Negazionismo delle foibe
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Citazioni sul negazionismo delle foibe.
- Non si tratta di negare – cosa peraltro che nessuno storico ha mai fatto – che vi siano state persone uccise nella tragica vicenda del confine orientale italiano. Si tratta al contrario di inserire questi fatti nella più grande vicenda della Seconda Guerra Mondiale e della storia del fascismo. Non farlo significherebbe soltanto trasformare quelle vicende in uno scontro fra popoli, da utilizzare strumentalmente a fini politici, oltre a costituire un grimaldello per permettere ai neofascisti di riciclarsi. L'unico "negazionismo" è quindi quello di quanti omettono di citare o minimizzano il fatto che fosse stata proprio l'Italia ad aggredire un paese, l'allora regno di Jugoslavia, senza neppure dichiarare guerra, ad annettere interi territori provocando la morte, veramente in questo caso, di decine e decine di migliaia di persone. Non riconoscere l'importanza di questa realtà rispetto a quello che è successo su questo confine è semplicemente pretestuoso. (Alessandra Kersevan)
- Questa del negazionismo è una calunnia. [...] Ho criticato l'uso strumentale delle foibe, che fa una destra che non ha fatto i suoi conti col fascismo e che a tratti è proprio ancora fascista; ho parlato del fatto che il Giorno del ricordo è stato costruito solo per ricordare solo alcuni morti e non altri, con una decontestualizzazione, destrutturazione della memoria. Interessavano quei morti perché sono morti per mano dei comunisti, e quello che ha provato a fare la destra ancora fascista nel nostro paese è quello che gli storici chiamano «rovescismo», cioè rovesciare la storia, e tentare un'equiparazione fra fascismo e comunismo che ridìa diritto di cittadinanza al fascismo. [...] La nostra Repubblica nasce antifascista. Io non sono mai stato comunista – io sono un cattolico democratico, mi sono formato su Dossetti, La Pira, don Milani – ma è un dato di fatto che i comunisti in Italia hanno scritto la Costituzione, che Terracini è stato presidente dell'Assemblea Costituente, mentre i fascisti sono stati per sempre messi al bando dalla democrazia italiana. In questi ultimi anni si è provato a riscrivere la storia e il Giorno del ricordo è un pezzo di questo tentativo. (Tomaso Montanari)
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