Alda Merini

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Alda Merini

Alda Merini (1931 – 2009), poetessa e scrittrice italiana.

Citazioni di Alda Merini[modifica]

  • Bacio che sopporti il peso | della mia anima breve | in te il mondo del mio discorso | diventa suono e paura. (da Clinica dell'abbandono, Einaudi)
  • Che cosa mi manca? Mi mancherebbe tanto di morire, perché io l'inferno della vita me lo sono goduto tutto. (citato in Paolo Di Stefano, Alda Merini, la poetessa dei Navigli che cantò i poveri, l'amore e l'inferno, Corriere della sera, 2 novembre 2009, p. 21)
  • Credo che contro la pazzia niente e nulla possano valere. (da L'altra verità)
  • Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini. (da L'altra verità. Diario di una diversa, Rizzoli)
  • Domandano tutti come si fa a scrivere un libro: si va vicino a Dio e gli si dice: feconda la mia mente, mettiti nel mio cuore e portami via dagli altri, rapiscimi. (da Corpo d'amore, Mondadori)
  • Ho il colon ustionato di versi. (citato in Paolo Di Stefano, Alda Merini, la poetessa dei Navigli che cantò i poveri, l'amore e l'inferno)
  • Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita. (da La pazza della porta accanto, Bompiani, 1955, p. 59)
  • La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori. (da Corpo d'amore, Mondadori)
  • La gente quando non capisce inventa e questo è molto pericoloso.[1]
  • La salute non ha mai prodotto niente. L'infelicità è un dono. Io mangio solo per nutrire il dolore. La preparazione alla morte dura una vita intera. (citato in Una vita vissuta tra follia e poesia, Corriere della sera, 17 ottobre 1995, p. 47)
  • La verità è sempre quella, la cattiveria degli uomini che ti abbassa e ti costruisce un santuario di odio dietro la porta socchiusa. Ma l'amore della povera gente brilla più di una qualsiasi filosofia. Un povero ti dà tutto e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria. (da Terra d'amore, Canzoniere)
  • Le mosche non riposano mai perché la merda è davvero tanta. (da Alla tua salute, amore mio, Acquaviva, 2004)
  • Prima di entrare in quel popolo che di solito è chiamato "dei matti" bisogna ricordarsi che tra loro ci sono stati Campana, la Merini, il Tasso, Hölderlin e tanti altri. (da Lettere a un racconto, Rizzoli)
  • Ringrazio sempre chi mi dà ragione. (titolo dell'omonima opera, Stampa alternativa, Viterbo, 1997)
  • Santa Teresina indietreggia | davanti all'arcangelo del comando | dal quale avrà aspra sete | e avremo costanti rimorsi. (da La Terra Santa: e altre poesie, Lacaita, 1984)
  • Tutti gli innamorati sono in Cristo. (da Corpo d'amore, Mondadori)

La presenza di Orfeo[modifica]

  • Mi hai suscitato dalle scarse origini | con richiami di musica divina, | mi hai resa divergenza di dolore, | spazio per la tua vita di ricerca | per abitarmi il tempo di un errore. (Lettere)
  • Sarai alle soglie piano e divinante | di un mistero assoluto di silenzio, | ignorando i miei limiti di un tempo, | godrai il possesso della sola essenza. (La presenza di Orfeo)
  • Ardo di mille musiche diverse | ma dove è il tempo di un incontro nuovo | resiste il “poter essere” di te. (Lirica)
  • Amo i colori, tempi di un anelito | inquieto, irresolvibile, vitale, | spiegazione umilissima e sovrana | dei cosmici "perché" del mio respiro. (Colori)
  • Dalla tua adolescenza | fatta di lunghi brividi ai capelli | e d'usignoli infitti alle tue palme, | sgorgava la vertigine di un giglio | esalante profumo di domanda. (S.Teresa del Bambino Gesù)
  • Lasciando adesso che le vene crescano | in intrichi di rami melodiosi | inneggianti al destino che trascelse | te fra gli eletti a cingermi di luce. (Lasciando adesso che le vene crescano)
  • Ti vedo, Estasi ripida dell'oro, | flusso di gemma alzata all'agonia: | Il Tuo Unico Senso | occhieggia misterioso e ineluttabile | dietro cieca persiana. (Estasi di San Luigi Gonzaga)

