Padre Pio da Pietrelcina

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San Pio da Pietrelcina

Francesco Forgione, meglio noto come Padre Pio da Pietrelcina (1887 – 1968), presbitero e santo italiano.

Citazioni[modifica]

  • Con Gesù sulla Croce, con Gesù nel santo Paradiso.[1] [su Giacomo Gaglione]
  • È il caso che fa l'eroe, ma è il valore di tutti i giorni che fa il giusto. [2]
  • È meglio un topo tra due gatti che un malato tra due medici.[3]
  • È un santo? Giacomino è un grande santo![4] [dopo la morte di Giacomo Gaglione]
  • Il più bel credo è quello che prorompe dal tuo labbro nel buio, nel sacrificio, nel dolore, nello sforzo supremo di una infalli­bile volontà di bene; è quello che, come una folgore, squarcia le tenebre dell'anima tua; è quello che, nel balenar della tempesta, ti innalza e ti conduce a Dio. (citato in Consigli ed esortazioni, Fede 57)
  • La bestemmia attira la maledizione di Dio sulla tua casa ed è la via più sicura per andare all'inferno. (dall'Epistolario)
  • Non si diparta mai dalla tua mente la Passione di Cristo, se vuoi partecipare ai suoi trionfi.[5]
  • Prima di recarvi qui da me… andate a Monte Sant'Angelo e invocate l'aiuto e la protezione dell'Arcangelo Michele.[6]
  • Signora Coppi, stai attenta che non ti accoppi. [7]

Epistolario[modifica]

  • Io non mi stancherò di pregare Gesù. È vero che le mie preghiere son degne piuttosto di castigo che di premio, perché troppo ho disgustato Gesù coi miei innumerevoli peccati; ma alla fine si muoverà a pietà di me. (209, 1995)
  • Io non raccapezzo più nulla, non so se le mie preghiere siano tali, oppure forti risentimenti che il cuore rivolge al suo Dio nella piena del suo dolore. (1029, 1995)
  • Anche all'altare, padre mio, Iddio solo sa quanta violenza bisogna che mi faccia per evitare ulteriori peccati. (278, 1995)
  • Voglio soffrire. E questa la mia brama. (1051, 1995)
  • Pazienza!... Soffro, è vero, ma ne godo assai. (206, 1995)
  • Gesù mi dice che nell'amore è lui che diletta me; nei dolori, invece, sono io che diletto lui. (335, 1995)
  • Io cerco Dio, ma dove rinvenirlo? (1028, 1995)
  • Ma ciò che più mi martirizza sono quei forti ed acuti dolori al torace. In certi momenti mi dànno una noia tanto grossa, che sembrami che vogliano proprio spezzarsi la schiena ed il petto. (107, 1995)
  • Oh, quanto fu soave il colloquio tenuto col paradiso in questa mattina! Fu tale che, pur volendomi provare a voler dir tutto, non lo potrei; vi furono cose che non possono tradursi in linguaggio umano, senza perdere il loro senso profondo e celeste. Il Cuore di Gesù ed il mio, permettetemi l'espressione, si fusero. Non erano più due cuori che battevano, ma uno solo. Il mio cuore era scomparso, come una goccia d'acqua che si smarrisce in un mare. Gesù n'era il paradiso, il re. La gioia in me era si intensa e si profonda, che più non mi potei contenere; le lacrime più deliziose mi inondarono il volto. (273, 1995)
  • Io non valgo a dirvi ciò che avvenne in questo periodo di superlativo martirio. Me ne stavo confessando i nostri ragazzi la sera del cinque, quando tutto di un tratto lui riempito di un estremo terrore alla vista di un personaggio celeste che mi si presenta dinanzi all'occhio della intelligenza. Teneva in mano una specie di arnese, simile ad una lunghissima lamina di ferro con una punta bene affilata e che sembrava da essa punta che uscisse fuoco. Vedere tutto questo ed osservare detto personaggio scagliare con tutta violenza il suddetto arnese nell'anima, fu tutto una cosa sola. A stento emisi un lamento; mi sentivo morire. Dissi al ragazzo che si fosse ritirato, perché mi sentivo male e non sentivo più la forza di continuare. (1065, 1995)
  • Povera Mammina, quanto mi vuoi bene! (276, 1995)
  • Ecco, finalmente, ritornato il mese della bella Mammina. (357, 1995)
  • La vista di Gesù in angustie mi dava molta pena, perciò volli domandargli perché soffrisse tanto. Nessuna risposta n'ebbi. Però il suo sguardo si riportò verso quei sacerdoti. Ma poco dopo, quasi inorridito e come se fosse stanco di guardare, ritirò lo sguardo ed allorché lo rialzò verso di me, con grande mio orrore, osservai due lagrime che gli solcavano le gote. Si allontanò da quella turba di sacerdoti, con grande espressione di disgusto sul volto, gridando: Macellai! (350, 1995)
  • La vanagloria è un nemico proprio delle anime che si sono consacrate al Signore e che si sono date alla vita spirituale. (396, 1995)
  • Dio mio! che martirio è la tentazione della vanagloria. (314, 1995)
  • Questa benedetta guerra, sì, sarà per la nostra Italia, per la Chiesa di Dio una purga salutare; risveglierà nel cuore italiano la fede, che se ne stava li rincantucciata e come assopita e soffocata dalle pessime voglie; farà sbocciare nella Chiesa di Dio, da un terreno quasi inaridito e secco, bellissimi fiori. Ma, mio Dio!, prima che ciò avvenga qual dura prova è a noi serbata. Bisogna attraversare una intiera notte ricoperta delle più fitte tenebre, non mai vista dalla patria nostra sino a quest'oggi una simile. (583, 1995)
  • Una sola cosa mi resta amica: la morte. (767, 1995)

