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Paolo Diacono

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Paolo Diacono

Paolo Diacono, pseudonimo di Paul Warnefried o anche Paolo di Varnefrido (720 – 799), monaco, storico, poeta e scrittore longobardo.

Citazioni di Paolo Diacono[modifica]

  • Da dove comincerò le tue lodi, o massimo Lario? | alle splendide mense grandi doni tu rechi. | Tu hai due corna ricurve come la testa del toro: | ti danno anche il nome le corna ricurve. | Tu rechi grandi doni, ricco d'asili divini; | le tue splendide doti da dove comincerò a cantare? | In te è sempre primavera, poichè sempre fiorisci nelle | verdi zolle; poiché vinci il freddo in le è sempre primavera. | Tu sei cinto d'uliveti da entrambe le sponde; | non sei mai senza fronde, tu che sei cinto d'ulivo. | I melograni rosseggiano da ambo le sponde per i lieti | giardini; misti all'alloro rosseggiano i melograni. | Le fronde di mirto profumano sempre con le loro bacche; | sono utili pure con le foglie le fronde di mirto. | Vince col suo profumo il frutto venuto dalla Perside; | il cedro lutto vince con il suo profumo. | Ceda – così vorrei – al tuo confronto persino lo scuro | Averno; persino il lago d'Epiro ceda al tuo confronto. | Ceda a le lo stesso Fucino dalle acque cristalline, | lo stesso possente Lucrino ceda a te. | Vinceresti ogni mare se ti avesse calcato Gesù; | se tu; fossi in Galilea vinceresti ogni mare. | Coi tuoi flutti palpitanti guardati perciò dal sommergere | le barche minuscole; gli uomini guardati perciò dal sommergere coi tuoi flutti. | Se ti asterrai da quest'empietà, sarai sempre lodato | da tutti; sarai sempre amato, se ti asterrai da questa empietà. | A te sia lode ed onore, o Trinità immensa, in eterno; | perchè fai tanto mirabili cose a te sia lode ed onore. | tu che leggi questi versi, di', ti prego: O Redentore | abbi misericordia di Paolo – e non disprezzarli, tu che leggi questi versi, ti prego. (Versi in lode del Lario)
Ordiar unde tuas laudes, o maxime Lari? | Munificas dotes ordiar unde tuas? | Cornua panda tibi sunt instar vertice tauri, | dant quoque sic nomen cornua panda tibi. | Munera magna vehis divinis, dives, asilis, | regificis mensis munera magna vehis. | Ver tibi semper inest, viridi dum cespite polles, | frigora dum superas, ver tibi semper inest. | Cinctus oliviferis utroque es margine silvis, | numquam fronde cares cinctus oliviferis. | Punica mala rubent laetos hinc inde per hortos, | mixta simul lauris Punica mala rubent. | Mirtea virga suis redolet de more corimbis, | apta est et foliis mirtea virga suis. | Vincit odore suo delatum Perside malum, | citreon has omnes vincit odore suo. | Cedat et ipse tibi me iudice furvus Avernus, | Epirique lacus cedat et ipse tibi. | Cedat et ipse tibi vitrea cui Fucinus unda est, | Lucrinusque potens cedat et ipse tibi. | Vinceres omne fretum, si te calcasset Iesus, | si Galilaeus eras, vinceres omne fretum. | Fluctibus ergo cave tremulis submergere lintres, | ne perdas homines fluctibus ergo cave! | Si scelus hoc fugias, semper laudabere cunctis, | semper amandus eris, si scelus hoc fugias. | Sit tibi laus et honor, Trinitas inmensa, per aevum, | quae tam mira facis, sit tibi laus et honor! | Qui legis ista, precor, «Paulo» dic «parce, redemptor», | spernere neve velis, qui legis ista, precor. [1]
  • Quattordicesima provincia è considerato il Sannio, che sta fra la Campania, il mare Adriatico e l'Apulia, e prende inizio dal fiume Pescara. In questa provincia ci sono le città di Chieti, Aufidena, Isernia, e Sannio, consunta per la sua vetustà, dalla quale prende nome tutta la provincia, e la stessa capitale di queste zone, la ricchissima Benevento. I Sanniti ricevettero il loro nome anticamente dalle lance che solitamente portavano, e che i Greci chiamavano saunia.[2]

Note[modifica]

  1. Da Versus in laude Larii laci, Carmina, I, intratext.com.
  2. Da Storia dei Longobardi, a cura di Italo Pin, Edizioni Studio Tesi, Pordenone, 1990, II, 20, pp. 49-50. ISBN 9788876922312

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