Nuceria Alfaterna

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La posizione di Nuceria Alfaterna sulla Tavola Peutingeriana

Citazioni su Nuceria Alfaterna.

  • Alle radici del Vesuvio vi sono fonti di acqua potabile, da cui si forma un fiume di nome Dracone, che scorre vicino alla città di Nuceria. Sull'una e l'altra riva di questo fiume si accamparono allora entrambi gli eserciti. Il Dracone è piccolo di alveo, ma non guadabile né a cavallo né a piedi, poiché raccogliendo le acque in stretto spazio e erodendo il terreno molto profondamente da ciascun lato rende come pensili le rive. Non so se la natura del terreno o se quella dell'acqua ne sia il motivo. (Procopio di Cesarea)
  • Città cinta da mura inespugnabili. (Valerio Massimo)
  • Fino a quel tempo Epidio, segnato per calunnia, aprí una scuola e insegnò, tra gli altri, a Marco Antonio e ad Augusto. A questi, che una volta gli rinfacciavano che nell'amministrare lo stato seguisse soprattutto i princípi politici del consolare Isaurico, Gaio Canuzio rispose di voler essere discepolo di Isaurico piuttosto che del calunniatore Epidio. Questo Epidio andava ripetendo di essere nato da Epidio nucerino, che si dice fosse un tempo precipitato nella fonte del fiume Sarno, apparso poco dopo con le corna, sparito all'istante e annoverato tra gli dèi. (Gaio Svetonio Tranquillo)
  • [I pompeiani e i nucerini convenuti ai] ludi gladiatori banditi da quel Livineio Regolo, che ho già ricordato espulso dal senato, dapprima si scambiarono ingiurie con l'insolenza propria dei provinciali, poi passarono alle sassate, alla fine ricorsero alle armi, prevalendo i cittadini di Pompei, presso i quali si dava lo spettacolo. Furono perciò riportati a casa molti di quelli Nocera con il corpo mutilato per ferite, e in quella città parecchi fra i cittadini piansero la morte di figli e di genitori. (Tacito)
  • [I Sarrasti] sono popoli della Campania così detti dal fiume Sarno. Conone, nel libro che scrisse sull'Italia, dice che alcuni Pelasgi ed altri usciti dal Peloponneso giunsero in quel luogo d'Italia, che non aveva alcun nome prima, e diedero il nome di Sarro al fiume presso il quale abitarono, dalla denominazione del fiume della loro patria, e chiamarono se stessi Sarrastri. Questi fondarono molte città tra cui Nuceria. (Servio Mario Onorato)
  • Intanto Abrocome, partito dalla Sicilia, approdò a Nuceria, in Italia, e sebbene per la mancanza del più stretto necessario non sapesse che cosa fare, si mise per prima cosa alla ricerca di Anzia: ché questa era per lui ragione di vita e del suo andare errando. Poiché le sue ricerche erano del tutto vane (la ragazza infatti era a Taranto presso il padrone del bordello), si occupò come salariato presso alcuni lavoranti di pietre. (Senofonte Efesio)
  • Nei miei vagabondaggi ho avuto il grande torto di aver trascurato Nuceria, la Nocera dei Pagani d'oggi, la Nuceria Alfaterna degli antichi, che fu un tempo la capitale di quella federazione della Campania meridionale di cui facevano parte, come città Minori, Pompei, Stabia, Sorrento ed Ercolano. (Amedeo Maiuri)
  • Poi, sulla costa, sono Napoli, anch'essa calcidese, chiamata Partenope dalla tomba della Sirena, Ercolano, Pompei, col Vesuvio che si vede non lontano, col fiume Sarno che la bagna, il territorio nocerino e la stessa Nuceria a nove miglia dal mare, Sorrento col promontorio di Minerva, un tempo sede delle Sirene. (Plinio il Vecchio)
  • Splendea quel dì nella città di Nola | festivo a Prisco che pastor già resse | là dei pagani e picentin Nocera. (Paolino di Nola)

Iscrizioni[modifica]

  • Fondata da un dio
ΘΕΟΚΤΙCT/OC (lapide funeraria da Casolla di Nocera Inferiore, conservata presso il Museo archeologico provinciale dell'agro nocerino, Nocera Inferiore)
  • A Nocera, in prossimità di Porta Romana e domanda di Novellia Primigenia. (Iscizione da Pompei, CIL IV 8356)
  • O Primigenia nocerina/Vorrei essere la gemma [del tuo anello]/ non più che per un'ora/mentre lo inumidisci con la bocca per imprimere il sigillo
Primigenie/Nucer(inae)./Vellem essem gemma/Ora non amplius una/Ut tibi signanti oscula pressa darem (Iscrizione da Pompei, CIL IV 10241)

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