Paura di Dio[modifica]

  • Io non fui originata | ma balzai prepotente | dalle trame del buio | per allacciarmi ad ogni confusione. (Il testamento)
  • Sono animale all'infelice coppia | prona su un letto misero d'assalti | sono la carezzevole rovina | dei fecondi sussulti alle tue mani. (Dies Irae)
  • Ma nel giorno di morte | quando l'amante, tenebroso duce | abbandona le redini del sangue, | sì, più pura vicenda | si spiegherà entro un ordine di regno. (Pax)
  • Ma poi che avvenne il crollo onde di un moto | originario mosse la dolcezza | della Sua pura Essenza, | nudi giacciono in sonno gli Antenati, | anfore chiuse al fremito del parto. (Gli Antenati di Cristo)
  • Per cadenzare armonico il mio passo | sopra la sabbia, vale ch'io risorga. (Resurrezione di Cristo)
  • Quando sarò bassorilievo al tempo | della Tua eternità, non avrò fronti | contro cui capovolgere la faccia. (La fuga)
  • Se giungo dalle tenebre feroci | fate che trovi intatto ogni confine. (Sorgente)
  • Povera cosa vagabonda e sola | quest'anima mia che Ti tradisce | entro stretti recinti | mentre spazio infinito è generato | dal Tuo unico seno. (Eccomi)
  • Spazio non ho più dentro le pupille | ma sicurezza d'ogni cosa pura, | ma minuzia d'oggetti | che apprezzo, sollevandoli nel fuoco | della mia carità senza confini. (San Francesco)

Nozze romane[modifica]

  • Quando, fanciulla appena, mi concessi | quando mi sciolsi per la prima volta | da quel bruciore acuto di purezza | che sublimava ambiguità tremende | sentii l'impegno che covavo dentro | crescere, quasi a forza di missione. (Una Maddalena)
  • E non sarà ch'io incida sulla pietra | sacra del cuore il segno del sospetto | mortale, né mi inarchi di supina | trasparenza sul male, né decada | di somiglianza impura con la vita. (E la bellezza non potrà cessare)
  • Variata | stupendamente da codesti incontri | numererò la plurima mia essenza | entro un solo, perenne, | insistere di toni adolescenti. (Io vorrei, superato ogni tremore)
  • Ora si piega la visione acuta | delle cose superne | sopra il linguaggio oscuro di un presente | pienamente scontato. (La Pietà)
  • Mamma, io ti ringrazio | dalla rigida tomba entro cui siede | il mio pensiero finalmente puro. (Lettera alla mamma di un seminarista morto)
  • Quando l'angoscia spande il suo colore | dentro l'anima buia | come una pennellata di vendetta, | sento il germoglio dell'antica fame | farsi timido e grigio | e morire la luce del domani. (Quando l'angoscia)

Tu sei Pietro[modifica]

  • Sempre, Violetta, il tempo ti oscurava | dentro quella mordente nostalgia | di cose pure, nate dal pensiero | purificate al vivo nel dolore. (Sogno)
  • Amore mio | ho sognato di te come si sogna | della rosa e del vento. (Lirica antica)
  • Vorrei un figlio da te che sia una spada | lucente, come un grido di alta grazia. (Genesi)
  • Vorrei essere te, così violenta | così aspra d'amore, | così accesa di vene di bellezza | e così castigata. (Per una rosa)
  • Ho buttato il mio verbo come Iddio | (l'amore fa di questi prepotenti | e nuovissimi doni) ed ho creato | proprio col soffio identico iniziale | con cui Dio ha fatto l'uomo. (Ho buttato il mio verbo come Iddio)
  • Ed anche a me tu rappresenti l'Angelo | quando reprimi nel tuo velo azzurro | dei bellissimi occhi | questo colore amaro di emozione. (Visito spesso in te)
  • Perciò io ti riguardo che ti assenti | mentre anch'io mi dilungo abbandonata | presso la mia mortale era di pace. (Ti ho detto addio)
  • E noi tutti di te ripensavamo | cose profonde e più miracolosa | che una vetta di sogno la tua dolce | cara presenza ci scioglieva i nodi | dentro il sangue del male e sollevava | la nostr'aria nel palpito felice | dei tuoi biondi finissimi capelli. (Donna al pianoforte)
  • So per me stessa tutta la visione | del tuo canto patito come neve | che ti preme d'amore alle ginocchia. (Di Vanni Scheiwiller)

