Tomaso Montanari

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Tomaso Montanari

Tomaso Montanari (1971 – vivente), storico dell'arte, accademico e saggista italiano.

Citazioni di Tomaso Montanari[modifica]

  • Come rettore, mai avrei pensato di dover prendere una posizione sulla morte di Silvio Berlusconi. Se sono stato, al contrario, costretto a farlo, è a causa della inaudita decisione del governo Meloni di indire tre giorni di lutto nazionale, nei quali le bandiere sugli edifici pubblici dovrebbero essere poste a mezz'asta. [...] l'indicazione di un lutto nazionale per la morte di un ex presidente del consiglio che non sia stato in seguito presidente della Repubblica, non ha alcun precedente. Dunque una scelta politica, non istituzionale. [...] Berlusconi è stato condannato con sentenza passata in giudicato per frode fiscale [...] i conclamati rapporti con cosa nostra [e, infine] cosa dovrebbero pensare le colleghe, e ancor più le studentesse, della mia università, varcando nella soglia sotto bandiere a mezz'asta in onore di chi ha violato sistematicamente la dignità e la parità del corpo e della persona delle donne?[1]
  • [Su Silvio Berlusconi] Nessuna gioia, anzi la tristezza che si prova di fronte ad ogni morte. Ma il giudizio, quello sì: perché certo che ha segnato la storia. Ma lasciando il mondo e l'Italia assai peggiori di come li aveva trovati. Dalla P2 ai rapporti con la Mafia via Dell'Utri, dal disprezzo della giustizia alla mercificazione di tutto (a partire dal corpo delle donne, nelle sue tv), dal fiero sdoganamento dei fascisti alla menzogna come metodo sistematico, dall'interesse personale come unico metro alla speculazione edilizia come distruzione della natura. In questo, e in moltissimo altro, B è stato il contrario esatto di uno statista, anzi il rovesciamento grottesco del progetto della Costituzione. Nessun odio, ma nessuna santificazione ipocrita. Ricordare chi è stato, è oggi un dovere civile.[2]
  • [...] ormai da anni è in corso un'agguerrita guerra culturale da parte di una destra più o meno apertamente fascista: una battaglia il cui obiettivo è niente meno che un revisionismo di Stato. E cioè la cancellazione della storia che racconta cosa fu davvero il fascismo, e cosa è stato il neofascismo criminale della seconda metà del Novecento.
    Non si può nascondere che alcune battaglie revisioniste siano state vinte, grazie alla debolezza politica e culturale dei vertici della Repubblica. La legge del 2004 che istituisce la Giornata del Ricordo (delle Foibe) a ridosso e in evidente opposizione a quella della Memoria (della Shoah) rappresenta il più clamoroso successo di questa falsificazione storica.[3]
  • [In merito alle accuse di negazionismo delle foibe rivoltegli] Questa del negazionismo è una calunnia. [...] Ho criticato l'uso strumentale delle foibe, che fa una destra che non ha fatto i suoi conti col fascismo e che a tratti è proprio ancora fascista; ho parlato del fatto che il Giorno del ricordo è stato costruito solo per ricordare solo alcuni morti e non altri, con una decontestualizzazione, destrutturazione della memoria. Interessavano quei morti perché sono morti per mano dei comunisti, e quello che ha provato a fare la destra ancora fascista nel nostro paese è quello che gli storici chiamano «rovescismo», cioè rovesciare la storia, e tentare un'equiparazione fra fascismo e comunismo che ridìa diritto di cittadinanza al fascismo. [...] La nostra Repubblica nasce antifascista. Io non sono mai stato comunista – io sono un cattolico democratico, mi sono formato su Dossetti, La Pira, don Milani – ma è un dato di fatto che i comunisti in Italia hanno scritto la Costituzione, che Terracini è stato presidente dell'Assemblea Costituente, mentre i fascisti sono stati per sempre messi al bando dalla democrazia italiana. In questi ultimi anni si è provato a riscrivere la storia e il Giorno del ricordo è un pezzo di questo tentativo.[4]

Arte è liberazione[modifica]

  • Ebbene, nessun popolo europeo è meticcio quanto gli italiani, frutto di infinite fusioni che lasciano traccia in ogni manifestazione culturale. E ogni tentativo di costruire, retrospettivamente, una purezza anche in ambiti più ristretti è destinato a scadere nel ridicolo. (p. 53)
  • Fermandoci, ci siamo resi conto della velocità con cui correvamo verso l'abisso. Lo chiamiamo progresso: ma siamo sicuri che ciò che muove i nostri passi verso la morte (del pianeta, della giustizia, delle relazioni umane) si possa chiamare davvero così? (p. 70)
  • [...] poche cose come la meditazione, la riflessione, il pensiero profondo possono innescare rivoluzioni. (p. 89)

Note[modifica]

  1. Da articolo su il Fatto Quotidiano; citato in No al lutto nazionale per Berlusconi, continua la polemica su Tomaso Montanari, lanazione.it, 14 giugno 2023.
  2. Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 12 giugno 2023.
  3. Da Neofascismo e revisionismo di Stato: è tempo di reagire, volerelaluna.it, 24 agosto 2021.
  4. Dal programma televisivo Otto e mezzo, LA7, 17 settembre 2021; video disponibile su youtube.com (da 00:40).

Bibliografia[modifica]

  • Tomaso Montanari e Andrea Bigalli, Arte è liberazione, Gruppo Abele, Torino, 2020. ISBN 9788865792353

Altri progetti[modifica]