Al 2020 le opere di un autore italiano morto prima del 1950 sono di pubblico dominio in Italia. PD

Paolo Tibaldi

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Paolo Tibaldi (1825 – 1901), patriota italiano.

Da Roma a Cajenna[modifica]

Incipit[modifica]

Mi è patria l'Italia. Nacqui a Piacenza il 27 gennaio 1827.

Citazioni[modifica]

  • Allorché vedo questi sedicenti missionarj d'ambo i sessi, che abbandonano il suolo natìo per imporre ai popoli di lontani paesi i loro dei e le loro credenze con tutto il corollario di stupide superstizioni, e svelgono dall'anima di quegl'ingenui, (con mezzi spesso riprovevoli) credenze talvolta più assurde, io domando a me stesso se essi non vadano per calcolo o per fanatismo a commettere un crimine; e se talvolta avviene che sieno massacrati compiendo l'opera loro, mi domando se ciò non è forse giustizia per parte di coloro ai quali non si cerca di involare la borsa, ma un più prezioso tesoro: la libertà di coscienza e di pensiero!... (p. 30)
  • Oh quanto energia infonde la speranza! (p. 43)
  • È un grande conforto per chi ama i suoi simili, sapersi riamato. (p. 96)
  • Altri, ben altri sentimenti che quelli d'odio e di vendetta, devono animare un repubblicano, egli deve saper perdonare agli oppressori della vigilia diventati i vinti del domani, egli deve dare l'esempio del bene colla giustizia e colla moderazione. (p. 96)

Explicit[modifica]

L'ingratitudine può offendere, ma non tener lontani gli uomini disinteressati, che giurarono combattere fino alla morte pei tre principi che dovevano emancipare il mondo: Libertà, Fratellanza, Eguaglianza! Principi che dovevano servire di base alla repubblica universale, democratica e sociale.

Bibliografia[modifica]