos'è la giusta via? Cos'è la bontà? Cos'è il male? Non me l'hai mai detto, ho sempre dovuto sbrigarmela da sola. Amo la felicità, amo la forza, amo la bellezza, il mio corpo mi appartiene, sono padrona di me stessa, non ho paura di sbagliare, non ho paura della punizione, non ho paura di entrare nei diciotto gironi del tuo inferno. Ho fatto tutto ciò che dovevo fare e ciò che andava fatto, e non temo nulla. Ma non voglio morire, voglio vivere, voglio vedere ancora un po' di mondo. Cielo... (da Sorgo rosso, pp. 94-95)
Racconto la mia Cina sbagliata, Corriere della sera, 29 maggio 2009
  • Mi è piaciuto: di Calvino mi attrae la vena surreale, il gusto della favola.
  • Anche se non è necessario vivere in Cina, un vero romanzo cinese dev'essere in cinese.
  • Seguo due criteri. La sfida di creare un linguaggio o un punto di vista innovativo. E poi di fare un libro profondamente diverso dai precedenti.
  • La letteratura è fatta per pochi. I premi letterari servono giusto per dare attenzione agli autori, eppure nessuno di noi crea pensando ai riconoscimenti. E il Nobel, beh, mi piacerebbe vincerlo, però non cambierei il mio modo di vivere.
  • Scrivo poesie. Di nascosto, però. Dai lettori. Da tutti. Scrivere versi è come cantare sotto la doccia. Un fatto intimo. Non so se pubblicherò mai le mie poesie.
  • [Yu Hua] È bravissimo nel descrivere i bambini. Con un umorismo tutto suo.
  • [...] solo di Sorgo rosso, girato da Zhang Yimou, sono contento.
  • [Su Tong] Conosce perfettamente la psicologia femminile. Non so come faccia, tanto più che tratta di donne del passato. Un mistero.
  • [In Cina] La censura si può aggirare. Mi allarma piuttosto la crescita della popolazione, visto che nelle campagne e nelle città il limite del figlio unico è di fatto caduto. E poi la corruzione: non riguarda solo i funzionari, ormai i semplici cittadini cercano il guadagno con ogni mezzo.
  • Ragionando secondo lo Stato [cinese], la pianificazione delle nascite è corretta. Dal punto di vista delle donne è sbagliata. I contadini sono tradizionalisti: la pianificazione delle nascite non si poteva applicare in modo moderato, servivano le maniere forti. La mia protagonista, come dottoressa, non sa trovare una sua posizione. E come scrittore, neanche io.

Incipit di Le sei reincarnazioni di Ximen Nao[modifica]

Condannato a crudeli torture, denuncio alla corte di Re Yama il torto subìto.
Vittima dell'inganno, mi reincarno in un asino dalle zampe bianche come la neve.

Inizierò a narrare la mia storia dal primo gennaio dell'anno 1950. Fino a quel momento, nel regno delle tenebre avevo patito per più di due anni sofferenze di un'atrocità tale che, nel mondo dei vivi, sarebbe difficile persino immaginare. Ogni udienza era un'occasione per lamentarmi dell'ingiustizia subita.

Bibliografia[modifica]

  • Mo Yan, Le sei reincarnazioni di Ximen Nao, traduzione di Patrizia Liberati, Einaudi, 2009. ISBN 9788806185787
  • Mo Yan, Sorgo rosso, traduzione di Rosa Lombardi, Einaudi, 2013. ISBN 9788806178529

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