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Bartolommeo Gamba

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Bartolommeo Gamba (1766 – 1841), scrittore e bibliografo italiano.

Incipit di Alcuni ritratti di donne illustri delle province veneziane[modifica]

Isotta Nogarola. Veronese[modifica]

Se vera celebrità si può dir quella che, conceduta una fiata da encomiatori contemporanei, non vien più meno nel lungo volger dei secoli, chi più ne ottenne di questa fanciulla dottissima, nata in Verona sul principio del secolo XV? Le scienze e le lettere aveano avuto costante asilo in casa sua, e uomo grandemente addottrinato era il suo genitore Leonardo, e cultissima una sua sorella per nome Ginevra; ma Isotta era l'astro della famiglia più risplendente.

Cassandra Fedele[modifica]

Va annoverata tra le italiche donne più dotte e più famigerate. Da originaria famiglia milanese nacque l'anno 1465, e fin da giovanetta sentì molto avanti nelle greche e latine lettere, avendo in ispezieltà le muse latine tanto propizie, che di frequente improvisava versi bellissimi, accompagnandoli essa medesima sulla cetra.

Irene da Spilimbergo. Friulana[modifica]

Questa donzella, rampollo d'una feudataria famiglia ch'era in grandissima fama non solo per antica nobiltà e per larghezza di patrimonio, ma ben anche per protezione accordata alle belle arti, nacque da Adriano da Spilimbergo e da Giulia da Ponte, veneta patrizia, l'anno 1540. Veggiamo bene spesso che la scuola della sventura opera fortunati successi molto meglio che il sorriso della fortuna; e ciò appunto è quello che avvenne ad Irene.

Gaspara Stampa. Padovana[modifica]

Il suo ritratto, dipinto già dal famoso Guercino, ci mostra una delle più avvenenti e leggiadre donzelle che nate sieno sott'al cielo di Padova. Da genitori agiati e nobili venne a luce l'anno 1523, e passò con essi a fermar sua dimora in Venezia. Qui sino da giovanetta comparve maestra nel suono del liuto e della vivuola, e crebbe poi nell'amor degli studi, e soprattutto di quelli della lingua natia e della greca e della latina.

Veronica Franco. Veneziana[modifica]

Tra le Veneziane del secolo XVI questa leggiadra donna puossi giudicare l'Aspasia. Nata nel 1553, crebbe in non ordinaria avvenenza, in ispirito, in cultura, in leggiadria; fregi tutti de' quali appresso abusò accalappiando gl'incauti, e cantando troppo lubricamente di amori. Era la sua casa aperta alla gioventù più dedita a' dissipamenti, sì però, che chi volea trovarsi più ricco di sue benigne parole dovesse andare più provveduto non dei doni della fortuna, ma di quelli dello spirito e dello ingegno.

Modesta dal Pozzo. Veneziana[modifica]

Ebbe questa valentissima donna la bizzarria di tramutare in Moderata Fonte il suo vero nome di Modesta dal Pozzo, che vi ha analogia. Nata nel 1555, perdette un anno dopo, per la peste che flagellava Venezia, i civili suoi genitori, e l'ava sua materna prese cura di farla educare in un convento, dove cominciò a dar prove di memoria prodigiosa.

Marietta Tintoretto. Veneziana[modifica]

Cara delizia di Iacopo Tintoretto suo padre, illustre capo-scuola nella pittura, da lui medesimo apprese l'arte del disegnare e del colorire. A quella del suono addestrolla Giulio Zacchino, maestro eccellente napolitano che dimorava in Venezia. Il talento che le diè appresso fama è stato, quello di effigiare ritratti, che nell'accordo, nel colorito, nella somiglianza si trovavano pregiabilissimi in un tempo che Venezia era assuefatta ad averli di mano di Tiziano, di Leandro Bassano, di Paolo.

Isabella Andreini. Padovana[modifica]

Soltanto dopo la metà del secolo XVI cominciarono le donne a salire pubblicamente sulle scene italiane, e Vicenza Armanni veneziana fu un bello spirito che esercitò prima d'ogni altra il mestiere di comica, e 'l continuò sin alla morte sua, seguita in Cremona nell'anno 1570. Non tardò molto a succederle Isabella, nata in Padova l'anno 1562.

Elena Cornaro Piscopia. Veneziana[modifica]

Nobilissima schiatta, molta avvenenza, vastità di sapere, non fucata modestia, irreprensibil costume, pietà singolare resero questa giovane la maraviglia delle donne del suo tempo. Nella più tenera età eranle familiari, oltre ad alcuni idiomi viventi, l'ebraico, il greco, il latino; ed il gran numismatico Carlo Patin, nel dedicarle una sua opera, esclamò: Tu Romamdtlienas, Hierosolymamque vchis!

Rosalba Carriera. Veneziana[modifica]

Le fu padre l'anno 1675 un legista di Chioggia, di povero avere, ma devoto alle arti del disegno. Giovanotta copiava i capricci che abbozzava il genitore per passatempo, ma ebbe poi fondate istruzioni dai pittori cavalier Damiantini, Antonio Lazzari e Antonio Balestra. La miniatura all'avorio le procacciò lavori per soggetti illustri; e tali furono i ritratti de' re di Danimarca, di Polonia, e dell'elettore di Baviera.

Luisa Bergalli Gozzi. Veneziana[modifica]

Non ebbe per certo chiari natali, poiché suo padre, originario piemontese, tenea negozio di calzolajo in Venezia quand'ella venne a luce nell'anno 1703: poté tuttavia a chiara fama salire per ottima educazione apprestatale in tenera età dal padre Alberghetti somasco. La indirizzò alquanto alla pittura Rosalba Carriera, se non che più vogliosa di allegrare la vita tra boschetti parrasj entrò volentieri in questi, assistita da Apostolo, e Pier Caterino fratelli Zeno, non meno che dal dotto piovano di s. Iacopo di Rialto Antonio Sforza.

Elisabetta Caminer Turra[modifica]

Suoi genitori furono Domenico Caminer, estensore di un Giornale, ed Anna Maldini, donna di antichi costumi. Fu educata ad una scuola di lavoratici di biancherie e di cuffie sino ai 14 anni, ed ivi tratta da ignota forza lasciava a quando a quando i donneschi lavori o per leggere o per iscarabocchiare.

Bibliografia[modifica]

  • Bartolomeo Gamba, Alcuni ritratti di donne illustri delle province veneziane, in "Alcune operette di Bartolommeo Gamba bassanese, dall'autore medesimo raccolte rivedute e ammendate", Milano, Per Giovanni Silvestri, 1827.

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