Pierre Gamarra

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Pierre Gamarra, 2008

Pierre Gamarra (1919 – 2009), scrittore francese di origine basca.

Citazioni di Pierre Gamarra[modifica]

  • Lo voglia o no, il rapporto tra le mie intenzioni narrative e la mia vita nella società è, a mio avviso, essenziale... Come potrebbe essere diversamente?[1]
  • Io credo che le radici sociali, le radici nazionali – le radici in generale – sono assai importanti. [...] Credo ad ogni modo che quella che si chiama intenzione narrativa sia intenzione altruista, anche senza averne coscienza.[1]
  • Il contenuto è come la politica: non farne significa fare la politica peggiore.[1]
  • Le parole servono alla visione. Le parole sarebbero quindi creatrici? Certo, ma parlate e manipolate dallo scrittore. Abbandonate alla confusione, finiscono nella confusione. Ora, una cosa è esprimere la confusione, un'altra essere la confusione. Una cosa è denunciare la brutalità, un'altra cosa è essere la brutalità. Narrare significa parlare chiaro. È difficile, e la semplicità non è così semplice. (da un'inchiesta di «Europe»[1])

Il mistero della Berlurette[modifica]

Incipit[modifica]

Voglia il lettore scusare le imperfezioni del racconto, che io presento alla benevola attenzione. Certamente, a prima vista, tutto questo potrà sembrare abbastanza incredibile, e a tutti questi formidabili colpi di scena... Ma procediamo per ordine.
Innanzitutto devo dire che il prof. Vernéjou, insegnante elementare molto noto a Villeneuve-sur-Berlurette, mi ha fornito abbondanti precisazioni su questa fantastica vicenda. Ho interrogato un gran numero di testimoni diretti o indiretti e ho conosciuto i particolari attraverso le confidenze di Butirrino, di Bianca di Castiglia e soprattutto del famoso Carlomagno. Mi sono intrattenuto abbastanza a lungo con Tricoire, il barista, e con Berta, la merciaia. In questa maniera, ho potuto ricostruire esattamente questa favolosa vicenda.

Citazioni[modifica]

  • Quando Cristoforo Colombo scoprì l'America o Bernard Palissy il segreto dello smalto, un Villanoviano del tempo, a cui un viaggiatore annunciò la notizia, dovette certamente rispondere: «Puah! in fede mia è un bel pezzo (=il y a belle lurette) che ne eravamo al corrente...». Questi signori che erano sempre al corrente di tutto, furono chiamati quelli della Belle lurette (=bel pezzo), poi della Bellurette e infine della Berlurette, per un'alterazione linguistica, perché in questo piacevole paese si ama rotolare molto la «r» fra i denti. (p. 21)
  • Non lontano, Bianca, appoggiata al muro, cercava di «ripassarsi» la parte della recita. Di tanto in tanto la si sentiva borbottare:
    Mentre che dietro pensieri malvagi | corre la gente con gran bramosia, | Marzo sghignazzando tra i nubifragi | schiude ai fiori di nascosto la via. [Théophile Gautier]
    Gli occhi della fanciulla andavano dal quaderno al cielo e dal cielo al quaderno. (p. 110)

Citazioni su Pierre Gamarra[modifica]

  • Da un'esperienza esistenziale fondamentalmente segnata dalla lacerazione, l'autore ricava anche i suoi versi, che si dispongono in genere su un ritmo di tenera elegia. La figura cha si privilegia sulle altre è la morte del figlio, a fianco della quale si leva lo straziante lamento della madre. (Ugo Piscopo)
  • Gamarra rende più piacevole la sua intenzione altruista, la sua volontà di parlare agli altri. La scoperta delle proprie radici e del proprio dolore è anche la scoperta degli altri. (Ugo Piscopo)

Note[modifica]

  1. a b c d Citato da Ugo Piscopo in introduzione a Il mistero della Berlurette.

Bibliografia[modifica]

  • Pierre Gamarra, Il mistero della Berlurette, traduzione, introduzione e note di Ugo Piscopo, G. B. Palumbo, Palermo 1972.

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