Destinati a morire. Poesie vecchie e nuove[modifica]

  • Così io, ombra delicata e fiori | di velo ricoperti | tra marmi antichi e divorate chiome | svolgo il mio passo acceso alle veggenti | distese d'erba e anche al tuo passato. (Psyche a Pan)
  • I poeti lavorano di notte | quando il tempo non urge su di loro, | quando tace il rumore della folla | e termina il linciaggio delle ore. (I poeti lavorano di notte)
  • No, non volgerti indietro, la vestale | cammina adagio, lenta, a sé davanti | guardando sempre; no, non ritornare | su ciò che hai fatto, può essere morte. (A mia figlia)
  • O larghe nubi come fonderei | volentieri il mio passo | dentro quel cielo che racchiude tutta | tutta l'avversità del mio destino. (Anche oggi sarà dentro la storia)
  • Ora non più, ma forse dentro il vento | è rimasto qualcosa del tuo amore, | come una foglia o un grigio mutamento | dentro l'umore di un dannato Iddio. (Ora il corpo è sublime)

Le rime petrose[modifica]

  • Ho sentimento di una cosa strana | che tutta mi colora e m'indurisce; | e mi pare di essere sovrana | di largo tempo e tutta mi smarrisce | questa tua apparizione così bella | che a me sembri non uomo ma una stella.
  • Ho conosciuto in te le meraviglie | meraviglie d'amore sì scoperte | che parevano a me delle conchiglie | ove odoravo il mare e le deserte | spiagge corrive e lì dentro l'amore | mi sono persa come alla bufera | sempre tenendo fermo questo cuore | che (ben sapevo) amava una chimera.
  • Sì, io t'amo e come posso dire | quel che mi accade quando sale in seno | questa grande visione che rapire | potrebbe al cielo tutto il suo sereno?
  • O foss'io di nubi coronata | sì che potessi esser Beatrice | e te distante me chiamar Beata.

La Terra santa[modifica]

  • Manicomio è parola assai più grande | delle oscure voragini del sogno. (Manicomio è parola assai più grande)
  • Al cancello si aggrumano le vittime | volti nudi e perfetti | chiusi nell'ignoranza, | paradossali mani | avvinghiate ad un ferro. (Al cancello si aggrumano le vittime)
  • Tangenziale dell'ovest, | queste acque amare debbono morire, | non vi veleggia alcuno, né lontano | senti il rimbombo del risanamento. (Tangenziale dell'ovest)
  • Le dune del canto si sono chiuse, | o dannata magia dell'universo, | che tutto può sopra una molle sfera. (Le dune del canto si sono chiuse)
  • Ah se almeno potessi, | suscitare l'amore | come pendio sicuro al mio destino! (Ah se almeno potessi)
  • O se solo potessi | toccar con dita tremule la luce | quella gagliarda che ci sboccia in seno, | corpo astrale del nostro viver solo | pur rimanendo pietra, inizio, sponda | tangibile agli dei. (Ah se almeno potessi)

Vuoto d'amore[modifica]

  • Come vorrei io invadere la terra | con i miei carmi e che tremasse tutta | sotto la poesia della canzone. (Il volume del canto)
  • Nulla vale la durata di una vita | ma se mi alzo e divoro | con un urlo il mio tempo di respiro, | lo faccio solo pensando alla tua sorte, | mia dolce chiara bella creatura, | mia vita e morte, | mia trionfale e aperta poesia | che mi scagli al profondo | perché ti dia le risonanze nuove. (O mia poesia, salvami)
  • Qui passò forse una furiosa bestia | avida sete che dette tempesta | alla terra, a ogni clima, al firmamento, | ma qui passò soltanto il mio tormento. (Lascio a te queste impronte sulla terra)

