Padre Brown

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Padre Brown è il nome del protagonista di una serie di cinque volumi di racconti di Gilbert Keith Chesterton.

Il candore di Padre Brown[modifica]

  • "Un miracolo è impressionante, ma è semplice. È semplice perché è un miracolo. È potenza che viene direttamente da Dio (o dal diavolo) invece che indirettamente, attraverso la natura o la volontà umana." (da La forma errata, p. 112)
  • "Comunque, questa perdizione apre una porta dopo l'altra verso l'Inferno, e sono porte che immettono in stanze sempre più strette. Ecco quello che si deve dire contro il peccato: non è che si diventi sempre più sfrenati, ma sempre più meschini." (da All'insegna della spada spezzata, p. 163)
  • Anche i più micidiali errori non avvelenano la vita come i peccati. (da I tre strumenti di morte, p. 176)

La croce azzurra[modifica]

  • La cosa più incredibile dei miracoli è che accadono. Qualche nuvola nel cielo si dispone in modo da assumere la forma di un occhio umano; un albero si stacca nel paesaggio di un viaggio incerto con l'esatta ed elaborata forma di un punto interrogativo. Ho visto io stesso entrambe le cose in questi ultimi giorni. E Nelson muore nell'istante della vittoria, e un uomo di nome Williams uccide assolutamente per caso un uomo di nome Williamson: il che suona come un infanticidio. In breve, c'è nella vita un elemento di magica coincidenza che può sempre sfuggire alla gente che bada solo all'aspetto prosaico delle cose. Come è stato ben espresso dal paradosso di Poe, la saggezza dovrebbe sempre contare sull'imprevisto. (p. 29)
  • Ma, proprio perché Valentin capiva la ragione, capiva anche i limiti della ragione. Solo un uomo che non sappia nulla di motori parla di far andare una macchina senza benzina; solo un uomo che non sa nulla della ragione parla di ragionare senza basi solide e indiscusse. (p. 29)
  • La ragione e la giustizia tengono nella loro stretta anche la più lontana e solitaria stella. Guardi quelle stelle: non sembrano tanti diamanti e zaffiri? Ebbene, si può immaginare qualunque pazzia botanica o geologica si voglia. Pensi a foreste di diamante con foglie di brillanti. Pensi che la luna sia azzurra: un solo gigantesco zaffiro. Ma non immagini che tutta questa pazza astronomia porterebbe la minima differenza alla ragione e alla giustizia delle nostre azioni. Su pianure di opale, sotto rupi di perla, troverà un avviso che dirà: "non rubare". (p. 38)
  • "Ma, ad essere precisi, quanto a questo, un'altra parte del mio mestiere mi ha dato la certezza che lei non era un prete."
    "Che cosa?", fece il ladro, quasi a bocca aperta.
    "Ha attaccato la ragione", disse padre Brown. "E questa è cattiva teologia." (p. 40)

Gli strani passi[modifica]

  • La sua testa acquistava sempre il massimo valore quando la perdeva: in quei momenti sommava due più due e otteneva quattro milioni. Spesso la Chiesa Cattolica (che è sposata al buon senso) non l'approvava; spesso lui stesso non si approvava. Ma era una vera ispirazione, importante in rare crisi... quando chi perde la testa la salva. (p. 61)
  • Un delitto è come ogni altra un'opera d'arte. Non si sorprenda: i delitti non sono affatto le sole opere d'arte che provengono da un'officina infernale. Ma ogni opera d'arte, sia essa divina o diabolica, ha un'impronta inevitabile; voglio dire che l'idea centrale è semplice, per quanto l'adempimento possa essere complicato. (p. 67)

Le stelle volanti[modifica]