Citazioni su Padre Pio da Pietrelcina[modifica]

  • Chi trova comodo padre Pio (magari per motivi di cassetta e affini...) non conosce padre Pio ma una controfigura, una caricatura. Padre Pio, nonostante le apparenze, è scomodo e difficile. È fastidioso, perfino insopportabile, diciamo pure rompiscatole. Padre Pio è una medicina amara, non un rosolio. (Alessandro Pronzato)
  • Cosa c'entra Padre Pio col nazismo? È uguale, preciso, identico. (Oliviero Toscani)
  • Una diagnosi psichiatrica relativa al caso di padre Pio non è difficile da proporre. Osservato longitudinalmente, il disturbo di cui ha sofferto padre Pio è, secondo il Dsm IV (il manuale diagnostico preparato dall'Associazione degli psichiatri americani e oggi largamente utilizzato anche in Italia e in Europa), un disturbo istrionico di personalità. Osservato trasversalmente, nelle sue manifestazioni sintomatiche più evidenti, il suo è un disturbo di trance dissociativa. (Luigi Cancrini)
  • Vedere Padre Pio e dimenticare la ragione del mio viaggio a San Giovanni Rotondo fu un tutt'uno; Padre Pio mi fece un'operazione chirurgica, mi levò una testa e me ne mise un'altra. (Giacomo Gaglione)

Mario Guarino[modifica]

  • Alcuni mesi dopo, il Sant'Uffizio mandò a San Giovanni Rotondo padre Agostino Gemelli (medico e psicologo, fondatore delle Università cattoliche del Sacro Cuore di Milano e Roma). Il noto religioso si recò nel convento per due volte, nell'aprile del 1920, e osservò a lungo padre Pio. Concluse che le stigmate erano «un prodotto di origine isterica». Secondo alcuni, Gemelli avrebbe anche tentato «di far ricoverare padre Pio in un ospedale psichiatrico».
  • Da vivo la Chiesa lo definì ufficialmente un impostore. Da morto è stato subito beatificato e a tempo di record santificato. Un altro miracolo postumo di padre Pio? No: è il fiume di miliardi originato dalla leggenda del frate miracoloso, un enorme business che ha lavato l'impostura e ha fatto assurgere il frate di Pietrelcina alla santità.
  • Sette mesi dopo, il "beato Pio" provvedeva al secondo miracolo, necessario alla propria santificazione: nel gennaio 2000 guariva un bambino colpito da una meningite fulminante. Il prodigio avveniva per combinazione a San Giovanni Rotondo; il piccolo miracolato si chiamava di cognome Colella, e per combinazione Pio Matteo, nome impostogli per combinazione da genitori devotissimi del frate con le "stigmate". Il prefetto vaticano José Saraiva Martins si sentiva in dovere di precisare che il miracolo era stato accertato col massimo scrupolo.

Note[modifica]

  1. Citato in I Figli Spirituali - Giacomo Gaglione, Conventosantuariopadrepio.it.
  2. Citato in Enzo Biagi, Diciamoci tutto, Mondadori, 1984, p. 245.
  3. Frase udita dal prof. Bruno Pavone. Citato in Padre Andrea D'Ascanio, Il sorriso di Padre Pio, Preghiereagesuemaria.it.
  4. Citato in Giacomo Gaglione - La storia, Sorelledelleucaristia.it.
  5. In apertura del libro di Giacomo Gaglione, Allo specchio della mia anima; citato in Biografia, giacomogaglione.it.
  6. Citato in Nina Serago, TeleradioPadrePio - San Michele e Padre Pio ci ricordano il giusto sentiero da percorre..., Teleradio Padre Pio.it, 26 settembre 2007.
  7. Sulla moglie del campionissimo, quando andarono a San Giovanni Rotondo nel 1953; una settimana dopo, come notoriamente e largamente previsto dai giornalisti dell'epoca, Coppi lasciò la moglie per andare a vivere con Giulia Occhini. Citato in R. Allegri, I miracoli di Padre Pio, p. 225.

Bibliografia[modifica]

  • Consigli, esortazioni di padre Pio da Pietrelcina tratti dai suoi scritti o ascoltati dalla sua viva voce, Palermo, Editore Tip. A. Priulla, 1953.
  • Padre Pio da Pietrelcina, Pensieri esperienze suggerimenti. Florilegio dall'epistolario curato da Melchiorre da Pobladura a cura di Padre Gerardo Di Flumeri, San Giovanni Rotondo, 1995.

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