Ballate non pagate[modifica]

  • Inebriami di baci, come statua | che abbia compiuto musiche maggiori. (Rendimi i miei capelli)
  • O coscia del destino semiaperto | lascia che ti ricami una chimera | sull'avambraccio. (Rendimi i miei capelli)
  • Asfodelo di morte ti pensavo, | piatta e scorretta come la paura, | e invece sei sinuosa come un liuto | come calunnia dentro laghi spenti. (Asfodelo di morte)
  • O labbra, labbra disunite e bianche | nel valore del pianto penitente. (O labbra, labbra disunite)
  • Le tue carezze dividono il mio viso | in due pareti piene di armonia: | lo spaccano in due mondi universali. (O idolo tremendo)
  • Alata donna, cessa il tuo rancore: | la vita che ti porti del mistero | profuma male sopra il tuo cuscino | e moribonda si appassisce via. (Alata donna, cessa il tuo rancore)
  • Quando mi venne quel calar di denti | che ancora mi addolora tra le spoglie, | comprasti quella mela del futuro | per darmi il frutto della tua fragranza. (Follia, mia grande giovane nemica)
  • Non pronunciare la parola amore: | qui sulla terra è un gergo che si spregia. (Lamento per la morte di Paolo Volponi)
  • Reggimi amore, mutilo cavallo, | sopra la staccionata maledetta | in cui percorsi le mie valli antiche. (Reggimi amore, mutilo cavallo)
  • Tua moglie, una conchiglia di mistero, | donna che si difende alle parole, | come Petrarca ne farei una dea. (Tua moglie, una conchiglia di mistero)
  • Ti dirò che cercar la voce nuova | di cui io forse sono sentimento | e che profonda come la tua voce | mi tolse dall'inferno del sapere. (Ero al balcone della tua fortuna)
  • L'altro, il tiranno delle tue lenzuola, | ti strappa fuori da ogni movimento | e precipita cupo nel ricordo. (Sul tavolo imbronciato di bellezza)

La volpe e il sipario[modifica]

Incipit[modifica]

Ascolta il passo breve delle cose.
− assai più breve delle tue finestre −
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato: la tua donna.

Citazioni[modifica]

  • O dammi canto da cantar soave, | sì che lacrime di cielo | colorino la vita.
  • A te che vivi e muori | quando morendo si alza primavera, | cosa dire del giorno che mi attende? | Lui è come un drago dalle mille facce | che mi abbraccia nel seno del destino | e vive vittorioso con la luce.
  • Fa di donna rovesciata nell'erba | il supplizio di Tantalo infinito, | quello che arde nel glicine a maggio. | Gli Apostoli dei miei segreti | visiteranno queste antiche grazie.
  • Sono assetata del primo sangue | della rima sofferta, | verginità di lettere di amore | e di mostruosi impatti col demonio.
  • Nulla che possa compararsi a un uomo | che ti lascia supina | con il seme di Bacco nella testa.
  • Spegnimi come il lume della notte, | come il delirio della fantasia. | Spegnimi come donna o come mimo, | come pagliaccio che non ha nessuno. | Spegnimi perché ho rotta la sottana: | uno strappo che è largo come il cuore.
  • Dentro le braccia come fossi unita | a un legame fantasma che disperde.
  • Angeli lunghi come la mia attesa, | fonti di amore e di gran pentimento, | fiori del bene, mondi di paura, | trasalimenti puri della voce.
  • A volte io respiro nella notte | e penso a quante luci sono morte | intorno a un cimitero di bambina.
  • Intanto l’ombra è il quieto passaggio | di una vita molesta che discende | fino al ginocchio del conquistatore.
  • Egli tarda a venire e il cuore è spento | come un braciere su cui cade l’acqua.
  • Prendimi nelle rapide stagioni | io mi sento in silenzio con la vita.
  • Ala che sfiori il mio bel corpo | come se fosse virginale appena | e vi metti lo sperma del pensiero: | polluzione notturna è la veggenza.
  • Mi mandavi parole benedette | prima del carme – un piacere sublime – | un concerto così di malagrazia | sopra gli ardui cammini della sera. | Eri cosciente di quel tuo travaglio | così umano e perciò come un foglio | dove adagio scrivevo le mie rime.
  • Essa giace, è un feto musicale | che muore nel mio grembo | e partorirlo io non riesco. | È un morto che cammina | con la speranza della prima vita.
  • È un porto la mente dove il coraggio s'affloscia | di fronte al sogghigno.
  • Vorrei parlarti del freddo del cuore, | del mio cuore di radice ferita.