  • "Come si chiama un uomo che vuole abbracciare uno spazzacamino?"
    "Un santo", disse Padre Brown.
    "Credo", disse Sir Leopold, con un sorriso superiore, "che Ruby voglia dire un socialista."
    "Un radicale non vuol dire un uomo che vive di radici", osservò Crook, con un po' di impazienza, "e un conservatore non significa una persona che fa le conserve. E un socialista, vi assicuro, non vuol dire una persona che desidera passare la sera in compagnia di uno spazzacamino. Un socialista vuol dire una persona che vuole che tutti i camini siano spazzati e tutti gli spazzacamini siano pagati."
    "Ma che non ti permette", osservò il prete a bassa voce, "di possedere la tua fuliggine."
    Crook lo guardò con interesse e anche con rispetto. "Chi vuol possedere della fuliggine?", chiese.
    "Potrebbe accadere", rispose Padre Brown, pensoso. "Ho sentito dire che i giardinieri se ne servono. E io una volta resi felici sei bambini, un Natale che il prestigiatore non era venuto, soltanto con della fuliggine... applicata esternamente."
    "Oh, che bellezza!", esclamò Ruby. "Oh, lo faccia anche per noi!" (pp. 72-73)
  • "C'è ancora gioventù, onore e spirito in te, Flambeau; ma non pensare che durino a lungo in codesto mestiere. Gli uomini riescono a mantenere una specie di livello medio nel bene, ma nessuno è mai riuscito a restare su un livello medio nel male. È una strada che scende sempre di più." (p. 79)
  • "So che i boschi si stendono liberi dietro di te, Flambeau; e so che in un lampo potresti scomparirvi come una scimmia. Ma un giorno sarai una vecchia scimmia grigia, Flambeau, e starai seduto nella tua libera foresta, a morire di freddo, e gli alberi saranno molto squallidi."
    Tutto rimase immobile, come se l'uomo al di sotto trattenesse l'altro sull'albero con un lungo, invisibile laccio; ed egli continuò:
    "La tua parabola discendente è già iniziata. Ti vantavi di non fare mai nulla di meschino, ma questa sera stai facendo una cosa meschina. Stai lasciando sospettare un bravo ragazzo che ha già molte cose contro; lo stai separando dalla donna che ama e che lo ama. Ma farai cose anche più meschine prima di morire".
    Tre scintillanti diamanti caddero dall'albero sul prato. La piccola figura si chinò a raccoglierli e, quando guardò di nuovo in alto, la verde gabbia dell'albero non conteneva più l'uccello d'argento. (p. 79)

L'uomo invisibile[modifica]

  • Nel fresco crepuscolo azzurro, il negozio all'angolo di due ripide strade in Camden Town, una confetteria, riluceva come la punta di un sigaro: o sarebbe forse meglio dire come la punta di un razzo, perché la luce era multicolore e alquanto complessa, rifrangendosi in molti specchi e danzando su molte tote e dolci dorati o gaiamente colorati. Contro questo vetro splendente erano appiccicati i nasi di molti monelli, perché i cioccolatini erano avvolti in quelle carte dai colori metallici, rosse, erdi, dorate, che sono quasi più attraenti degli stessi cioccolatini; e la grossa candida torta nuziale nella vetrina era in certo modo inacessibile e insieme soddisfacente, come se tutto il Polo Nord fosse buono da mangiare. (p. 80)
  • "Ebbene, mia cara", disse il giovanotto, allegramente, "foss'anche Satana in persona, non può far più nulla, ora che ne hai parlato; non si impazzisce che da soli, ragazza mia." (p. 83)
  • Flambeau, che era amico di Angus, lo ricevette in un bizzarro covo artistico dietro al suo studio, ornato di sciabole, archibugi, curiosià orientali, fiaschi di vino italiano, pentole di selvaggi, un vaporoso gatto persiano, e un piccolo prete cattolico dall'aspetto impolverato, che appariva particolarmente stonato. (p. 87)
  • Flambeau tornò alle sue sciabole, ai suoi tappeti purpurei e al suo gatto persiano, poiché aveva molte cose da fare. John Turnbull Angus tornò dalla signorina del negozio, con la quale l'impulsivo giovanotto si trova ora assai bene. Ma Padre Brown camminò per quelle colline ricoperte di neve, sotto le stelle, per molte ore, con un assassino, e quello che si dissero non sarà mai conosciuto. (p. 91)

L'incredulità di Padre Brown[modifica]

