Piergiorgio Welby

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Piergiorgio Welby

Piergiorgio Welby (1945 – 2006), giornalista, politico, poeta e attivista italiano.

Citazioni di Piergiorgio Welby[modifica]

  • Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l'amico che ti delude. (dalla lettera aperta al Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, 21 settembre 2006)
  • Ignote le notti i pavé gli asfalti | le montagne scollate | le valli tagliate dai fiumi di sempre | le entrate le uscite | da cementi di spigoli aguzzi | chiamati città | non raccoglie altro sguardo | che volti bendati | un cane schiacciato dall'urlo di gomma | marcisce sventrato | non dormo non sogno | cerco | nel buio spezzato dai fari abbagliati | l'ultima curva che dica |«arrivato». (da Trip, in Lasciatemi morire)

Lettera al Presidente Napolitano[modifica]

  • Quando affrontiamo le tematiche legate al termine della vita, non ci si trova in presenza di uno scontro tra chi è a favore della vita e chi è a favore della morte: tutti i malati vogliono guarire, non morire. Chi condivide, con amore, il percorso obbligato che la malattia impone alla persona amata, desidera la sua guarigione. I medici, resi impotenti da patologie finora inguaribili, sperano nel miracolo laico della ricerca scientifica. Tra desideri e speranze, il tempo scorre inesorabile e, con il passare del tempo, le speranze si affievoliscono e il desiderio di guarigione diventa desiderio di abbreviare un percorso di disperazione, prima che arrivi a quel termine naturale che le tecniche di rianimazione e i macchinari che supportano o simulano le funzioni vitali riescono a spostare sempre più in avanti nel tempo. Per il modo in cui le nostre possibilità tecniche ci mantengono in vita, verrà un giorno che dai centri di rianimazione usciranno schiere di morti-viventi che finiranno a vegetare per anni.[1]
  • Anche nella diga opposta dalla Chiesa si stanno aprendo alcune falle che, pur restando nell’alveo della tradizione, permettono di intervenire pesantemente con le cure palliative e di non intervenire con terapie sproporzionate che non portino benefici concreti al paziente. L’opinione pubblica è sempre più cosciente dei rischi insiti nel lasciare al medico ogni decisione sulle terapie da praticare.[1]
  • Noi tutti probabilmente dobbiamo continuamente imparare che morire è anche un processo di apprendimento, e non è solo il cadere in uno stato di incoscienza. [1]
  • Quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente ‘biologica’ – io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico.[1]
  • Sua Santità, Benedetto XVI, ha detto che “di fronte alla pretesa, che spesso affiora, di eliminare la sofferenza, ricorrendo perfino all’eutanasia, occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale”. Ma che cosa c’è di “naturale” in una sala di rianimazione? Che cosa c’è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c’è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l’aria nei polmoni? Che cosa c’è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l’ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte-artificialmente-rimandata? Io credo che si possa, per ragioni di fede o di potere, giocare con le parole, ma non credo che per le stesse ragioni si possa “giocare” con la vita e il dolore altrui.[1]

Citazioni su Piergiorgio Welby[modifica]

  • I radicali hanno creato a partire dalla figura di Piergiorgio Welby una risonanza mediatica che va al di là dell’evento in sé, perché hanno collegato l’evento Welby all’evento Eluana Englaro che aveva invece una natura completamente diversa- [...] L’evento Welby è stato uno straordinario evento mediatico mentre è stato – espressione forte la mia, ne sono consapevole – un modesto evento bioetico. (Francesco D'Agostino)

Bibliografia[modifica]

  • Piergiorgio Welby, Lasciatemi morire, Rizzoli, 2006

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Note[modifica]