Oliviero Toscani

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Oliviero Toscani nel 2008.

Oliviero Toscani (1942 – vivente), fotografo italiano.

Citazioni di Oliviero Toscani[modifica]

  • Cosa c'entra Padre Pio col nazismo? È uguale, preciso, identico.[1]
  • Fa mica politica Salvini, va a raccattare i voti degli ignoranti.[2]
  • I libri servono per sedercisi sopra. Saranno venti anni che non ne leggo uno... La mia ignoranza è la mia cultura.[3]
  • In fondo la vecchiaia non è altro che il castigo di essere ancora vivi.[4]
  • [Su Matteo Salvini] No, non è nazista. No, non è nazista. È peggio.[2]
  • [Sull'Inter] Non dobbiamo avere paura di raccontare i fatti negativi o poco piacevoli. Noi abbiamo una storia diversa dalle altre squadre. Nel bene e soprattutto nel male.[5]
  • Spesso, a vedere certi film, penso a quanto sia più bella la pubblicità.[6]
  • [Sui veneti] Un popolo di ubriaconi e alcolizzati. Poveretti, non è colpa loro se nascono in Veneto. [...] I veneti sono un popolo di ubriaconi. Alcolizzati atavici, i nonni, i padri, le madri. Poveretti i veneti non è colpa loro se uno nasce in quel posto, è un destino. Basta sentire l'accento veneto: è da ubriachi, da alcolizzati, da ombretta, da vino.[7]

Note[modifica]

  1. Da un'intervista radiofonica a Radio 24; citato in Ivan Francese, La folle sinistra anticlericale: "Padre Pio come Isis e Hitler", il Giornale.it, 5 febbraio 2016.
  2. a b Dalla puntata La foto che indigna, della trasmissione radiofonica La Zanzara, Radio 24, 3 settembre 2015.
  3. Citato in Beniamino Placido, Il vangelo secondo Toscani, la Repubblica, 23 gennaio 1994, p. 31.
  4. Da Non sono obiettivo, Feltrinelli Editore, 2001.
  5. Citato in Filippo Grassia e Giampiero Lotito, Inter. Il calcio siamo noi, Sperling & Kupfer editori, 2010. ISBN 8820049678
  6. Citato in Paola Di Caro e Venanzio Postiglione, "Difendiamo l'arte". "Ma poi chi paga?", Corriere della Sera, 15 maggio 1995, p. 5.
  7. Dalla trasmissione radiofonica La Zanzara, Radio 24; citato in Oliviero Toscani: "Veneti? Popolo di ubriaconi". Scoppia la polemica. Zaia: "Ora chieda scusa", La Stampa.it, 2 febbraio 2015.

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