  • "Credo di essere anticlericale", soleva dire Padre Brown con un tenue sorriso, "ma non ci sarebbe neppur la metà del clericalismo che esiste, se lasciassero la cosa al clero". (da La resurrezione di Padre Brown, p. 327)
  • "È proprio perché possiedo qualche cognizione nel campo del misticismo che non mi piacciono i mistagoghi. I veri mistici non nascondono i misteri, mentre quelli falsi ammantano tutto di segretezza e di oscurità, e quando si scopre la realtà sottostante, si verifica che è una banalità." (da La freccia del destino, p. 351)
  • "Ciò che mi dà fastidio è che, siccome non poteva parlare, voi abbiate costruito tutta una storia per lui, e che l'abbiate fatto parlare con la lingua degli uomini e degli angeli. È un elemento che ho notato prendere sempre più piede nel mondo moderno: appare in ogni genere di chiacchiere sui giornali e nelle conversazioni sotto forma di frasi fatte, qualcosa che sta assumendo sempre più rilievo senza averne l'autorità. La gente è sempre pronta a bere le affermazioni non provate di Tizio, di Caio o di Sempronio. Ciò sta mandando a fondo tutta la vostra vecchia razionalità e il vostro scetticismo e sta salendo come la marea: il suo nome è superstizione." (da L'oracolo del cane, p. 372)
  • "Il primo effetto di non credere in Dio è che si perde il buonsenso e non si riescono più a vedere le cose come realmente sono. Qualsiasi cosa di cui si parli dicendo che c'è del vero, si estende all'infinito come una prospettiva in un incubo. E un cane è un presagio, un gatto un mistero, un maiale un portafortuna e uno scarafaggio uno scarabeo, il tutto a rievocare il serraglio del politeismo pagano dell'Egitto e della vecchia India; il Cane Anubis, il Grande Pasht dagli occhi verdi e i sacri Tori mugghianti di Bashan; tornare agli dèi bestiali dei primordi, rifugiarsi negli elefanti, nei serpenti e nei coccodrilli, e tutto perché si ha paura di cinque parole: Ed egli fu fatto uomo." (da L'oracolo del cane, pp. 373-374)
  • "Posso credere l'impossibile, ma non l'improbabile." (da La maledizione della croce d'oro, p. 407)
  • "Se si trattasse di Tutankamen e di una serie di Africani disseccati e conservati – il cielo sa perché – all'altro capo del mondo, se si trattasse di Babilonia o della Cina, o di qualche popolo remoto e misterioso come l'Uomo della Luna, i giornali vi avrebbero raccontato tutto, fino all'ultima scoperta di uno spazzolino da denti o di un bottone da colletto. Ma degli uomini che hanno costruito le nostre chiese, e dato il nome alle nostre città, e ai mestieri, e alle stesse strade per cui camminiamo... di quelli non vi è mai venuto in mente d apprendere qualcosa. Io non pretendo di saperne molto, ma ne so abbastanza per capire che quella storia è un mucchio di sciochezze dal principio alla fine. Era illegale che un usuraio espropriasse una bottega e gli utensili. È sommamente improbabile che la gilda non salvasse un uomo da una così completa rovina, specialmente se era stato rovinato da un ebreo. Quella gente aveva i suoi vizi e le sue tragedie, e qualche volta torturava e bruciava le persone; ma quest'idea di un uomo che, senza Dio o speranza al mondo, se ne striscia via a morire perché a nessuno importa ch'egli viva o muoia... questa non è un'idea medievale: è il prodotto della nostra scienza economica e del progresso. L'ebreo non poteva essere un vassallo del signore feudale: gli ebrei avevano generalmente una posizione speciale, come servi del Re. E, soprattutto, l'ebreo non avrebbe potuto essere bruciato per la sua religione." (da La maledizione della croce d'oro, p. 408)

Il segreto di Padre Brown[modifica]

  • "Le persone che si lamentano sono dei bravi, umani seccatori: non ho nulla contro di loro. Ma le persone che si lamentano di non lamentarsi, sono diaboliche. (da L'alibi degli attori, p. 523)
  • "Non c'è nulla di mistico, di metaforico o di masochistico nella mia confessione", disse Flambeau. "Ho rubato per vent'anni con queste mie mani, e sono sfuggito alla polizia con questi miei piedi. Spero che ammetterete che le mie attività furono pratiche, come spero che ammetterete che i miei giudici e inseguitori trattavano davvero con il crimine. Credete che non conosca a fondo tutto ciò che riguarda i loro modi di reprimere il crimine? Non ho forse ascoltato i sermoni dei giusti e visto il freddo sguardo delle persone rispettabili? Non sono forse stato catechizzato con quello stile elevato e distaccato, non mi è stato forse chiesto come fosse possibile per qualcuno cadere così in basso, e farmi dire che nessuna persona decente avrebbe mai potuto nemmeno sognare una simile depravazione? Credete che tutt ciò che mi hanno fatto non mi abbia causato altro che riso? Solo il mio amico qui mi disse che sapeva esattamente perché rubavo, e da allora non l'ho più fatto." (da Il segreto di Flambeau, pp. 586-587)

Lo scandalo di Padre Brown[modifica]

  • "Non occorre intelletto per essere intellettuali." (da Lo scandalo di Padre Brown, p. 601)

Bibliografia[modifica]

  • Gilbert Keith Chesterton, Tutti i racconti gialli e tutte le indagini di Padre Brown, traduzioni di M.G. Bonfanti, R. Formenti, A. Guarnieri, A. Marcelli Fabiani, C. Monaco, N. Neri, G. Pilo, A. Z., Newton Compton Editori, Roma 2011.