Superba è la notte[modifica]

  • La cosa più superba è la notte | quando cadono gli ultimi spaventi | e l'anima si getta l'avventura. (La cosa più superba)
  • Lasciami andare contro la parete | tu che hai un fucile carico d'inganni | e che vuoi farmi morta con la vita. (Lasciami andare)
  • Ricordami il pensiero della vita | tu che ti sei calato nelle pietre | credendole il mio fango musicale. (Anima, solamente la parola)
  • Sono spoglie le dita della morte | sono piene di rughe maliziose | e la vendetta nasce sulla fronte | di questa tua indomabile vicina. (Sono spoglie le dita della morte)

La poesia luogo del nulla[modifica]

  • Portatore di luce e nascimento | di nuova legge tu al cospetto umano. (Uomo che ingigantisci la tua ombra)
  • Ma ti immergi in Tomaso e vi ricavi | quell'acqua nuova della scienza pura. (Uomo che ingigantisci la tua ombra)
  • Che tu sia benedetto per la donna | che ti sei tolto al fianco come diva | uomo di spalle luminose assorte | dentro l'aperta musica del bene. (Tu che sei il fratello del marito)
  • Fosti l'arcata audace | che mi posò dal ponte alla pianura | e la duna vorace | che spaventò l'invereconda luna. (Tu ti ricordi amico)
  • Ahimè che smarrimento | Nicola avanti l’uomo che tu Adamo | felice dentro l’ali del disio | muovevi nel cuor mio | adagio lento di voler sovrano. (Allor che luce l'ombra)

Le briglie d'oro. Poesie per Marina 1984-2004[modifica]

  • C'era, Alina, intorno a te un presepe | di cose pure, appena toccate, | un fiore d'arpa, angelico silenzio | di labbra maledette. (Presepe)
  • Tempo rimane dentro l'usignolo | in cui si stende quell'odor di canto | che spande intorno malaccorto volo. (Tempo rimane dentro l'usignolo)

Mistica d'amore[modifica]

  • Perché vergine se io sono madre di tutti? | Perché madre se sono una vergine senza confini?
  • E poiché mi ha redenta | posi vicino a Te | la pietra della Tua resurrezione. | E poiché mi ha redenta | fammi carne di spirito | e spirito di carne.
  • Miserere di me, | o universo, | egli era la punta di uno spillo | l'ago supremo della mia paura.
  • Ma Tu, | che non avevi principio, | mi hai sprofondata | nella carne angelica | dove non si nasce | e non si muore | se non con la resurrezione | e il suo grido.
  • Ogni volta che nasce un uomo | Dio è attaccato dal suo amore. | Ogni volta che nasce un uomo | Dio conosce i tormenti del parto | e se ne vergogna, | perché da questo amore | sono nati fiori e montagne, | olocausti e vergini, | parole confuse e parole vere: | Dio ha espresso il suo amore per l'uomo col pianto.
  • Eterna natura paziente angelica, | pane vivo ad oltranza, | che hai dita sacre come la luce.
  • Fuggirò da questo sepolcro | come un angelo calpestato a morte dal sogno.

