Nicolas Eymerich

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Nicolas Eymerich, Directorium inquisitorum, 1607

Nicolas Eymerich, in catalano Nicolau Aymerich (1320 – 1399), teologo e religioso spagnolo.

Citazioni[modifica]

  • Noi crediamo che il papa, vicario di Gesù Cristo, abbia potere non solo sui cristiani, ma anche su tutti gli infedeli. Il potere universale di Cristo è asserito chiaramente nel Salmo 71 («O Dio, dai al Re il tuo giudizio, al figlio del Re la tua giustizia»). Cristo non sarebbe stato un buon pater familias se non avesse delegato al suo vicario sulla terra il proprio potere assoluto su tutti gli uomini. Non ha forse dato a Pietro e ai suoi successori il potere di legare e slegare, e l'ordine di pascolare il suo gregge? Ora tutti gli uomini, fedeli o infedeli, sono, per il solo fatto di essere stati creati, il gregge di Cristo, quand'anche non tutte le greggi facessero parte dell'armento della Chiesa. Ne consegue necessariamente che, di diritto se non di fatto, il papa estende il proprio potere su tutti gli uomini.[1]
  • «Perché? Quali ingiustizie ho commesso? Chi ho maltrattato iniquamente?»
    «Non sei tu quello che ha imprigionato molti di differente sesso e condizione, che li ha coperti di catene, li ha torturati e sfigurati, li ha fatti bruciare vivi, consegnandoli piangenti al braccio secolare perché fossero immolati nell'ultimo supplizio?»
    «Lo riconosco. Ho applicato il diritto e la giustizia. L'ho fatto, e non è precisamente un demerito, quanto un merito. Se sono "beati quelli che hanno sete e fame della giustizia", molto più lo sono quelli che applicano la giustizia.»[2]

Note[modifica]

  1. Da Directorium inquisitorum, I, 19. Citato in Valerio Evangelisti, Picatrix. La scala per l'inferno, Mondadori, 2019, p. 153.
  2. Da Dialogus contra Lullistas, dialogo quarto. Citato in Valerio Evangelisti, La luce di Orione, Mondadori, 2019, p. 7.

Voci correlate[modifica]

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