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Lago di Como

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Bellagio sul lago di Como

Citazioni sul lago di Como o Lario.

  • All'imbrunire, quando ogni cosa pare assopirsi, e la musica delle campane del vespro giunge effondendosi sull'acqua, si può quasi credere che in nessun altro luogo che il Lago di Como si possa trovare un simile paradiso di quieto riposo. Ora, dalla mia finestra, qui a Bellagio, ho una veduta sull'altra sponda del lago, bella come un dipinto. Un precipizio dalla parete corrugata e frastagliata si eleva fino ad un'altezza di milleottocento piedi; su una minuscola sporgenza a metà altezza di quella vasta parete, si annida una chiesa, piccola come un fiocco di neve, non più grande, in apparenza, di una casetta per balestrucci; tutt'intorno, rasente la base del dirupo vi sono un centinaio di aranceti e giardini, costellati da bianche abitazioni, da essi fittamente ricoperte, che a tratti si intravedono; di fronte tre o quattro gondole indugiano pigramente sospese sull'acqua – e nello specchio forbito del lago, monte, cappella, case, aranceti e barche si riproducono con nitore e chiarezza tali, che a stento si riesce a capire dove termina la realtà e comincia il riflesso! (Mark Twain)
  • Che un Dio ci sia, quando si guarda il cielo del lago di Como, è evidente. (Robin Williams)
  • Da dove comincerò le tue lodi, o massimo Lario? | alle splendide mense grandi doni tu rechi. | Tu hai due corna ricurve come la testa del toro: | ti danno anche il nome le corna ricurve. | Tu rechi grandi doni, ricco d'asili divini; | le tue splendide doti da dove comincerò a cantare? | In te è sempre primavera, poichè sempre fiorisci nelle | verdi zolle; poiché vinci il freddo in le è sempre primavera. | Tu sei cinto d'uliveti da entrambe le sponde; | non sei mai senza fronde, tu che sei cinto d'ulivo. | I melograni rosseggiano da ambo le sponde per i lieti | giardini; misti all'alloro rosseggiano i melograni. | Le fronde di mirto profumano sempre con le loro bacche; | sono utili pure con le foglie le fronde di mirto. | Vince col suo profumo il frutto venuto dalla Perside; | il cedro lutto vince con il suo profumo. | Ceda – così vorrei – al tuo confronto persino lo scuro | Averno; persino il lago d'Epiro ceda al tuo confronto. | Ceda a le lo stesso Fucino dalle acque cristalline, | lo stesso possente Lucrino ceda a te. | Vinceresti ogni mare se ti avesse calcato Gesù; | se tu; fossi in Galilea vinceresti ogni mare. | Coi tuoi flutti palpitanti guardati perciò dal sommergere | le barche minuscole; gli uomini guardati perciò dal sommergere coi tuoi flutti. | Se ti asterrai da quest'empietà, sarai sempre lodato | da tutti; sarai sempre amato, se ti asterrai da questa empietà. | A te sia lode ed onore, o Trinità immensa, in eterno; | perchè fai tanto mirabili cose a te sia lode ed onore. | tu che leggi questi versi, di', ti prego: O Redentore | abbi misericordia di Paolo – e non disprezzarli, tu che leggi questi versi, ti prego. (Paolo Diacono)
  • È Lierna che nobilita tutto il Lago di Como. (Sigismondo Boldoni)
  • Fuori del recinto le sponde che guardano mezzogiorno verdeggiano di ulivi frequenti, parlano di dolci invernate. (Antonio Fogazzaro)
  • Il lago di Como è un imbuto pieno di pioggia, e lì le arance le ho viste solo dai fruttivendoli, ma è buono come luogo di soggiorno, perché ci sono molte ville, che si affittano alle coppiette, ed è un'industria molto lucrosa. Sa perché? Perché il contratto d'affitto vien fatto per sei mesi e dopo tre settimane se ne vanno.
    – Perché dopo tre settimane?
    – Perché litigano. Chiaro! Ma il fitto devono comunque pagarlo. E si riaffitta. E gli affari vanno a gonfie vele. Perché di amore ce n'è sempre: anche se poi non dura. (August Strindberg)