Lettere al dottor G[modifica]

  • Ora che ti ho perduto veramente | con quali rime canterò all'ingrato | che mi ha mossa gemente alla follia. (Ora che ti ho perduto veramente)
  • Anche io non sono sazia | come tu fosti ma mi aggiro eterna | dentro anime aperte ad ogni lutto. (Saffo antica maestra)
  • Eppure le pupille | mi si dilateranno all'infinito | finché la cecità forte m'incolga | e mi faccia rapire. (Queste pietre miliari così fonde)
  • Tutto io perderò, tornando fuori | all'aperto nel mondo che qui dentro | ove resiste un tremito o follia | qui si nasconde veramente il vero. (Queste pietre miliari così fonde)
  • Ma io tremo | di generare cosa che mi atterri. (Mani vergini occorre possedere)
  • Padre, se amo e dimentico, perdono, | spiga profonda dell'ardore mio, | padre, non disdegnarmi anche se accendo | alle tue antiche e gelide ginocchia | questo rogo violento che ti atterra. (Padre, se amo e dimentico)
  • Vedo dentro nell'anima il tuo volto | così profondo di minaccia e altero, | sento su me il tuo dialogo scoperto, | ho la visione assurda del tuo riso. (Padre, se amo e dimentico)

Come polvere o vento[modifica]

  • Al principio di un'arida festa | compare il giglio della tua preghiera | è un abbandono lucido di pianto. (Il nulla)
  • Era bacio lo so era sfinimento | Era questo mio verde tramortire | a sommo dei colori dell'attesa. (Questa corda di vento di cammina)
  • Può venir palpitante una fanciulla | ed un brivido assurdo: sei l'umano | incarnato nell'era degli dei.
  • Patimento di angelo tu, donna | che sempre ridi roteando al cielo | i grandissimi occhi di fanciulla.
  • Tu sei esemplare come la cometa | e ti addormenti sopra quel presepe | che indora a notte nascite divine.
  • Lunga specie del tempo, o la ventura | portava certe sature memorie | con pesanti catene e tu mungevi | dalle stelle il sapere degli antichi. (Del ritorno di Venere leggiadra)

La vita facile[modifica]

  • Ci sono adolescenze che si innescano a novanta anni.
  • Dopo tutto Cristo fu anche casto.
  • È una vita che cerco riparo dalla santità.
  • Gesù è il più grande favolista di tutti i tempi.
  • Il vero amore non ha peli.
  • Il peccato mi fa riposare.
  • Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.
  • La formica è un esempio di serietà naturale.
  • La menopausa è il periodo dorato dell'amore.
  • La miglior vendetta? La felicità. Non c'è nulla che faccia più impazzire la gente che vederti felice.
  • Si va in manicomio per imparare a morire.

Fiore di poesia[modifica]

  • Ci sono notti che non accadono mai.
  • Il genio muore per se stesso e chiede d'esser sepolto entro memorie deboli.
  • La calunnia è un vocabolo sdentato che, quando arriva a destinazione, mette mandibole di ferro.
  • L'unica radice che ho mi fa male.
  • Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri.
  • Ogni poeta vende i suoi guai migliori.[2]
  • Se Dio mi assolve, lo fa sempre per insufficienza di prove.

Aforismi e magie[modifica]

