Pancho Villa

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Pancho Villa, o Francisco Villa, pseudonimo di José Doroteo Arango Arámbula (1878 – 1923), guerrigliero, rivoluzionario, generale e politico messicano.

Citazioni su Pancho Villa[modifica]

  • Ero nato Doroteo Arango il 5 giugno 1878, ma divenni generale della División del Norte, e cavalcai Sette Leghe, cavalla nera come l'inferno, ma bella più di un angelo. Con lei mi confusi alle migliaia che ci cavalcavano accanto, mentre i dorados cantavano:«Yo soy soldado de Pancho Villa, de sus dorados soy el más fiel, nada me importa perder la vida, si es cosa de hombres morir por él». La cavalla me la diede Amalia, vedova vorace d'un soldato, da me quietata non in denaro. Ma per gli effettivi c'erano invece le paghe. A ognuno provvidi con buonsenso. Ma se in battaglia erano vili c'era il Banda. Manuel non li feriva e non questionava; li uccideva. Un colpo alla nuca, al minimo indugio. (Geminello Alvi)
  • Mai tenni a divenire presidente del Messico. Feci ecatombi di civili, e non per il nervoso. Perché non volevano essere coscritti. E il 9 marzo del 1916 con seicento cavalieri invasi gli Stati Uniti. Al grido di «Viva Mexico», attaccammo Columbus, devastai almeno mezza città, pochi gli americani morti, solamente diciotto. Eppure loro subito armarono centocinquantamila uomini, li diedero al generale Pershing, uccisore di indiani Apache e spagnoli a Cuba. Era stato mio grande amico ma non mi prese. Nel 1920 ero amnistiato e ricco hacendado di successo. Sette Leghe morì. E da allora viaggio volentieri in automobile, senile. (Geminello Alvi)

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