  • Il lago di Como [...] non è come il lago di Ginevra circondato di grandi campi ben delimitati e coltivati coi migliori sistemi, che fanno pensare ai denari e alla speculazione. Qui da qualunque parte io mi volga veggo colli di ineguali altitudini vestiti di alberi piantati alla ventura che la mano dell'uomo non ancora ha guasti e costretti a fruttar bene. Tra questi poggi dalle linee ammirevoli che precipitano verso il lago per tanto singolari scoscendimenti, mi è consentito serbar le illusioni destate dalle descrizioni dell'Ariosto e del Tasso. Tutto qui nobilmente, squisitamente parla d'amore, nulla v'ha che rammenti le brutture della civiltà. A mezza costa, celate da grandi alberi, si rannicchiano le borgate e oltre le vette degli alberi spunta, si erge la vaghezza architettonica dei loro campanili. Se qualche campicello si intromette qua e là nei gruppi di castagni e di ciliegi salvatici, le piante paion crescervi felicemente più vigorose che altrove e lo sguardo vi si riposa contento. E di là dai colli, le cui sommità offrono eremi che si abiterebbero tutti volentieri, l'occhio attonito scorge il perpetuo niveo candor delle cime delle Alpi che nella lor solenne austerità gli rammentano quel tanto delle avversità della vita, quanto basti a maggiormente pregiare il presente benessere. Il suono della campana di un lontano villaggio sperduto fra le selve stimola la fantasia: le note scorron sulle acque attenuandosi in un tono di malinconia rassegnata e sembrano dire all'uomo: la vita fugge, non opporre resistenza alla felicità che ti viene incontro... affrettati a goderne. (Stendhal)
  • L'altra notte la vista ci apparve ancora più sorprendente e pittoresca. Sull'altra sponda dirupi, alberi e case bianchissime riflettevano le loro immagini perfettamente nitide sul lago e lunghi fasci di luce, provenienti dalle finestre lontane, ne segnavano la superficie immobile. Subito accanto, grandi magioni argentee sotto la luna risplendevano tra un folto fogliame scuro e informe, tra le ombre che calavano dall'alto delle rupi e toccavano il bordo lacustre dove si rifletteva più volte e con precisione ogni tratto della magica visione. (Mark Twain)
  • Percioche, se noi consideriamo la qualità dell'aria, nell'una et nell'altra stagion del verno et della state temperata, soave, gioconda et non mai punto nociva ma sempre benigna, sana et confortativa, siamo sforzati a giudicare, che per questa principal ricchezza sola, Como habbia un perpetuo riso di Natura che non pur lo nobiliti; ma lo renda beato. Chi poi, uscito del porto della vostra città, naviga fino alla riva, che domandano Sommolago, et contempla dalla destra et dalla sinistra, con occhio non punto livido le terre, le ville, i promontori, i seni, le fontane, i fiumi, i ponti, le torri, le memorie antiche che per le Chiese e, per le piazze si trovano; le belle prospettive de' monti adorni, o di castagni o d'olive, o di viti; i boschi de' lauri et de' mirti; la copia de' melaranci, de' cedri et de' limoni; i luoghi commodi per la coltura, per la caccia, et per li paschi; la maraviglia delle fonti et de' fiumi; la quantità de' beni di natura singolari, et a questo sol lago proprii; et tutti gli altri commodi, che s'hanno dalla terra; crederà che a Como non manchi alcuna di quelle doti, che fanno una città da tutte le parti nobilissima; massimamente che con le ricchezze dell'aria, et della terra, vanno congiunte quelle dell'acqua; da cui si cavano preciosi pesci in tanta quantità, che 'l vostro Lago n'è molto cortese alle città et terre vicine, e in particolare a Milano. Coloro poi che sanno come qui habitarono gli antichi padri Volturreni; et dall'historie. comprendono esservi nati huomini famosi in lettere, e in armi; havervi tenuto i lor tesori et gioie Re grandi; et esservi state lasciate memorie d'honori da Pontefici massimi; ripieni di stupore, volentieri fanno riverentia a questa patria, come a singolar, madre d'ogni nobiltà et ornamento. [...] Et essendo le ricchezze, o dall'aria, o dalla terra, o dall'acqua; dell'aria non posso dare altro argomento che questo, cioè che le api vi facciano assai frutto; i lauri, e i mirti in tanta copia naturalmente vi nascano, che ne formino boschi; le piante de' melaranci, de' limoni, et de' cedri senza alcuna cura vi moltiplichino, et si riducano a perfettione, senza che 'l verno mai siano coperte, nè difese dal freddo con artificio alcuno: le quali cose non sarebbono, se la temperie dell'aria non fosse benigna et delicata. (Tommaso Porcacchi)
  • Quando scriverete la storia di due amanti felici, collocateli sulle rive del Lago di Como. Non conosco contrada più manifestamente benedetta dal cielo; non ne ho mai visto un'altra dove gli incanti di una vita d'amore sembrerebbero più naturali [...] ed iniziatela con queste parole: "Sulle rive del lago di Como." (Franz Liszt)
  • Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte. (Alessandro Manzoni, I promessi sposi)
  • Te, Lario grandissimo. (Publio Virgilio Marone)

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