Peter Bodo

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Peter Bodo (1949 – vivente), giornalista sportivo austriaco naturalizzato statunitense.

  • Ai tifosi, può sembrare che a Del Potro manchi qualche lampo vitale di determinazione o qualche risvolto di spirito competitivo per sostenere il primo successo, nel modo in cui l'hanno fatto Jimmy Connors, John McEnroe, o Pete Sampras. Dunque, pensano, non ha la fiducia necessaria e, appena questa mancanza è diventata palese, il suo gioco ha perso una parte del suo originale splendore, della sua "grandezza". È facile scambiare la riservatezza per timidezza in qualcuno come Del Potro, anche se non esiste una reale equivalenza. E questo ci porta alla teoria numero 3, che è quella alla quale mi sono avvicinato dopo Wimbledon. Ed è l'idea che Del Potro abbia avuto una fortuna sfacciata, o almeno un po' troppo buona, e ora è lentamente torturato dal destino. La rinnovata grandezza pende davanti a lui come una carota attaccata a un bastone e rimane sempre fuori dalla sua portata, non importa quanto lui ci provi.[1]
  • Da una parte, Del Potro è un ragazzo riservato, introverso, quasi reticente. Dall'altro, ha un gioco talmente pane-e-salame (meat-and-potatoes) che ti viene voglia di chiedere una bottiglia di salsa dopo averlo visto sparare due o tre dei suoi dritti, senza seguirne nemmeno uno a rete, dove potrebbe fare buon uso della sua apertura alare degna di un condor della California. Non so, forse il ragazzo ama caricare e sparare quel dritto [...]. Nella sua mente, il tennis può essere tutta una questione di cazzotti. Quella riluttanza a venire a rete anche solo un po' più spesso di quanto strettamente necessario probabilmente spiega perché Del Potro resta ingolfato nei bassifondi della top-10 (ora è numero 7) pur continuando a spaventare a morte gli habitué delle vette del ranking. Se Del Potro fosse un po' più propenso a venire avanti e schiacciare la palla prima che tocchi terra, forse avrebbe ripreso la sua carriera come detentore del titolo in uno slam invece di restare un ex vincitore di uno slam.[1]
  • Del Potro ha talento nel farsi dei tifosi; immagino questo accada perché sempre un gigante così gentile, perché non appare molto aggressivo, indipendente da quanto violentemente colpisca la palla.[1]

Note[modifica]

  1. a b c Da La grandezza di Del Potro, traduzione di Alessandro Mastroluca, Ubitennis.com, 13 luglio 2013.

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