  • A volte mi slego per motivi di salute.
  • Amore, il mio seno era caldo | e calda la mia potenza. | Hai preso il mio seno | per un bivacco | e hai pianto a lungo sul cuore. | Infine siamo morti di sogno.
  • Anche la follia merita i suoi applausi.
  • Attualmente non mi conosco.
  • Capita anche a me, Maestro, di aver fatto l'amore con quelli che non ho mai conosciuto.
  • Certi figli che scorrono nel nostro sangue non avranno mai un parto.
  • Che tu mi copra di insulti, di pedate, di baci, di abbandoni, che tu mi lasci e poi torni senza un perché senza un variare di senso nel largo delle mie ginocchia a me non importa perché tu mi fai vivere perché mi ripari da quel gorgo di inaudita dolcezza da quel miele tumefatto e impreciso che è la morte di ogni poeta.
  • Chi è a corto di bugie non può salvarsi.
  • Chi è convinto di farci del bene spesso ci rovina.
  • Chi ha due occhi angelici spesso conduce al male.
  • Chi mette un piede in fallo spesso si trova gravido.
  • Chi muore in silenzio si vendica delle curiosità altrui.
  • Chi si nasconde nella tenerezza non conosce il fuoco della passione.
  • Chi si ostina fa scandalo.
  • Chi tace spaventa.
  • Ci sono notti che non accadono mai.
  • Colui che pesa le sue parole cade in miseria.
  • Così il tuo fallo meraviglioso mi ha dato una cicatrice nell'anima che mi ferirà a morte...
  • Dio mi salvi da ogni tenero amore.
  • Durante le estasi ci si denuda per vedere l'assoluto.
  • Gli uomini mi piacciono finché non mi spingono al pianto.
  • Gusto il peccato come fosse il principio del benessere.
  • Ho cominciato a piangere per gioco, e poi ho creduto che fosse il mio destino.
  • I colori maturano la notte.
  • I figli si partoriscono ogni giorno.
  • I lapsus sono delle tremende spie.
  • I miei amori sono di tipo randagio.
  • I molluschi sono più cerebrali dell'uomo.
  • I sassi abbandonati nelle acque a volte non han fiore di speranza così come non spero nel tuo amore.
  • I veri innamorati sono quelli che fuggono.
  • Il dolore non è altro che la sorpresa di non conoscerci.
  • Il fallo maschile mi fa solo pensare a quante rinunce mi ha fatto fare la vita.
  • Il grado di libertà di un uomo si misura dall'intensità dei suoi sogni.
  • Il mio letto non conosce freddure.
  • Il paradiso non mi piace perché verosimilmente non ha ossessioni.
  • Il peccato non si rifiuta mai.
  • Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.
  • Il vero amore non ha peli.
  • Il vero poeta non deve avere parenti.
  • Illumino spesso gli altri ma io rimango sempre al buio.
  • In amore sono una donna ustionata.
  • Io amo ciò che non si dice.
  • Io mangio solo per nutrire il dolore.
  • L'aforisma è il sogno di una vendetta sottile. L'aforisma è genio e vendetta e anche una sottile resa alla realtà biblica. Chi fa aforismi muore saturo di memorie e di sogni ma pur sempre non vincente né davanti a Dio né davanti a se stesso né davanti al suo puro demonio.
  • L'inferno è la mia grande passione.
  • L'uomo è sempre più vicino all'amore che alla fortuna.
  • L'uomo impara sempre a vivere quando è troppo tardi.
  • La bugia è l'optional del mistero.
  • La casa della poesia non avrà mai porte.
  • La corda più silenziosa è quella dei versi.
  • La nevrosi è qualche cosa di circoscritto al pube.
  • La pazzia mi visita almeno due volte al giorno.
  • La persona che ho sempre adorato sono io.
  • La pistola che ho puntato alla tempia si chiama Poesia.
  • La poesia è la pelle del poeta.
  • La superficialità mi inquieta ma il profondo mi uccide.
  • La tua parola era piena d'ansia come il sangue di un vaticinio. Avrei dato una vita a capire cos'è un amore, ma il tuo tono indelicato e triste ha bagnato il mio sguardo di tradimento.
  • Le ali degli angeli raffreddano i poeti.
  • Le mani un poco sudate fanno fuggire le parole.
  • Le sgualdrine non uccidono mai le proprie vittime.
  • Ma anche io come Pinocchio vendo il mio abbecedario per un bacio d'amore.
  • Mi hanno detto che sei un po' bianco e nero un po' teppista e un po' Eldorado ma quando mi baci diventi acqua materna diventi prato limpido diventi il mio destino.
  • Mi muovo secondo la mia violenza.
  • Mi piace rimanere lontana dai miei ideali.
  • Mi sono sempre uccisa da sola.
  • Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri.
  • Nessuno rinuncia al proprio destino anche se è fatto di sole pietre.
  • Niente è più necessario di ciò che non serve.
  • Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita.
  • Non faccio niente per diventare bambina.
  • Non ho paura della morte ma ho paura dell'amore.
  • Non ho più notizie di me da tanto tempo.
  • Non si può descrivere un cosa che non si è mai amata.
  • Non sono bella, sono soltanto erotica.
  • Non sono una donna addomesticabile.
  • Ogni amore per me è uno stupro.
  • Ogni giorno sono costretta a peccare
  • Ogni male ha il suo colpo di ritorno.
  • Ognuno è amico della sua patologia.
  • Passo intere giornate a pensare cos'è il dubbio.
  • Per poter scrivere devo prima lamentarmi.
  • Perché mi dici cose fuggenti che non sanno di vero, perché inganni te stessa? Il violino armonico che avevi dentro si è rotto per sempre. Inutile sperare. Così spero che qualcuno bussi alla porta, e non solo il vento.
  • Più mi lasciano sola più splendo.
  • Prima di parlare con gli altri addormenta la tua belva segreta.
  • Quando amo un uomo passa alla storia.
  • Quando il mondo non mi dimentica mi dimentico io.
  • Quando la bugia sembra vera nasce la calunnia.
  • Quando mi presento nuda è come se fossi morta.
  • Quando sorge il sole mi pento amaramente di non aver peccato.
  • Quando un amore ti stringe e ha occhi di fuoco è ora di morire.
  • Si può essere qualcuno semplicemente pensando.
  • Si vive sempre troppo.
  • Solo quando sto morendo sono particolarmente in forma.
  • Sono anni che non ho più erotismi focalizzati.
  • Sono volgare quanto basta.
  • Sono una piccola ape furibonda.
  • Svengo sulle tue mani, svengo sulle tue labbra, ma se ti tocco il fatto mi compongono perché lì molti anni fa tu sei morto amandomi d'amore puro.
  • Vorrei morire come donna ma non rinascerei come un uomo.

