Nicola Crocetti

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Nicola Crocetti (1940 – vivente), grecista ed editore italiano di origine greca.

Citazione di Nicola Crocetti[modifica]

  • Pascoli era uno dei tre grandi poeti che si contendevano la scena italiana d'inizio secolo, gli altri erano Carducci e d'Annunzio, e naturalmente c'era grande rivalità; ma quando morì Pascoli nel 1912, d'Annunzio, che pure era il suo grande avversario, inviò alla sorella un telegramma, che diceva: «Giovanni Pascoli è il più grande e originale poeta apparso in Italia dopo il Petrarca. Questo sarà riconosciuto quando l'Italia rinnoverà anche le vecchie tavole dei valori poetici». E infatti è autore più volte riscoperto.[1]
  • [Qual è la definizione che preferisce di poesia?] Ce ne sono migliaia, ma quelle che preferisco sono quella di un poeta italiano del quindicesimo secolo, Cesare Rinaldi, che la definiva «dispensiera di lampi di luce al cieco mondo» e una di un poeta contemporaneo greco, Ghiannis Ritsos, «la poesia è l'inconsolabile consolatrice del mondo».[2]
  • [Qual è stato l'istante, l'incanto, l'avvenimento che 30 anni fa ti ha convinto di fare ciò che hai fatto: la più autorevole (e diffusa) rivista di poesia d'Europa?] L'idea era nella mia mente da molti anni, ma non avevo i soldi. Nel 1987 amico poeta che ci credeva mi offrì una piccola somma, e l'anno dopo partii con 20.000 copie. Tre anni dopo avevo raggiunto la tiratura di 50.000 copie.[3]
  • [Chi sono gli autori che sei più felice di aver scoperto e pubblicato su Poesia? Chi è il poeta – al di là dell'immenso Ritsos, a cui ti lega un rapporto di affetti e di lettere assoluto – che ti ha insegnato, stupito, conquistato di più?] Hai detto bene, l'immenso Ritsos. Uno dei maggiori poeti del Novecento, che ha avuto la "sfortuna" di scrivere in greco, una lingua parlata da una decina di milioni di persone nel mondo. Dico "sfortuna" per modo di dire, perché il greco è una lingua magica, meravigliosa. È parlata ininterrottamente da 2500 anni, è l'erede diretta e diletta di Omero, di Saffo, dei maggiori poeti e filosofi della civiltà occidentale, e fa parte del Dna di tutti i popoli civili del mondo. Essendo il greco la mia lingua madre, i poeti greci contemporanei sono quelli con cui ho avuto un rapporto di affetti e di lettere assoluto. Ma non voglio far torto agli altri 3.300 poeti che ho pubblicato su Poesia. Tra quelli che più mi hanno insegnato, stupito, conquistato, ci sono Derek Walcott, Seamus Heaney, Yves Bonnefoy e molti altri. Tra gli italiani Alda Merini, persona eccentrica, ma poeta fino al midollo, e Pierluigi Cappello, uno dei pochi giovani che ha avuto il successo che meritava.[3]

Note[modifica]

  1. Citato da Ida Bozzi, Nicola Crocetti: «La mia mappa nel cosmo dei poeti», Il Corriere della Sera, 26 giugno 2019.
  2. Dall'intervista di Silvia Passini, Nicola Crocetti. Tutti abbiamo bisogno di poesia, "dispensiera di lampi di luce al cieco mondo", Expo2015.org, 22 luglio 2015.
  3. a b Citato in Ho pubblicato 3.300 poti, senza mai ricevere un centesimo da questo Paese impoetico, Pangea.news, 15 gennaio 2018.

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