Philippe Ariès

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Philippe Ariès (1914 – 1984), storico francese.

Citazioni di Philippe Ariès[modifica]

  • ... Una maniera del tutto nuova di morire è comparsa nel corso del secolo XX in alcune delle regioni più industrializzate, più urbanizzate, più tecnicamente avanzate del mondo occidentale e senza dubbio siamo ancora agli inizi.
    Salta agli occhi del meno attento degli osservatori la sua novità, il suo contrasto con tutto ciò che era prima, di cui costituisce l'immagine rovesciata in negativo: la società ha espulso la morte, eccetto quella degli uomini di Stato.
    Niente più nella città avverte che qualcosa è accaduto: il vecchio carro funebre nero e argento è diventato una banale automobile grigia che si perde nel flusso della circolazione.
    La società non segna nessuna pausa: la scomparsa di un individuo non intacca più la sua continuità. In città tutto si svolge come se nessuno più morisse.[1]
  • La tecnica corrode il dominio della morte fino a farsi l'illusione di sopprimerla. La zona della morte capovolta è anche quella della più salda credenza nell'efficacia della tecnica e del suo potere di trasformare l'uomo e la natura. negli Stati Uniti e nell'Inghilterra del secolo XX. È là che mette le radici[2]

Note[modifica]

  1. Da L'uomo e la morte dal Medioevo ad oggi,traduzione di Maria Garin, Laterza, Bari; citato in S. Coppola, M. de Angelis, M. de Martini, M. G. Piccolo, Alessandra Sannia, Giulia Colomba Sannia e Tina Pucci, I saperi integrati, Proposte di nodi tematici e concettuali dell'area letteraria, linguistica, espressiva e scientifica per un lavoro interdisciplinare, a cura di Giulia Colomba Sannia, Liguori Editore, Napoli, 2001, pp. 397-398. ISBN 88-207-3186-X
  2. Citato in I saperi integrati, p. 398.

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