Parco dei Mostri

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Citazioni sul parco dei Mostri.

  • Bomarzo è a suo modo una contestazione dei mondi tradizionali e un antimondo che affonda le radici nell'aldilà. Aldilà della storia classica con le riprese e le contaminazioni del mondo misterioso degli etruschi. Aldilà dello spazio occidentale con l'ansia di entrare in sintonia con mondi esotici. Aldilà dello spazio prospettico con la ricerca di spazi a sorpresa e a sensazione. Aldilà dell'umano con l'esaltazione della pazzia di Orlando e del mostruoso (nel 1576 Vicino rimpiange di non potere "goder la follia del mio boschetto"). Aldilà della vita con la proposizione di una discesa all'Ade. Aldilà della natura e della materia con lo scavo e la trasfigurazione dei massi erratici e delle balze rocciose. Aldilà dei suoi stessi risultati: in un anelito di trasmutazione continua, come in un laboratorio alchemico Vicino cambia i connotati alle sue creature di pietra, gli fa "venire il cancaro" [cancro] (come afferma in una lettera del 1578) e decide perfino di colorarle vivacemente (1574), forse a somiglianza delle pitture etrusche. (Marcello Fagiolo)
  • Le colossali sculture drammatizzano il circostante ambiente naturale, cui appartengono per la loro rude e porosa materia di roccia. Entrano in simbiosi con la vegetazione che le avvolge, comunicandole la loro conturbante energia, mescolandosi ad essa in agguati di ombre e rumori di acque, in scrosci di luce, assedi di arbusti intricati o sorprese di radure. Il visitatore, come voleva la convenzione letteraria della "prova" e come vorrà la logica del Sublime, si confronta alle loro sovrastanti dimensioni e, sia pure giocosamente, con la loro inusitata e spaventevole fisionomia. (Maurizio Calvesi)
  • Vicino vuole individualisticamente «sfogar il core» e divertirsi per la meraviglia degli altri. Il mezzo, accettando gli stimoli ed i suggerimenti culturali e iconografici più disparati e più ricchi di significati ambigui, è quello di attuare un ingranaggio di sensazioni e di suggestioni capace di confondere le idee del visitatore, di sopraffarlo emotivamente, di dargli la sensazione di trovarsi in un mondo quasi di sogno; in modo da far trovare l'osservatore nel dilemma «se tante meraviglie sien fatte per inganno o pur per arte»; cioè se per inganno magico o per artificio umano. (Arnaldo Bruschi)

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