Se gli angeli sono inquieti[modifica]

  • Amare un giovane è come sfidare Dio.
  • Anche la follia merita i suoi applausi.
  • Dante fu un genio miserabile.
  • Dio ci regala il sonno per vincerci il giorno dopo.
  • Il poeta non rigetta mai le proprie ombre.
  • Il vero poeta non deve avere parenti.
  • La persona che ho sempre adorato sono io.
  • Non sono bella sono soltanto erotica.
  • Ogni alba ha i suoi dubbi.

Citazioni su Alda Merini[modifica]

  • C'è una brano della Madonna che parla in prima persona che è di grande effetto. Lo "spavento di Maria" è un pezzo potentissimo che rende benissimo l'immagine di questa ragazza sgomenta davanti all'annunciazione. È un testo affascinante, la Merini è una grande autrice e il Magnificat il suo gioiello. (Paola Pitagora)
  • L'ho fotografata in casa sua, al telefono, un po' come la Magnani nella Voce umana. È riflessa in uno specchio su cui sono scritti i numeri. La sua casa è un'esperienza mistica. Il giorno che le imbiancarono i muri, manca poco moriva. Mi ricordo che mi chiese: Mi trova piacente? No, risposi, la trovo intensa. E lei: ah, piacente no? Era molto dispiaciuta. (Guido Harari)
  • Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile. (Norman Zoia)
  • Per la Merini, i versi dovevano venir fuori di getto, come un fiotto di sangue da una ferita sempre aperta. Questa idea semplificata di poesia, che si lega intimamente a una vita maledetta (spesso messa a nudo in tv), ha favorito la popolarità di una poetessa che nei suoi testi migliori non è per nulla semplice. (Paolo Di Stefano)

Note[modifica]

  1. Da La nera novella: umorismo nero, Rizzoli, 2007, p. 83. ISBN 8817014036
  2. Citato nella canzone Canone Inverso (Luxury Goods) dei Bluvertigo.

Bibliografia[modifica]

  • Alda Merini, Aforismi e magie, Biblioteca Universale Rizzoli, 2003. ISBN 881710115X
  • Alda Merini, La volpe e il sipario. Poesie d'amore, Rizzoli, 2004. ISBN 8817864714
  • Alda Merini, Fiore di poesia. 1951-1997, a cura di Maria Corti, Einaudi, 1998. ISBN 8806173774
  • Alda Merini, La vita facile. Aforismi, Pulcinoelefante.
  • Alda Merini, Se gli angeli sono inquieti. Aforismi, Shakespeare and Company.

Voci correlate[modifica]

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