Naturalismo (letteratura)

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Citazioni sul naturalismo, movimento letterario.

  • È doloroso, intanto, ma non mi meraviglia la resistenza de' molti al metodo naturalista, che farnetica produttore di corruzione, quand'esso, al contrario, dall'ambiente corrotto si produce, serenamente, anatomizzandolo; si che l'arte, inspirandosi allo studio delle piaghe sociali, interessandosi delle condizioni delle plebi, divien sociale, in corrispondenza al momento storico che l'umanità attualmente attraversa. (Giuseppe Pipitone Federico)
  • Il naturalismo ed il verismo – due brutte parole che stanno a indicare due bruttissime scuole od orientamenti letterari. (Guido Manacorda)
  • Il romanzo naturalista è all'agonia. [...]. Quelli stessi scrittori che già furono la speranza della scuola naturalista, i collaboratori delle Soirées de Médan, sembrano omai stanchi e disgustati d'una forma che un tempo difendevano con tanto accanimento. (Gabriele D'Annunzio)
  • Il simbolismo fu l'opera di reazione del giovine spiritualismo francese contro il naturalismo di Zola. Come i romantici si erano in massa ribellati ai Greci ed ai Romani, così i nuovi spiritualisti si ribellarono ai conquistatori dei mercati, delle miniere, delle bettole, che nei libri di Zola occupavano e ingombravano tutti i campi della vita. Quella fitta massa di umanità che si muoveva gravemente con tutto il peso della sua carne e delle sue ossa; tutta quella fitta rete di sistemi nervosi che obbediva severamente e scientificamente alle leggi inflessibili del determinismo; tutta quella brutale verità e realtà che pretendeva di assurgere alle più alte vette letterarie con le volgari esplosioni del gergo e le violente espressioni della natura, offendeva gli squisiti gusti e i raffinati sensi della nuova generazione avida di sogni, che il preraffaelismo da una parte ed il wagnerismo dall'altra avevano cominciato a educare alle meravigliose avventure dell'allegoria storica e della filosofia trascendentale. (Vincenzo Morello)
  • Qualunque ostacolo, qualunque obbiezione all'incedere trionfale del naturalismo appare semplicemente puerile. Il naturalismo trionfa perché non è una scuola – come pareva a qualcuno anni a dietro, e pare tuttavia in Francia a' Barbey d'Aurevilly, a' Brunetiere, a' Sarcey; ed in Italia al Panzacchi, al Checchi, allo Scarfoglio, alla Serao – ma una formola scientifica. Esso è il metodo analitico e sperimentale applicato a tutte le manifestazioni della vita: ciò vuol dire che tutti gli scrittori odierni, adoperando il metodo d'osservazione, saranno fatalmente naturalisti – come osserva acutamente lo Zola[1] – ancorché amoreggino a volte colla retorica. (Giuseppe Pipitone Federico)

Note[modifica]

  1. Émile Zola (1840–1902), scrittore francese, tra i massimi esponenti del naturalismo.

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